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04.3468 · Mozione · 2004-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare una revisione parziale della legge federale sull'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera. Trattasi di armonizzare i termini di naturalizzazione a livello svizzero secondo quanto previsto nel disegno del 3 ottobre 2003 approvato dal Parlamento e secondo un principio incontestato in campagna di voto.

1 Adempie le condizioni di residenza chiunque:

a. possiede un permesso di dimora o di domicilio o un altro titolo di soggiorno permanente; e

b. ha abitato per otto anni complessivi in Svizzera, di cui tre durante i cinque anni che precedono immediatamente l'inoltro della domanda.

2 Se due coniugi che vivono da tre anni in unione coniugale depositano una domanda di naturalizzazione comune e se uno dei due adempie le condizioni di cui al capoverso 1, per il secondo è sufficiente una residenza di cinque anni complessivi in Svizzera, di cui l'anno che precede immediatamente il deposito della domanda.

3 I termini di cui al capoverso 2 vigono anche per i richiedenti il cui coniuge è già naturalizzato.

4 I cantoni sono tenuti a prevedere, nelle rispettive leggi, termini di residenza giusta i capoversi 1-3. Possono prevedere termini di residenza fino a tre anni nel cantone o nel comune.

Begründung

Nella revisione del 3 ottobre 2003 della legge sulla cittadinanza, che avrebbe dovuto essere posta in vigore dopo l'approvazione della revisione costituzionale concernente i due oggetti relativi alla naturalizzazione, era prevista anche una riduzione dei termini di residenza in vista della naturalizzazione. Secondo il diritto vigente, in tutta la Svizzera è previsto un termine di residenza di 12 anni, il più elevato d'Europa. A livello comunale e cantonale vigono sovente ulteriori termini di portata cospicua, cosicché vi sono casi in cui un cambiamento di cantone o di comune può condurre a termini di naturalizzazione indefinitamente prolungati o mai raggiunti. In una società che esige una forte mobilità, ciò è particolarmente scioccante. Proprio i giovani chiamati a trasferire il proprio domicilio per seguire una formazione sono puniti da queste disposizioni e sono spesso esclusi per lunghi anni dalla naturalizzazione a motivo del mancato raggiungimento dei termini di residenza. Anche in un'ottica prettamente economica, tale fatto è estremamente sconcertante.

Nella campagna di voto, la parte della revisione di legge che prevedeva la riduzione dei termini di residenza non è mai stata contestata, per cui invitiamo il Consiglio federale a ripresentare questa parte dell'oggetto.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'autore della mozione incarica il Consiglio federale di presentare una revisione parziale della legge federale sull'acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera nella quale i termini di residenza siano armonizzati a livello svizzero e rivisti verso il basso. La domanda si basa sulla revisione costituzionale approvata dal Parlamento in data 3 ottobre 2003 relativa agli stranieri della seconda generazione, nonché sulla pertinente revisione di legge.

La revisione costituzionale è stata respinta dal popolo e dai cantoni il 26 settembre 2004. La revisione di legge basata su tale progetto è pertanto divenuta caduca. È vero che l'armonizzazione e la riduzione dei termini di residenza cantonali e comunali sono rimasti ampiamente incontestati, sia nel dibattito parlamentare che nella campagna di voto. L'abbassamento del termine federale di residenza da 12 a 8 anni è invece stato combattuto in sede parlamentare ed ha suscitato controversie nella campagna di voto.

Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autore della mozione, secondo cui gli attuali termini di residenza divergenti risultano scioccanti se si considera la forte mobilità della popolazione. In linea di principio i cantoni possono prevedere già oggi nelle rispettive legislazioni un abbassamento dei termini di residenza cantonali e comunali. Entro la fine del 2005, il Dipartimento federale di giustizia e polizia stenderà un rapporto in cui illustrerà i principali problemi pendenti che caratterizzano attualmente il diritto in materia di cittadinanza e prenderà posizione in merito. Il rapporto affronterà segnatamente i temi dei termini di residenza, delle naturalizzazioni a livello comunale e della doppia cittadinanza. Solo allora i quesiti sollevati dal presente intervento parlamentare potranno essere oggetto di una valutazione globale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.