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Prevenzione degli infortuni non professionali: coordinamento e impiego più razionale ed efficiente delle risorse

04.3212 · Interpellanza · 2004-05-03

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nell'ambito della prevenzione degli infortuni non professionali e in altri settori affini, in Svizzera vi sono numerosi attori che operano in maniera non coordinata, con programmi isolati, in parte paralleli e basandosi su mandati legali diversi.

In particolare mancano:

- un coordinamento della politica dei sussidi;

- trasparenza nell'attribuzione delle risorse finanziarie (criteri, requisiti ecc.);

- l'unificazione dei bandi di concorso;

- una chiara attribuzione dei temi e dei programmi.

Sono in gioco importanti risorse finanziarie:

- Promozione Salute Svizzera: 17 milioni di franchi,

- Fondo di sicurezza stradale: 20 milioni di franchi,

- Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni: 20 milioni di franchi,

- SUVAliv: 10 milioni di franchi,

- Associazione Svizzera d'Assicurazioni: 1,5 milioni di franchi.

Un esempio su questa situazione poco trasparente con l'impiego totalmente non coordinato delle risorse finanziarie è il seguente: attualmente sono finanziate mediante fondi pubblici - numerosi milioni di franchi - due campagne di prevenzione in materia di alcolismo (UFSP/Che ci cavi?, FSS/Drink or drive) e prossimamente saranno lanciati gli slogan di una terza campagna (UPI/0,50 0/00). Contemporaneamente, l'Ufficio federale delle strade stralcia tout court, tramite il Fondo di sicurezza stradale, le risorse indispensabili per continuare a svolgere l'azione Nez Rouge, senza peraltro fornire spiegazioni sulle modalità d'attribuzione delle risorse.

Considerando quanto esposto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

- è seriamente intenzionato a migliorare il coordinamento e a evitare lo spreco delle risorse finanziarie nell'ambito della prevenzione degli infortuni non professionali?

- Quali misure a breve, a medio e a lungo termine intende adottare per impiegare con maggiore efficienza le importanti risorse finanziarie?

- In che modo intende avviare e strutturare il coordinamento tra il DATEC e il DFI in questo settore?

- Non ritiene utile creare il più presto possibile una commissione federale per la prevenzione degli infortuni non professionali con il compito di garantire il coordinamento in questo settore?

Stellungnahme des Bundesrates

I settori di prevenzione sono numerosi. In relazione alla presente interpellanza occorre menzionare principalmente la prevenzione degli infortuni nel tempo libero, la promozione della salute e la prevenzione delle dipendenze. Diversi servizi con mandati legali e finanziamenti di vario tipo si occupano di questi temi:

- l'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi) si occupa in generale della sicurezza nel tempo libero;

- il Fondo di sicurezza stradale (FSS) sostiene progetti che mirano a promuovere la sicurezza nel traffico stradale;

- Promozione Salute Svizzera e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) svolgono azioni per promuovere la salute di tutta la popolazione in generale.

Come disposto a livello di legge, il coordinamento tra i suddetti settori di prevenzione è affidato alle relative strutture organizzative. Dunque, il coordinamento tra i diversi servizi che si occupano della prevenzione di infortuni non professionali avviene, per esempio, soprattutto nel Consiglio di fondazione dell'upi. In quest'ultimo sono rappresentati quegli attori che promuovono direttamente o indirettamente la sicurezza nel tempo libero (Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni [INSAI], assicuratori privati, FSS). Inoltre, il coordinamento tra i servizi attivi nella promozione della sicurezza nel tempo libero è garantito da numerosi contatti tra l'upi e le suddette istituzioni.

