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04.3173 · Mozione · 2004-03-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento la creazione delle basi giuridiche per la riscossione di una tassa di 5 centesimi su ogni SMS inviato su suolo svizzero. Gli introiti lordi di questa tassa vanno interamente versati all'AVS.

Begründung

In Svizzera vengono inviati 3 miliardi di SMS l'anno. Una tassa di 5 centesimi su ogni SMS permetterebbe all'AVS di avere un'entrata supplementare pari a 150 milioni di franchi l'anno. Per i consumatori e per l'economia, una tassa di tale entità non consiste un onere inaccettabile. Per la maggior parte di chi fa uso di questo servizio, una tassa simile passerebbe in pratica inosservata. Infine, a molti farà piacere compiere un'opera buona inviando SMS.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le prestazioni dell'assicurazione vecchiaia e superstiti sono attualmente finanziate per circa i tre quarti mediante i contributi versati dagli assicurati (in particolare contributi salariali dei dipendenti e dei datori di lavoro) e per circa un quarto mediante altre fondi (tra cui i fondi federali generali, l'imposta sul tabacco e sull'alcool e l'IVA dal 1999).

La tassa di 5 centesimi su ogni SMS chiesta dall'autore della mozione costituirebbe una tassa speciale. Per introdurre nuove tasse è necessario inserire una base corrispondente nella costituzione federale. Per mettere in pratica quanto proposto dalla mozione occorrerebbe pertanto un voto favorevole della maggioranza della popolazione e dei Cantoni.

L'utilizzo dei servizi SMS non può essere in alcun modo paragonato al consumo di bevande alcoliche e di tabacchi oppure al gioco d'azzardo. In questi casi, infatti, la tassa speciale a favore dell'AVS è intesa anche come strumento di dissuasione per arginare la dipendenza da comportamenti lesivi per la salute e per la società. Inoltre, i servizi di telecomunicazione (tra cui gli SMS) sottostanno già ora all'IVA. Un'ulteriore tassa non sarebbe appropriata né permetterebbe di raggiungere lo scopo prefissato. Non è chiaro perché proprio questo prodotto dovrebbe essere tassato in modo particolare. Ricordiamo che quest'ultimo fa parte del promettente settore economico delle tecnologie dell'informazione, che contribuisce in modo marcato alla crescita economica, di capitale importanza per il nostro Paese. Inoltre, ci si può attendere che la ripercussione della tassa sugli utenti finali finirebbe per pregiudicare questo servizio, particolarmente apprezzato dai più giovani tra i vari servizi d'informazione generali e potrebbe anche frenare lo sviluppo di altre innovazioni nei servizi di trasmissione mobile di dati.

La messa in pratica del provvedimento richiederebbe un onere sproporzionato rispetto agli utili ricavabili. Se si considera ad esempio che in Svizzera vengono inviati ogni anno 3 miliardi di SMS, la tassa di 5 centesimi per SMS riscossa permetterebbe di ricavare introiti a favore dell'AVS per un totale di 150 milioni di franchi. Questa cifra corrisponde allo 0,5% delle spese dell'AVS nel 2002 (pari a ca. 29 miliardi di franchi). Tenendo conto dell'ordine di grandezza in questione, non si può parlare di una misura duratura. Affinché l'onere per l'Amministrazione si giustifichi, la tassa dovrebbe essere considerevolmente più elevata. Ci si può dunque chiedere se una simile proposta sarebbe accettata dalla maggioranza della popolazione e dei Cantoni.

Per questi motivi, il Consiglio federale ritiene che, per finanziare l'AVS, non bisogna ricorrere a tasse speciali su una determinata categoria di servizi, ma piuttosto all'imposta sul valore aggiunto. Il vantaggio di quest'ultima soluzione consiste nel fatto che è applicata a tutti i beni di consumo. Nel 2001, la quota dell'IVA versata all'AVS ha raggiunto un introito pari a 2'240,7 milioni di franchi (7,7% delle uscite).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.