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04.3381 · Interpellanza · 2004-06-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale è a conoscenza del recente studio commissionato da Avenir Suisse? Come giudica le critiche scientifiche ai metodi di indagine adottati dall'UFAFP?

2. Quali conseguenze è disposto a trarre il governo per impedire che dati di così dubbia provenienza siano, in futuro, pubblicati e utilizzati a scopi politici? Il Consiglio federale è inoltre disposto a rivedere la posizione assunta sinora sul diritto di ricorso delle organizzazioni, la quale poggia, non per ultimo, su dati e fatti insufficienti?

3. Il Consiglio federale è dell'avviso che l'effetto preventivo, trascurato dall'UFAFP ma intrinseco al diritto di ricorso, deve essere esaminato in maniera più approfondita?

4. Il Consiglio federale è disposto a limitare l'influenza esercitata dai rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste sull'UFAFP e a sollecitare tale ufficio a riconoscere come partner e a coinvolgere nelle sue decisioni gli investitori, com'è usanza nel resto dell'amministrazione?

5. Il Consiglio federale è disposto a intervenire affinché nell'ambito dell'imminente dibattito sul diritto di ricorso delle organizzazioni, l'UFAFP sostenga esclusivamente gli interessi pubblici e non quelli delle organizzazioni ricorrenti?

6. Il Consiglio federale condivide il parere che l'esercizio spregiudicato del diritto di ricorso delle organizzazioni, che trova nello stadio di Zurigo il suo esempio più lampante, costituisca un grave danno per la reputazione delle nostre istituzioni e per la fiducia posta nella certezza del diritto, non per ultimo anche a causa degli accordi che l'ATA ha estorto agli investitori?

7. L'UFAFP non solo ha approvato queste pratiche, molto discutibili dal punto di vista dello Stato di diritto, ma, com'è documentato, le ha addirittura promosse. Il Consiglio federale è disposto a porre fine a tale situazione?

8. Quali misure intende adottare il Consiglio federale affinché gli accordi, peraltro oggetto di acceso dibattito, tra organizzazioni ambientaliste e investitori siano effettivamente resi pubblici in ogni loro dettaglio?

Begründung

Per giustificare i loro interventi nell'ambito del diritto di ricorso delle organizzazioni (LPAmb art. 55 e LPN art. 12), nei loro proclami le organizzazioni ambientaliste citano notoriamente i successi ottenuti in tribunale.

Negli studi dell'UFAFP ("Wie wirkt das Beschwerderecht der Umweltorganisationen" 2000, "Raccomandazioni concernenti le trattative - Raccomandazioni per la conduzione di trattative riguardanti progetti che sottostanno diritto di ricorso delle organizzazioni", 2004 ed "Evaluation UVP", 2004) ma anche nelle comunicazioni del DATEC e del Consiglio federale si continua a sottolineare l'alto tasso di successo ottenuto da tali ricorsi.

Per contro, gli studi di Avenir Suisse ("Umweltschutz auf Abwegen", 2003 e "Mängel in der BUWAL-Evaluation des Verbandsbeschwerderechts", 2004) provano, in modo analitico e scientifico, come i dati e i riscontri statistici utilizzati dall'UFAFP siano lacunosi e come ne siano state tratte conclusioni inammissibili. Inoltre, i due studi confutano la tesi secondo cui le organizzazioni ambientaliste ricorrono soltanto puntualmente e con parsimonia a tale diritto. Una lacuna importante negli studi dell'UFAFP è costituita dalla completa negligenza dell'effetto preventivo esercitato dal diritto di ricorso e dagli accordi extragiudiziari stipulati con i richiedenti di un'autorizzazione edilizia. È dunque lecito concludere, che gli autori dei diversi studi incaricati dall'UFAFP hanno redatto le loro perizie in un'ottica alquanto parziale, nell'intento di fornire supporto e giustificazione all'applicazione di tale diritto secondo i parametri stabiliti dall'UFAFP e degli interessi delle organizzazioni legittimate a ricorrere.

Inoltre, gli studi "Raccomandazioni concernenti le trattative" ed "Evaluation UVP" sono stati redatti con l'influente e determinante partecipazione di esperti vicini all'Associazione traffico e ambiente Svizzera, di cui difendono gli interessi in tal ambito, mentre gli investitori interessati dal diritto di ricorso sono stati intenzionalmente ignorati, così com'è stato trascurato il loro punto di vista.

Stellungnahme des Bundesrates

Il diritto di ricorso delle organizzazioni è uno strumento previsto dalla legge per promuovere l'applicazione corretta della legislazione ambientale. È importante che non vi siano abusi, per cui è indispensabile che tale strumento venga migliorato in modo mirato.

1. Il Consiglio federale è a conoscenza della pubblicazione di Avenir Suisse. Tuttavia, va premesso che la valutazione criticata, pubblicata nel 2000, non è stata redatta dall'UFAFP, ma da esperti mdel Centre d'étude, de technique et d'évaluation législatives (CETEL) di Ginevra.

Pur senza esprimersi in dettaglio sui problemi di metodologia statistica sollevati, va rilevato che gli autori dello studio summenzionato sono esperti di riconosciuta competenza nel settore della valutazione legislativa. La supposizione dell'interpellante, secondo cui la metodologia di Avenir Suisse sia più scientifica di quella dei periti del CETEL non può pertanto essere condivisa dal governo.

