04.3084 · Postulato · 2004-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel mese di agosto 2004, la Posta vuole avviare il progetto "logistica dei giornali". Il Consiglio federale è invitato ad analizzare le ripercussioni di questo progetto sulla stampa, in particolare quella regionale e locale, e sul mercato del lavoro. Nel suo rapporto dovrebbe evidenziare i seguenti punti: la Posta è un servizio pubblico (art. 92 Cost.) e la legge sulle Poste prevede a chiare lettere un sostegno della stampa locale e regionale (art.15). In merito occorre inoltre prestare la dovuta attenzione affinché le offerte di servizi della Posta non comportino una concorrenza sleale tra le testate giornalistiche delle diverse regioni della Svizzera.
Begründung
Il Parlamento ha deciso di ridurre da 100 a 80 milioni di franchi, a partire dal 1°gennaio 2004, le sovvenzioni indirette della Confederazione a favore della stampa. Per compensare questa perdita, la Posta ha negoziato con gli editori un aumento delle tariffe postali del 5 - 10%. Siccome questa misura non è sufficiente a pareggiare il disavanzo, la Posta vuole risparmiare ulteriori 10 - 15 milioni di franchi e a tale scopo ha sviluppato un progetto di smantellamento dell'offerta di servizi, nel quale è prevista la riorganizzazione del trasporto dei giornali. La nuova strategia dovrebbe concretizzarsi dal 9 agosto 2004.
In merito, la Posta prevede la creazione di quattro centri di smistamento della distribuzione dei giornali (i cosiddetti "Hub") a Berna, Losanna, Hunzenschwil e Zurigo ed ha annunciato che in futuro potranno essere recapitati, in tutta la Svizzera, il giorno della pubblicazione solo i giornali che giungeranno a Berna prima delle 02.00, a Losanna e a Hunzenschwil prima delle 00.40 e a Zurigo prima delle 00.15. Questi orari di consegna sono stati notevolmente anticipati rispetto a quelli attuali. Le singole testate hanno quindi a disposizione diverse opzioni; tutte però mettono in pericolo la loro sopravvivenza. I giornali possono infatti:
- accontentarsi di una distribuzione nel proprio bacino di utenza; ciò comporterebbe una diminuzione del numero di lettori e un impoverimento della discussione democratica tra le varie regioni;
- anticipare la chiusura di redazione per poter consegnare prima (fino a due ore d'anticipo rispetto ai termini attuali) i giornali a un centro di smistamento; ciò significherebbe che, nell'edizione del giorno successivo, verrebbero a mancare i risultati sportivi, i resoconti delle assemblee politiche e le cronache degli avvenimenti successi in serata. L'attrattiva di queste testate risulterebbe dunque minore;
- andare in macchina presso un grande gruppo editoriale che si trova nelle vicinanze di un centro di smistamento; ciò, per le testate delle regioni periferiche, comporterebbe una perdita di indipendenza e un doloroso taglio di posti di lavoro.
Per questi motivi, il progetto della Posta costituisce un grande pericolo per la diversità e la libertà di stampa, in quanto obbliga i quotidiani a scegliere tra un'informazione incompleta e una distribuzione su scala ridotta, mettendo in pericolo quelle testate che, nell'attuale situazione economica caratterizzata dalla perdita di entrate pubblicitarie, non possono permettersi disinvoltamente un calo del numero di abbonati.
Il progetto risulta problematico anche dal punto di vista ambientale, poiché è previsto il trasferimento del trasporto dei giornali dalla ferrovia alla strada.
Nella valutazione, non va inoltre dimenticato un altro elemento molto importante: con la nuova logistica dei giornali si creano condizioni quadro disuguali per le diverse testate. Infatti, i giornali, le cui rotative sono vicine a un "hub", si trovano fortemente avvantaggiati rispetto agli altri; i loro editori non solo approfittano dei costi di trasporto più bassi fino al centro di smistamento della Posta (contrariamente alle prime dichiarazioni questa voce dei costi è ora a carico degli editori), ma hanno pure tempi di percorrenza più brevi. Le loro redazioni possono quindi posticipare la chiusura e di conseguenza, il giorno successivo, saranno gli unici a riportare le ultime notizie. Con questo progetto, la Posta discrimina quindi chiaramente la stampa regionale e locale.