Già oggi le attività dei settori di prevenzione sono coordinate. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) ha indetto alla fine del 2000 una conferenza di coordinamento in seno alla quale sono rappresentati l'upi, l'INSAI, il FSS, il seco, la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro, Promozione Salute Svizzera e l'UFSP. Tale conferenza, che resta operativa anche dopo il trasferimento dell'Assicurazione malattia e infortuni dall'UFAS all'UFSP, intende essere una piattaforma per promuovere il dialogo tra i differenti attori, migliorando così il coordinamento. Nel 2001 le suddette istituzioni hanno sottoscritto un codice in base al quale si impegnano a impiegare nel modo più efficiente possibile le risorse disponibili e a coordinare le loro attività e i loro progetti. Inoltre, su mandato della conferenza di coordinamento, Promozione Salute Svizzera dirige un progetto per realizzare una banca dati sulla promozione della salute e la prevenzione, la quale consente di fornire informazioni su tutti gli elementi importanti dei progetti effettuati e pianificati. La banca dati è accessibile al pubblico e può essere consultata in internet a partire dal 1º febbraio 2002 (www.healthproject.ch). L'UFSP ha previsto di coordinare nel 2005 la sua campagna con quella dell'upi e di diffondere un messaggio comune.

Il Consiglio federale riconosce che le risorse finanziarie impiegate per i differenti settori di prevenzione sono ingenti. D'altro canto, occorre però rilevare che le singole somme menzionate nell'interpellanza sono ricavate unicamente da supplementi ai premi di assicurazione e pertanto secondo il principio della causalità. Inoltre, proprio nel settore dell'assicurazione degli infortuni non professionali si constata un forte incremento di danni a seguito di infortuni che esige appropriate contromisure. Alcuni studi hanno dimostrato che un franco investito nella prevenzione consente un risparmio proporzionalmente maggiore nelle prestazioni assicurative.

Alla luce di queste considerazioni non si può affermare che le istituzioni attive nella prevenzione pianifichino e svolgano i loro programmi e le loro campagne senza alcun coordinamento.

Pertanto, il Consiglio federale risponde alle domande come segue:

Il Consiglio federale è seriamente intenzionato a migliorare il coordinamento e a evitare lo spreco delle risorse finanziarie nell'ambito della prevenzione degli infortuni non professionali? Quali misure a breve, a medio e a lungo termine intende adottare per impiegare con maggiore efficienza le importanti risorse finanziarie?

Come esposto più sopra, le strutture per il coordinamento delle attività di prevenzione non mancano. Uno studio effettuato nel 1998 (Ernst Basler + Partner AG, Zurigo e Ecoplan, Berna) conferma che le risorse finanziarie destinate alla sicurezza nel tempo libero sono impiegate in modo efficace. Sono in corso numerose attività di coordinamento pure tra i differenti settori di prevenzione, anche se non è possibile escludere del tutto doppioni a causa della diversità degli obiettivi. Il Consiglio federale ritiene che non vi sia uno spreco dei soldi destinati alla prevenzione.

In che modo il Consiglio federale intende avviare e strutturare il coordinamento tra il DATEC e il DFI in questo settore?

A tale proposito va rilevato che il FSS e l'upi sono rappresentati in seno alla conferenza di coordinamento diretta dall'UFSP. Inoltre, il FSS è membro del Consiglio di fondazione dell'upi; in futuro l'upi sarà pure membro del FSS. Il Consiglio federale è del parere che in tal modo la connessione e il coordinamento siano garantiti.

Il Consiglio federale non ritiene utile creare il più presto possibile una commissione federale per la prevenzione degli infortuni non professionali con il compito di garantire il coordinamento in questo settore?

La questione è malposta, poiché limitata alla prevenzione nel campo degli infortuni non professionali. A parte questo, la legge (art. 88 cpv. 1 LAINF) già affida all'upi il compito di garantire il coordinamento nella sicurezza del tempo libero. Il coordinamento con gli altri settori interessati è garantito dalla suddetta conferenza di coordinamento. A tali condizioni, il Consiglio federale non ritiene necessario creare un'ulteriore istituzione con il compito di coordinare la prevenzione.

Risposta del Consiglio federale.