04.1139 · Interrogazione · 2004-10-08
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Su scala mondiale e in particolare in seno all'UE, è riscontrabile una tendenza alla registrazione di dati biometrici nei documenti d'identità, per proteggerli da contraffazioni e per facilitare il traffico dei viaggiatori. L'autorevole Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (OACI), raccomanda l'introduzione di dati biometrici nei passaporti e ha sviluppato degli standard vincolanti. Per poter partecipare anche in futuro al "Visa Waiver Program" (VWP) degli USA, la Svizzera e gli altri 26 Paesi che ne fanno parte devono dimostrare entro il 26 ottobre 2005, di disporre di un programma per l'introduzione di dati biometrici nei passaporti. Alla luce di questa situazione, il 10 settembre 2003 il Consiglio federale ha incaricato il DFGP di redigere una perizia sull'attuabilità dell'introduzione di dati biometrici nei documenti di viaggio svizzeri. Con decisione del 15 settembre 2004 il Consiglio federale ha preso conoscenza della perizia "Biometria nei documenti di viaggio svizzeri", incaricando il DFGP di avviare, entro la fine del 2005, un progetto pilota quinquennale per l'introduzione di dati biometrici. Il progetto si concentra sull'introduzione di dati biometrici nel passaporto svizzero e la richiesta di un siffatto documento sarà facoltativa.
Viste queste premesse, il Consiglio federale risponde come segue alle domande poste dall'interrogazione.
La carta d'identità svizzera come documento di viaggio è accettata da un numero relativamente limitato di Stati, principalmente europei. Solo il passaporto rilasciato secondo gli standard dell'OACI è riconosciuto su scala mondiale. L'introduzione dei dati biometrici nel passaporto svizzero è perciò prioritaria. L'introduzione di dati biometrici inoltre costituisce una sfida tecnica da non sottovalutare. Nel corso dei lavori relativi al progetto d'introdurre i dati biometrici nel passaporto, occorrerà perciò verificare se, dal punto di vista tecnico, finanziario, temporale e politico, sia opportuno integrare sin d'ora i dati biometrici anche nella carta d'identità. È fuori discussione che nel caso in cui i dati biometrici siano registrati in forma elettronica su un chip nel passaporto, sarà necessaria una cosiddetta infrastruttura a chiave pubblica (Public Key Infrastructure, PKI). Nell'ambito dei lavori progettuali si esaminerà pure la questione relativa alla forma concreta che assumerà la PKI e si stabilirà chi dovrà gestirla.
Già in occasione della mozione del consigliere nazionale Noser (04.3228 E-Switzerland. Creazione di un'identità digitale) il Consiglio federale si è occupato della questione relativa alla realizzazione di un'infrastruttura a chiave pubblica su scala nazionale. Nel suo parere il Consiglio federale ha osservato che il 1° gennaio 2005 entrerà presumibilmente in vigore la nuova legge federale sui servizi di certificazione nel campo della firma elettronica. La legge crea le condizioni generali per i prestatori di servizi concernenti le infrastrutture a chiave pubbliche, permettendo così a ditte private di offrire prestazioni di alta qualità nel settore dell'identità digitale. L'identità digitale così creata potrebbe essere utilizzata in particolare anche nel commercio elettronico (e-commerce). Nel settore del voto elettronico (e-voting) la Cancelleria federale sta attualmente gestendo, in collaborazione con diversi Cantoni, dei progetti pilota. I risultati di tali progetti devono però ancora essere valutati e per ora non è stata presa alcuna decisione di principio in merito. Solo se dopo una fase di introduzione adeguata si dovesse constatare che l'economia privata non è in grado di soddisfare le richieste relative a tale prestazione, si dovrebbe esaminare se, sussidiariamente, anche la Confederazione debba offrire un servizio di certificazione.
Con la creazione della suddetta legge federale il Parlamento ha dato alle ditte private la possibilità di sviluppare e offrire delle infrastrutture a chiave pubblica. Per questo motivo attualmente la Confederazione non ritiene necessario rendere accessibile al pubblico l'infrastruttura a chiave pubblica sviluppata in seno all'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione per la trasmissione sicura dei dati tra i servizi amministrativi della Confederazione e dei Cantoni, trasformandola in una PKI statale, in concorrenza con l'economia privata. Con il progetto pilota, deciso dal Consiglio federale, per l'introduzione dei dati biometrici nei documenti di viaggio svizzeri, in particolare nel passaporto, si tratta principalmente di raccogliere esperienze con questa nuova tecnologia, garantire la permanenza della Svizzera in seno al VWP e mantenere il contatto con lo sviluppo del settore a livello internazionale.
Risposta del Consiglio federale.