I risultati del progetto pilota attualmente in corso vanno presi con la dovuta cautela, in quanto per questa fase di prova sono stati coinvolti solo i più importanti editori vodesi, bernesi e zurighesi. Del resto, diversi editori hanno già manifestato il loro disappunto nei confronti della Posta, rea di non aver accolto le loro richieste e di non aver nemmeno fornito risposte a domande concrete.
Per risparmiare 15 milioni di franchi, la Posta mette quindi in pericolo numerose testate la cui situzione finanziaria è reputata sana e i lettori fedeli. Non va infine dimenticato che la Posta è un servizio pubblico. La redittività economica non può quindi costituire l'unico criterio per giustificare un progetto che così pesantemente si ripercuote sulla formazione dell'opinione e la discussione democratica.
Qualora la Posta si ostinasse a realizzare questo progetto, il previsto articolo costituzionale sulla politica dei media potrebbe ben presto risultare superfluo: entro il 2008, infatti, le testate che beneficerebbero di contributi, sarebbero purtroppo ridotte a un minimo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Un approvvigionamento sufficiente sotto il profilo dei media in tutte le regioni del Paese è d'importanza fondamentale ai fini della formazione dell'opinione pubblica. La distribuzione di giornali e periodici da parte della Posta è un elemento essenziale per raggiungere tale scopo. Secondo l'ordinanza sulle poste, il trasporto di giornali e periodici rientra quindi nel servizio universale. Come già spiegato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Jean Studer del 3 ottobre 2003 (03.3567, Libertà d'informazione e dei media nelle regioni periferiche), i giornali in abbonamento devono sì essere recapitati tutti i giorni feriali, ma né la legge sulle poste né la relativa ordinanza obbligano la Posta a distribuire i quotidiani su tutto il territorio svizzero il giorno della loro pubblicazione. Malgrado ciò, la Posta s'impegna ad offrire questo servizio nei limiti delle sue possibilità. Nei casi dove sussiste una grande distanza tra il luogo di stampa e di recapito, già oggi è tuttavia impossibile garantire la distribuzione di tutte le testate il giorno della pubblicazione. In ogni caso, tutti i quotidiani sono distribuiti lo stesso giorno della loro pubblicazione nel proprio bacino di utenza.
Nella sessione di dicembre 2002, al fine di contenere le uscite, il Parlamento ha approvato la revisione dell'articolo 15 della legge sulle poste. In virtù di questa modifica, le indennità della Confederazione per i costi non coperti della Posta dovuti ai prezzi preferenziali applicati al trasporto di giornali e periodici in abbonamento sono limitate al 2007, e dal 2004 sono ridotte di 20 mio. di franchi a una somma annua pari a 80 mio. di franchi. I tagli delle sovvenzioni federali devono essere compensati dalla Posta, in caso contrario, essa corre il rischio di perdere il suo equilibrio finanziario, contravvenendo così alle prescrizioni del legislatore riguardanti una gestione finanziariamente autonoma dell'azienda.
