04.3108 · Mozione · 2004-03-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio nazionale è invitato a prendere provvedimenti appropriati e a creare le basi giuridiche necessarie per assicurare la qualità delle scuole professionali private per adulti, in particolare di quelle che reclutano studenti stranieri, e per proteggere gli studenti da offerte sleali o da cicli di formazione inappropriati.
- In particolare, devono essere definiti i marchi di qualità ufficialmente riconosciuti dalla Confederazione e i criteri per il riconoscimento dei diplomi. È inoltre necessario assicurare che la pubblicità che queste scuole diffondono all'estero rispecchi la situazione reale.
- Gli studenti stranieri ingannati dalle scuole che non hanno adempiuto i loro obblighi, devono ricevere assistenza e consulenza (in particolare per quanto concerne il loro diritto di soggiorno) e, all'occorrenza, anche un risarcimento danni.
- Le associazioni professionali come la FSSP (Federazione svizzera delle scuole private) o la ASEH (Associazione svizzera delle scuole alberghiere) devono prendere parte a questo impegno. Il ruolo che già svolgono in questo settore verrebbe così riconosciuto e confermato; la Confederazione svolgerebbe una funzione di vigilanza e non potrebbe addurre il ruolo di queste associazioni come pretesto per sottrarsi alle proprie responsabilità.
Begründung
Di recente numerosi studenti cinesi si sono trovati in una situazione particolarmente difficile allorché sono state chiuse delle scuole private, soprattutto nel settore alberghiero. Alcuni studenti hanno anche lamentato la situazione inaccettabile nelle scuole, in evidente contrasto con quanto era stato loro promesso, sia in termini d'alloggio, che di qualità dei cicli di formazione, dei diplomi e delle attrezzature scolastiche. In certi casi le tasse scolastiche, per lo più somme cospicue, erano state pagate in anticipo; cambiare scuola od ottenere un rimborso era praticamente impossibile. Inoltre gli studenti che volevano interrompere il ciclo di formazione rischiavano di perdere il visto e il permesso di soggiorno mandando così in fumo tutti i loro progetti.
Vi sono, in effetti, scuole con pochi scrupoli, che non appartengono ad alcuna associazione riconosciuta del settore, che non sottostanno ad alcuna vigilanza e che non possono garantire in nessun modo la propria qualità. Reclutano gli studenti all'estero, in particolare in Cina, promettendo una formazione di alto livello e di ottima reputazione. Per queste scuole, spesso di recente istituzione, conta più il profitto che la formazione; i loro direttori, inoltre, non possono attestare alcuna qualificazione nel settore educativo. Tutto ciò non solo può avere gravi conseguenze per gli studenti coinvolti, ma nuoce anche al buon nome del Paese e alla nostra immagine all'estero. Anche le numerose scuole private svizzere, spesso centenarie, che sulla base di un'etica esemplare si sono guadagnate un'ottima reputazione, pagano le conseguenze dall'atteggiamento irresponsabile di queste "pecore nere". In casi del genere, la libertà di commercio e d'industria si scontra con i suoi stessi limiti e c'è da chiedersi se non sia opportuno introdurre un brevetto, come è avvenuto nel settore alberghiero, il cui ottenimento costituirebbe la condizione sine qua non per aprire un istituto di formazione.
La Cina ha reagito ai suddetti problemi redigendo un elenco di scuole raccomandabili ove figurano soltanto le scuole pubbliche e l'Ecole hôtelière di Losanna, che gode di un'ottima reputazione. Ai rischi che questi sviluppi portano con sé, Presenza Svizzera e i rappresentanti dell'IMES, del DFAE e dell'UFFT hanno reagito redigendo a loro volta un elenco di scuole alberghiere professionali e di istituti commerciali riconosciuti, che hanno poi distribuito alle rappresentanze svizzere all'estero. Le trattative con la FSSP hanno permesso di completare il suddetto elenco, che ora non comprende più soltanto le scuole pubbliche, ma anche quelle che l'FSSP ha riconosciuto di qualità equivalente.
Tuttavia manca ancora una definizione più precisa dei marchi di qualità. Le certificazioni esistenti (ISO, EFQM, EDUQUA, ECIS), che garantiscono una certa qualità di base, devono essere adeguate alle esigenze specifiche della formazione e dell'insegnamento. I 440 istituti e organizzazioni di formazione che finora hanno ottenuto la certificazione "EDUQUA" auspicano un'ottimizzazione di questo marchio, affinché i criteri pedagogici acquistino maggior rilievo rispetto a quelli economici e istituzionali.
Gli studenti vittime di inganni sono stati aiutati da privati e soprattutto dalle due associazioni ASEH e FSSP. Quest'ultima, in particolare, ha agito da centro di assistenza e consulenza. Ma vi sono anche altri studenti che hanno versato in anticipo cospicue somme per le tasse scolastiche, senza poter poi recarsi in Svizzera perché le scuole che avrebbero dovuto frequentare sono state chiuse, e che non sono neppure riusciti a ottenere un rimborso. La Confederazione dovrebbe occuparsi di questo problema. Se intende delegare questo compito alla FSSP, dovrebbe dotarla dei mezzi materiali e finanziari necessari a svolgerlo; le autorità pubbliche dovrebbero comunque assumere una funzione di vigilanza e di conciliazione. Si potrebbe istituire una sorta di centro d'assistenza permanente, una "hotline" o un centro di contatto, che aiuti gli studenti a trovare migliori possibilità di formazione senza perdere il permesso di soggiorno, oppure che li assista nelle procedure di rimborso delle tasse scolastiche incassate abusivamente o di risarcimento per i danni morali subiti.
