La precedenza ai pedoni provoca maggiori emissioni inquinanti?
04.3414 · Postulato · 2004-06-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare i valori delle emissioni supplementari dovute all'introduzione, nel 1994, della precedenza assoluta dei pedoni e di calcolare di quanto potrebbero essere ridotte tramite un adeguamento moderato delle leggi in materia o una soppressione generale del diritto di precedenza. Nel relativo rapporto si dovranno distinguere i valori delle emissioni causati dal traffico privato e dal traffico merci.
Begründung
Nel 1994 è stato abolito l'obbligo di segnalare con la mano l'intenzione di attraversare la strada sui passaggi pedonali. Da allora, per l'attraversamento della strada sulle strisce pedonali, vige la precedenza assoluta dei pedoni. In questo modo si volevano, non da ultimo, rivalutare gli spostamenti a piedi come forma di mobilità rispettosa dell'ambiente. Lo stesso intento alla base dell'odierno traffico lento, il cui promovimento non si è ancora concretizzato.
In questi ultimi anni si sono levate lamentele circa la sicurezza del traffico stradale, secondo le quali la situazione, in particolare quella dei pedoni, non è affatto migliorata. In effetti va osservato che i passanti, forti del loro diritto di precedenza, attraversano le strade senza prestare attenzione. Questo atteggiamento, come si può notare quasi dappertutto, è inoltre imitato sempre più spesso anche dai ciclisti. Per evitare gravi incidenti stradali, gli automobilisti sono quindi costretti a frenare bruscamente, per poi riprendere la loro corsa. In questo contesto, va ricordato anche un altro problema particolare: la tendenza, che trova sempre più riscontri, di realizzare passaggi pedonali anche lungo le rotatorie.
È noto che gli automobilisti, confrontati a queste circostanze, soprattutto nella fase di avvicinamento alle strisce pedonali, provocano un consumo di carburante nettamente superiore rispetto ad una situazione di traffico scorrevole. Ciò vale per il traffico privato motorizzato e ancor di più per il traffico pesante.
Attualmente si sta discutendo l'introduzione di una tassa d'incentivazione per le emissioni di CO2 e il relativo progetto verrà messo in consultazione prossimamente. La ragione alla base di questa nuova tassa consiste nel voler colmare una lacuna, soprattutto nel settore dei carburanti, al fine di adempiere gli obiettivi in materia di politica energetica. Ora, la legge sul CO2 prevede all'articolo 3 che, per raggiungere l'obiettivo di riduzione, è possibile adottare anche misure di politica dei trasporti. Non è il caso con la precedenza assoluta accordata ai pedoni, visto e considerato che ha preso il sopravvento una controtendenza: la disposizione adottata contribuisce infatti più che altro ad aumentare le emissioni piuttosto che a ridurle.
Alla luce di queste considerazioni, è quindi necessario, prima di un'eventuale decisione se introdurre o meno una tassa d'incentivazione sulle emissioni di CO2, analizzare attentamente la situazione, creando le relative basi decisionali. In merito, è indispensabile includere anche il rilevamento delle emissioni supplementari imputabili alla precedenza assoluta dei pedoni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 1994, al contrario di quanto sostiene l'autore del postulato, non è stata introdotta la precedenza assoluta dei pedoni. Oltre ai diritti, i pedoni sulle strisce hanno anche dei doveri: non devono attraversare la carreggiata all'improvviso (art. 49 cpv. 2 LCS) e non possono avvalersi del diritto di precedenza se il veicolo è già così vicino da non potersi più fermare per tempo. Prima di accedere ai passaggi pedonali, i pedoni devono quindi assicurarsi che possono attraversare la carreggiata senza pericoli e senza che l'automobilista sia costretto ad effettuare una brusca frenata (cfr. in merito DTF 129 IV 39, 121 IV 286). Questo obbligo vigeva già prima della decisione del 1994 ed è tuttora valido; l'unica differenza è che da allora non è più necessario, da parte dei pedoni, segnalare con la mano l'intenzione di attraversare la strada o di accedere alle strisce, ciò che comporterebbe il diritto di precedenza. Le emissioni supplementari non possono quindi essere imputate alla revisione adottata nel 1994.
La proposta di limitare o di sopprimere il diritto di precedenza dei pedoni al fine di controllare le emissioni non avrebbe solo l'effetto di compromettere, in modo inopportuno, la libertà di movimento e la sicurezza dei pedoni, ma sarebbe pure contraria alla Convenzione internazionale sulla circolazione stradale sottoscritta dalla Svizzera.
Di conseguenza, considerando anche l'obbligo di disporre in modo efficiente delle risorse finanziarie della Confederazione, appare inopportuno presentare un rapporto sulle emissioni supplementari connesse al diritto di precedenza dei pedoni in vigore dal 1994.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.