04.3369 · Mozione · 2004-06-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Accettando nel 1999 la nuova Costituzione federale, il popolo svizzero si è pronunciato a favore del principio di milizia, delle missioni dell'esercito e dell'obbligo di prestare servizio militare per tutti gli uomini svizzeri (obbligo generale di prestare servizio militare). Esso ha confermato tale base costituzionale del nostro esercito nel 2003, approvando la revisione della legge militare. Per il Consiglio federale non vi è pertanto alcun motivo di rimettere in discussione il servizio militare quale base dell'indipendenza e della neutralità del nostro Paese e di sostituirlo con un obbligo generale di prestare servizio.
La quota di idoneità al servizio militare al momento del reclutamento per l'esercito si situa attualmente attorno al 62%. Di conseguenza, il Consiglio federale considera che la parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare è sufficientemente garantita poiché, in seguito al nuovo sistema di reclutamento, il numero di reclute che devono essere riformate nel corso del loro servizio è sensibilmente inferiore rispetto al passato. Poiché attualmente l'obbligo di prestare servizio è adempiuto di regola già a 30 anni invece che a 42, si può ritenere che in futuro vi sarà un minor numero di militari riformati durante i corsi di ripetizione. La disponibilità a prestare servizio dei giovani cittadini svizzeri è tuttora intatta. Il Consiglio federale non ha alcun motivo per credere che i giovani soggetti all'obbligo di leva riescano a farsi dispensare facilmente dall'obbligo di prestare servizio ricorrendo a ragioni mediche come viene suggerito nella motivazione della mozione.
L'obbligo generale di prestare servizio deriva dalla concezione ormai superata di un impiego di tutte le forze disponibili ordinato dallo Stato. Tuttavia, attualmente l'obiettivo non può essere quello di gravare il maggior numero di cittadini con un obbligo generale di prestare servizio adducendo come pretesto l'equità. Al contrario, si tratta piuttosto di limitare l'obbligo di prestare servizio ai settori che lo Stato non può coprire in altro modo. Ciò concerne in primo luogo il servizio militare e il servizio di protezione civile, le cui durate devono inoltre essere ragionevoli e proporzionate.
Questo parere è pure stato sostenuto dalla "Commissione di studio sull'obbligo generale di prestare servizio". Nel 1996 essa ha raccomandato al Consiglio federale di rinunciare all'introduzione di un obbligo generale di prestare servizio e di rielaborare l'attuale legge militare nel senso di un'equiparazione dell'obbligo di prestare servizio nell'esercito e nella protezione civile. Gli articoli 57-61 della nuova Costituzione federale, le riforme dell'esercito e della protezione della popolazione nonché l'ammodernamento del reclutamento tengono conto di tale istanza. Con la tassa d'esenzione dall'obbligo militare si cerca inoltre di garantire, nel limite del possibile, la parità di trattamento per quanto concerne l'obbligo di prestare servizio militare. Al riguardo, il Consiglio federale può anche ipotizzare un'ulteriore aumento di tale tassa. Essa dovrebbe però rimanere ragionevole e proporzionata.
Infine, anche importanti motivi di ordine economico depongono a sfavore dell'introduzione di un obbligo generale di prestare servizio. Non sarebbe infatti appropriato voler risolvere il problema della carenza di personale nel settore della sanità mediante la creazione di un'offerta artificiale imposta. Il servizio militare e il servizio di protezione civile si distinguono dagli altri generi di servizio proprio per il fatto che sono prestati in maniera neutrale rispetto al mercato. Essi non possono pertanto esercitare alcuna pressione sui salari delle persone occupate. Tale effetto sarebbe tuttavia inevitabile se, nel quadro di un obbligo generale di prestare servizio, dei giovani lavoratori fossero assegnati al settore della sanità a condizioni non conformi al mercato.
Se i giovani cittadini vogliono servire la comunità oltre l'obbligo di prestare servizio militare o anche in caso di inabilità al servizio militare, possono farlo in qualsiasi momento su base volontaria e a titolo gratuito oppure ricorrendo al mercato del lavoro. L'introduzione di un ulteriore obbligo statale non è né necessario né motivante.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.