04.3170 · Interpellanza · 2004-03-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Stellungnahme des Bundesrates
Un eventuale aumento dell'imposta sulle bevande distillate sarà esaminato nel corso del prossimo programma di risanamento delle finanze federali.
È tuttavia il caso di precisare che l'introduzione al 1° luglio 1999 dell'aliquota unitaria di tassazione sull'alcool non ha soltanto comportato una diminuzione massiccia dell'imposta sulle bevande distillate estere - segnatamente del 50 per cento su whisky e cognac -, bensì anche livellato verso il basso, da 34,50 a 29 franchi per litro al 100 percento, l'aliquota fiscale media. Le quantità tassate sono aumentate di più del 30 per cento e il consumo è passato dal 15 al 20 per cento. Un'indagine demoscopica in un campione di 4000 consumatori ha palesato un forte aumento del consumo presso i giovani adulti dai 16 ai 30 anni (+ del 75%) e presso le donne (+ del 50%).
Per rapporto ai Paesi confinanti, l'onere fiscale sulle bevande distillate - tassa di monopolio e IVA - è e resterà più elevato in Francia che in Svizzera; lo stesso discorso vale per quei prodotti a buon mercato provenienti dalla Germania e dall'Austria, mentre che in questi due Paesi l'onere fiscale sarà superiore per i prodotti di marca. Per il momento, l'onere fiscale è inferiore in Italia. La ragione per la quale i consumatori svizzeri continuano ad acquistare bevande distillate nei Paesi confinanti, va ricercata non nelle contenute differenze derivanti dall'onere fiscale, bensì da margini sostanzialmente più alti del mercato svizzero. Oltre a ciò, l'acquisto di bevande distillate ha luogo più frequentemente in occasione di viaggi nei Paesi del Sud e nei taxfree-shops. L'aumento contenuto dell'aliquota unitaria di tassazione non avrebbe pertanto una grande incidenza sulle abitudini d'acquisto.
L'introduzione dell'aliquota unitaria di tassazione, pretesa dagli obblighi di non discriminazione, assunti nell'ambito dell'organizzazione mondiale del commercio, ha soppresso uno scudo fiscale importante del quale beneficiavano i produttori svizzeri. Non sussistono pertanto che i dazi doganali, varianti da 7 a 70 franchi per 100 kg lordo, per i quali però è prevista la loro soppressione nell'ambito dei nuovi negoziati del Protocollo 2, ripresi nell'accordo di libero scambio del 1972 tra la Svizzera e la Comunità europea.
I produttori di frutta e i distillatori svizzeri subiscono tuttora con estremo rigore la concorrenza estera: l'Amministrazione sta pertanto vagliando la possibilità di accordare loro un certo sostegno basato sul modello attuato per le piccole distillerie tedesche e austriache e ciò indipendentemente dal sostegno alla commercializzazione e i pagamenti diretti di cui beneficiano i produttori di frutta ad alto fusto.
Quanto ai problemi di sanità pubblica, l'imposta costituisce il mezzo più efficace in assoluto per limitare gli abusi d'alcool, in particolare tra i giovani. Tutta la letteratura scientifica internazionale si allinea a questo principio. Se osserviamo con attenzione i dati a disposizione, notiamo che nei Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, la Finlandia, la Svezia o la Norvegia, con delle imposte sensibilmente più elevate che alle nostre latitudini, il consumo pro capite di bevande alcoliche si situa tra il 25 e il 50 per cento in meno rispetto ai nostri valori. Ciò non impedisce d'altra parte un grande impegno a favore della prevenzione e dell'educazione. Questo è il motivo per il quale la Confederazione e i Cantoni sviluppano e sostengono numerose attività di prevenzione e di trattamento dell'alcolismo. Un sostegno è pure stato accordato al programma Educalcool il quale, conformemente al modello canadese, avrebbe dovuto sviluppare una vasta gamma d'attività d'informazione e di pubblicità, per incoraggiare alla moderazione nel proprio consumo d'alcool e combatterne gli abusi. Questo programma, il quale è peraltro finanziato con successo in Canada dai produttori e dai commercianti di bevande alcoliche, non ha goduto degli stessi appoggi necessari da parte del settore svizzero delle bevande distillate.
Risposta del Consiglio federale.