Marchio per le imprese che si impegnano in favore dei disabili
04.3349 · Mozione · 2004-06-16
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un marchio quale riconoscimento per le imprese attente ai bisogni specifici dei disabili. Il marchio dovrebbe certificare che l'impresa si impegna in modo esemplare ai fini dell'assunzione di disabili, dispone di posti di lavoro adeguati a queste persone o si adopera in altro modo per la loro integrazione o reintegrazione.
Begründung
Le imprese che dimostrano un impegno al di sopra della media nel soddisfare i bisogni dei disabili danno prova di grande responsabilità sociale ed economica, e vanno perciò premiate con un marchio di qualità che sottolinei e promuova simili sforzi.
Le difficoltà finanziarie in cui si dibatte l'assicurazione invalidità rischiano di comprometterne il principio di fondo della "priorità dell'integrazione sulla rendita". Da diversi anni, questa importante assicurazione sociale fa registrare un deficit crescente che ne aggrava l'indebitamento.
Il miglior modo di ridurre il forte aumento del numero di beneficiari di una rendita è di integrare o reintegrare professionalmente, nel modo più sistematico possibile, i disabili fisici, psichici o mentali. L'integrazione in tutti gli ambiti della vita è l'unico modo per risolvere a lungo termine il problema dell'indebitamento dell'AI.
L'integrazione professionale svolge un ruolo centrale perché sgrava i poteri pubblici e permette ai disabili di conseguire un guadagno, e dunque di essere meno dipendenti dagli aiuti statali, ma anche di avere una vita sociale, di lavorare, di ottenere successi, di raggiungere la massima autonomia compatibilmente alle opportunità sociali e alle possibilità finanziarie.
Le imprese devono assumersi la loro responsabilità sociale e dare ai disabili maggiori opportunità di esercitare un'attività lucrativa adatta alle loro capacità. Spesso, più che la mancanza di qualifiche o titoli di studio, sono pregiudizi e timori ingiustificati a indurre i datori di lavoro a non assumere disabili; e questo nonostante diverse istituzioni (statali e non) possano prestare aiuto e consigliare le imprese a tale riguardo.
Gli ambienti economici insistono sulla volontarietà dell'impegno delle imprese in questo settore e rifiutano qualsiasi vincolo politico che restringerebbe la loro libertà d'azione. Ma, negli ultimi anni, questo impegno tanto decantato è rimasto perlopiù una dichiarazione d'intenti e, finora, lo Stato non ha potuto contare su significativi sforzi volontari da parte delle imprese. Gli esempi positivi sono tanto più lodevoli: alcune grandi, medie e anche piccole imprese sono passate dalle parole ai fatti praticando una filosofia aziendale, una politica delle assunzioni e una gestione logistica rispettose delle esigenze dei disabili. In futuro è necessario incentivare questi comportamenti, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.
Uno strumento efficace sarebbe la creazione di un sistema di incentivi per favorire le imprese particolarmente sensibili ai bisogni specifici dei disabili: un marchio di qualità le indurrebbe, senza alcuna imposizione vincolante, a essere trasparenti e a migliorare l'informazione al consumatore.
Il marchio non dovrebbe essere attribuito adottando semplicemente quale criterio una determinata quota, ma con un sistema più complesso di metri di misura relativi agli aspetti summenzionati che andrebbero sviluppati dall'Ufficio federale per le pari opportunità dei disabili (UFDis).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole della notevole importanza delle misure di integrazione professionale per migliorare l'inserimento e l'autonomia delle persone con disabilità, e anche dello sgravio che ne deriva per l'assicurazione invalidità.
Già oggi, l'integrazione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro è incentivata con una serie di misure:
- La 4 revisione AI ha apportato miglioramenti nel settore dei provvedimenti professionali. È sancito il diritto degli assicurati a un sostegno attivo nella ricerca di un posto di lavoro adeguato e a una consulenza costante per la conservazione del posto di lavoro.
- La legge federale sull'assicurazione per l'invalidità permette ora al Consiglio federale di autorizzare progetti pilota per stimolare i datori di lavoro ad assumere assicurati professionalmente integrabili. L'UFAS ha già bandito un concorso per lo sviluppo di progetti.
- Anche la legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili prevede che il Consiglio federale possa ordinare o sostenere progetti pilota per sperimentare sistemi di incentivi volti a favorire l'integrazione professionale delle persone con disabilità.
- Infine, nell'ambito della 5 revisione AI sono previsti ulteriori provvedimenti d'integrazione e un sistema per l'individuazione tempestiva e l'accompagnamento ideato per impedire che le persone interessate perdano il posto di lavoro.
Il Consiglio federale è contrario all'obbligo di introdurre un marchio per le imprese che si impegnano in favore delle persone con disabilità.
Il marchio proposto, che dovrebbe sottolineare l'impegno delle imprese che praticano politiche aziendali attente alle esigenze delle persone con disabilità, costituirebbe un incentivo per indurre l'economia a rafforzare le misure di integrazione professionale. I datori di lavoro svolgono incontestabilmente un ruolo fondamentale nell'integrazione professionale per cui il Consiglio federale valuta positivamente gli sforzi in questo senso profusi dall'economia.
Tuttavia, la proposta di un marchio per le imprese che si impegnano in favore delle persone con disabilità è inopportuna per le seguenti ragioni:
- Attualmente mancano le basi per giudicare se il marchio proposto sia veramente efficace per raggiungere l'obiettivo dell'integrazione professionale, soprattutto perché non esistono esperienze analoghe alle quali riferirsi per tracciare paragoni.
- Come nel sostegno dei marchi per la promozione dello sviluppo sostenibile, il Consiglio federale privilegia le iniziative private all'introduzione di marchi statali. Di norma, gli strumenti per indirizzare il mercato devono essere elaborati e sopportati dal settore privato. Un'iniziativa privata che coinvolga tutte le principali parti avrebbe più successo, perché sarebbe accolta meglio e garantirebbe standard riconosciuti e accettati da tutti.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.