Corrisponde per contro al vero che i periti del CETEL hanno incontrato notevoli difficoltà nel reperire dati statisticamente utilizzabili. Qui però il problema non è la valutazione in quanto tale, ma piuttosto la documentazione che la Confederazione e i cantoni hanno potuto mettere a disposizione. Nella sua valutazione il CETEL ha espressamente ricordato che tutti i dati devono essere interpretati con la dovuta cautela: "Dans tout les cas, les chiffres que nous livrons n'indiquent que des tendances probables. Ils forment un tout indicatif qui doit être lu avec toutes les précautions qui s'y imposent" (pag. 86).

A questo punto occorre comunque sottolineare che la valutazione statistica delle cifre effettuata da Avenir Suisse nella pubblicazione "Mängel in der BUWAL-Evaluation des Verbandsbeschwerderechts" non è corretta. Avenir-Suisse afferma ad esempio che di tutti i ricorsi trattati dal Tribunale federale, quelli presentati dalle 30 organizzazioni legittimate a ricorrere non costituiscono solo l'1,4 per cento bensì il 18 per cento, ovvero quasi un quinto ("Nicht bloss 1,4 Prozent der Beschwerden, die vom Bundesgericht erledigt wurden, stammen von den 30 beschwerdeberechtigten Verbänden, sondern mit über 18 Prozent fast ein Fünftel", pag. 9). Con tale stima, tuttavia, Avenir Suisse non tiene conto del fatto che le organizzazioni possono interporre ricorso non solo per questioni ambientali ed edilizie, ma anche in altri settori quali foreste, caccia, pesca, ferrovie, aviazione ed espropriazioni. Includendo nel calcolo anche questi settori si può osservare che le organizzazioni hanno presentato ricorso non nel 18 per cento bensì soltanto nell'8,5 per cento dei casi giudicati dal Tribunale federale per i quali sono legittimate a ricorrere.

2. I risultati della perizia redatta dai professori del CETEL scaturiscono dai dati forniti dalla Confederazione e dai cantoni. Tutto il materiale disponibile è stato reso pubblico nello studio.

In occasione della sua seduta del 1° ottobre 2004 il Consiglio federale si è espresso in favore di un miglioramento mirato dell'attuazione del diritto di ricorso delle organizzazioni. Modifiche volte ad ottimizzare tale strumento sono attualmente discusse nel quadro della trattazione dell'iniziativa parlamentare Hofmann (02.436).

3. La critica di Avenir Suisse, secondo cui l'effetto preventivo del diritto di ricorso delle organizzazioni sarebbe stato ignorato, non corrisponde al vero. Piuttosto, lo studio del CETEL ha permesso per la prima volta di appurare che gli effetti di tale diritto non si limitano soltanto ai ricorsi, ma esercitano anche un notevole effetto preventivo. È in tale contesto che va inserita anche la raccomandazione dei periti del CETEL di pubblicare delle direttive per uno svolgimento corretto delle trattative. In risposta ad un postulato in tal senso, presentato dalla Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (00.3188), il DATEC ha nel frattempo pubblicato apposite raccomandazioni sullo svolgimento delle trattative. Per il momento non sussistono motivi per avviare un'indagine più approfondita.

4. Come partner l'UFAFP mette sullo stesso piano sia gli investitori che le organizzazioni ambientaliste, come è del resto costume in tutta l'amministrazione. Nel quadro di un'ampia procedura di consultazione, infatti, le raccomandazioni del DATEC sulle trattative sono state inviate a tutte le cerchie interessate, e in particolare anche ai rappresentanti degli investitori, i quali avevano persino aderito al gruppo di accompagnamento per la valutazione dell'esame dell'impatto sull'ambiente (EIA). Al riguardo, il Consiglio federale rinvia alla risposta data all'interpellanza Zuppiger (04.3244).

5. L'UFAFP ha difeso gli interessi della collettività, in particolare l'interesse all'applicazione della legislazione ambientale vigente. La parte sostanziale di tale dibattito è attualmente condotta in Parlamento nell'ambito della trattazione dell'iniziativa parlamentare Hofmann (02.436).

6. Per quanto riguarda la questione su ciò che è giuridicamente ammissibile concordare nell'ambito delle trattative, rinviamo alla risposta data all'interpellanza Zuppiger (04.3244). L'eventualità di modificare in tal senso il diritto vigente sarà esaminata nel corso della trattazione dell'iniziativa parlamentare Hofmann (02.436).

Inoltre, va ricordato che in uno Stato di diritto è prassi abituale sottoporre le decisioni prese dalle autorità all'esame di un tribunale. Proprio il caso dello stadio Hardturm di Zurigo è un ottimo esempio con cui illustrare come di regola le autorità di ricorso esercitino impeccabilmente i compiti loro assegnati. Infatti, a pochi mesi dal ricorso inoltrato dall'ATA Svizzera, il Tribunale federale ha tenuto conto in una sua decisione sia delle richieste della protezione ambientale che di quelle degli investitori.

7. L'UFAFP non ha promosso in favore delle organizzazioni ambientaliste "pratiche discutibili dal punto di vista dello Stato di diritto".

8. L'eventualità che in futuro sia reso pubblico il contenuto di simili accordi è attualmente oggetto di discussione nell'ambito della trattazione dell'iniziativa parlamentare Hofmann (02.436). Inoltre il Consiglio federale rinvia anche alla risposta data all'interpellanza Zuppiger (04.3244).

Risposta del Consiglio federale.