Considerando il fatto che, malgrado le sovvenzioni della Confederzione, i costi del servizio di distribuzione dei giornali rimangono deficitari, il Consiglio federale ritiene opportuno avviare le necessarie contromisure mediante un'ottimizzazione della logistica nel settore della distribuzione dei quotidiani. In questo senso, il Collegio appoggia gli sforzi comuni della Posta e degli editori volti a ridurre i costi. Tuttavia il Consiglio federale auspica che, in questo processo di ottimizzazione, sia presa in considerazione soprattutto la stampa locale e regionale e che tra la Posta e gli editori si riesca a trovare una soluzione consensuale. Inoltre si deve pure garantire che tutte le testate, indipendentemente dal loro luogo di produzione e di stampa, siano recapitate nei principali agglomerati il giorno della loro pubblicazione. In vista della riorganizzazione della logistica per la distribuzione dei giornali, la Posta ha condotto trattative con tutti gli editori interessati; le intense discussioni avute con rappresentanti di quotidiani quali per es. Walliser Bote, Le Nouvelliste, Quotidien Jurassien, La Liberté, Freiburger Nachrichten, Journal du Jura, Bieler Tagblatt ecc. hanno evidenziato che è possibile trovare una soluzione e che, secondo quanto affermato dalla Posta, in alcuni casi con la nuova strategia logistica si può addirittura migliorare la situazione che si è oggi venuta a creare. Secondo la Posta, il progetto pilota, attuato dal 1° marzo all'8 agosto 2004 in collaborazione con diverse case editrici e testate, si è svolto senza intoppi o contrattempi; d'accordo con gli editori, si è perciò deciso di estendere il progetto ad altri giornali. Dal canto suo, la Posta ha assicurato di tenere conto, nel limite del possibile, di talune particolarità come per esempio la principale zona di diffusione del giornale, la tiratura, la posizione geografica del luogo di stampa, l'ora di chiusura redazionale, l'ora di inizio della stampa, la stampa di più testate sulle medesime rotative ecc. L'obiettivo di questa stretta collaborazione tra le parti era di poter mantenere i servizi offerti agli abbonati con gli standard qualitativi finora garantiti. Il numero delle testate recapitate il giorno della pubblicazione non dovrebbe quindi diminuire rispetto al passato.
Nella notte tra l'8 e il 9 agosto 2004, secondo i piani stabiliti, è avvenuto il passaggio dalla fase progettuale all'introduzione definitiva del nuovo sistema di distribuzione. Da questa data, tutti i giornali sono recapitati in base alla nuova strategia. Il commento generale rilasciato dalla Posta è esplicito: l'introduzione è riuscita, il sistema funziona. Dopo il cambiamento, in generale i dati riguardanti il recapito nel giorno di pubblicazione sono addirittura migliorati: invece del precedente 3% dei lettori, ora è solo il 2 % ca. dei lettori a non ricevere l'edizione del giorno. Nel complesso, dal sistema sono emersi numerosi "vincitori", ma purtroppo anche alcuni lettori scontenti che non ricevono più il quotidiano nel giorno di pubblicazione. In merito non è da escludere che ci siano disdette di singoli abbonamenti. Non mancano però anche i primi riscontri positivi manifestati da editori con testate in regioni periferiche che, grazie al generale miglioramento della distribuzione, hanno acquisito nuovi abbonati. La Posta è a conoscenza di un solo caso in cui il quotidiano in questione ha dovuto posticipare la chiusura di redazione in un unico giorno feriale, a causa dei necessari adeguamenti dovuti alla nuova logistica dei giornali. Non sono note nemmeno ripercussioni dirette sul luogo di stampa strettamente connesse ai cambiamenti registrati nella logistica dei giornali. A seguito degli adeguamenti, diversi editori hanno infatti deciso di riesaminare le proprie strategie e strutture. Dal punto di vista ambientale, sulla base di quanto emerge dal bilancio della Posta, non si sono registrati incrementi dei trasporti su strada, poiché, in particolare tra gli editori, si possono acquistare gli spostamenti a vuoto per altre prestazioni di servizi, evitando così le necessarie corse di consegna. Inoltre, gli editori hanno rielaborato sostanzialmente le proprie strategie di trasporto, sfruttando diversi potenziali di ottimizzazione. In merito ai costi, vi è da rilevare che il previsto potenziale di risparmio dell'ordine di 10 milioni di franchi è garantito, e di conseguenza nel 2005 il trasporto dei giornali non comporterà un aumento delle tariffe per l'interno.
Gli sforzi comuni degli editori e della Posta hanno quindi dato i loro frutti. Il Consiglio federale prende atto che a livello operativo sono necessari ancora alcuni perfezionamenti, ma che non sussiste una sostanziale necessità d'intervento. Il Collegio non intende perciò intervenire nelle competenze della Posta, sancite dalla legge, circa la determinazione dei processi d'esercizio dell'azienda.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.