Finora la formazione degli adulti non è mai stata regolamentata e le scuole private approfittano della libertà di commercio e d'industria garantita dalla Costituzione. Riteniamo tuttavia che questo settore, che rappresenta un importante fattore economico e deve rispettare severe esigenze etiche, dovrebbe diventare oggetto di regolamentazioni specifiche. Le "pecore nere" devono poter essere eliminate. È inaccettabile che alcune scuole private attirino gli studenti con metodi dubbi, rovinando così i nostri rapporti con determinati Paesi, per esempio la Cina, con cui la Svizzera sta attualmente cercando di intensificare le relazioni commerciali. Soltanto un riconoscimento ufficiale delle scuole private da parte della Confederazione può migliorare l'immagine negativa che le scuole private svizzere hanno attualmente in Cina. Anche se la responsabilità per le scuole professionali spetta ai Cantoni, riteniamo che competa alla Confederazione definire un quadro legislativo appropriato, dato che ne va della reputazione internazionale di numerose scuole private svizzere.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ambito della formazione professionale superiore, numerosi istituti offrono a studenti svizzeri e stranieri cicli di formazione di qualità ineccepibile. Le pratiche commerciali ingannevoli di singole scuole non solo causano problemi finanziari agli studenti, ma danneggiano anche l'intero settore e la reputazione della formazione svizzera. Il Consiglio federale si schiera risolutamente contro tali pratiche commerciali sleali.
La gestione delle scuole è garantita dalla libertà economica che consente la libera scelta della professione, il libero accesso a un'attività economica privata e il suo libero esercizio. La libertà economica è un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione federale. Le limitazioni di questo diritto devono essere definite mediante basi giuridiche, devono soddisfare un interesse pubblico ed essere proporzionate. Prima di attuare una drastica limitazione di questo diritto fondamentale, occorre esaurire le possibilità a disposizione. Il Consiglio federale si impegna a vari livelli per garantire la trasparenza nel settore della formazione professionale superiore e per proteggere gli studenti da operatori poco seri.
Come provvedimento urgente, nell'inverno 2003/2004 la Confederazione e la Federazione svizzera delle scuole private hanno redatto un elenco ufficiale dei cicli di formazione affidabili in Svizzera. Questo elenco è disponibile presso le rappresentanze svizzere all'estero.
Secondo la nuova legge sulla formazione professionale, la garanzia e lo sviluppo della qualità costituiscono un dovere di tutti gli operatori che dispensano un titolo ufficiale. La nuova legge prevede che il riconoscimento da parte dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) non avvenga più a livello delle scuole, ma piuttosto dei singoli cicli di formazione. I cicli di formazione devono quindi basarsi su esigenze minime chiare e controllate dallo Stato, devono sottostare a controlli di qualità e poter essere confrontati gli uni con gli altri. All'inizio di aprile 2004 è stata avviata la consultazione relativa all'ordinanza sulle esigenze minime dei cicli di formazione e degli studi postdiploma di tutte le scuole specializzate superiori. L'entrata in vigore dell'ordinanza è prevista per la fine del 2004. In base alle esigenze minime definite nell'ordinanza, le scuole specializzate superiori possono adeguare i loro programmi e avviare le procedure di riconoscimento dei cicli di formazione. Il progetto di ordinanza prevede come novità anche il riconoscimento dei cicli di formazione in lingua inglese. Le scuole specializzate superiori, i cui cicli di formazione sono riconosciuti dalla Confederazione, possono rilasciare un titolo ufficiale. Sebbene il riconoscimento dei cicli di formazione sia facoltativo, la pratica dimostra che il riconoscimento ufficiale costituisce un importante argomento concorrenziale.
L'UFFT sta esaminando un progetto, che prevede l'introduzione di un sistema di accreditamento specifico per ogni settore a partire dall'autunno 2004. Il sistema prende in considerazione principalmente i criteri di affidabilità degli istituti di formazione e la qualità della formazione offerta. In altri settori, si sono ottenuti buoni risultati delegando a un'organizzazione privata l'assegnazione di un marchio di qualità e le attività di controllo. Se le condizioni summenzionate vengono rispettate, l'UFFT concederà un finanziamento iniziale nel quadro del credito per le innovazioni previsto dalla nuova legge sulla formazione professionale. Inoltre, altri sistemi di gestione della qualità sono liberi di adottare, ad esempio, criteri pedagogici supplementari.
Gli studenti stranieri vittime di pratiche commerciali ingannevoli possono rivolgersi alle rispettive ambasciate in Svizzera. Al pari degli studenti svizzeri, possono inoltre adire le vie legali per far valere i loro diritti. Sarebbe eccessivo creare, oltre alle suddette misure, un ulteriore servizio statale, preposto non solo alla consulenza, ma anche all'assistenza per la rivendicazione di diritti soggettivi. Non sussistono le basi legali a giustificazione di altri provvedimenti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.