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04.3514 · Interpellanza · 2004-10-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Domande al Consiglio federale:

1. Perché in Svizzera vengono fissati valori limite molto elevati per la guida sotto influsso di stupefacenti, che hanno poco a che fare con la tolleranza zero?

2. I valori limite servono a proteggere la popolazione dai terribili effetti della guida sotto l'influsso di stupefacenti. Perché questo approccio viene disatteso nelle nuove istruzioni emanate dall'USTRA, nonostante le dichiarazioni rilasciate dall'Ufficio stesso?

3. Il Consiglio federale è disposto ad attuare davvero la tolleranza zero nel caso della guida sotto l'influsso di stupefacenti?

Begründung

Le statistiche mostrano un forte aumento dei casi di guida sotto l'influsso di stupefacenti. La droga più frequente è la cannabis. Guidare sotto l'influsso della cannabis comporta grandi rischi. La nuova ordinanza sulle norme della circolazione stradale (ONC) è chiara: "Un conducente è considerato inabile alla guida se nel suo sangue è provata la presenza di THC (cannabis)" (art. 2, cpv. 2, lett. a). La prova della presenza di una sostanza può essere ottenuta con un procedimento qualitativo (cfr. "Mitteilungen aus Lebensmitteluntersuchung und Hygiene" 95, pag. 202, 2004). L'Ufficio federale delle strade (USTRA) afferma che abbandonerebbe il principio della tolleranza zero solamente se la scienza riuscisse a dimostrare che esiste un limite di tolleranza al di sotto del quale la capacità di condurre, con grande probabilità, non è compromessa e a indicare come il consumatore possa controllare il consumo della sostanza in modo da non superare tale soglia (Michael Sahli, "Keine Toleranz: Wer fährt, kifft nicht" in: Contact (rivista dell'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie ISPA), numero 3, 2004, pag. 6-7, in tedesco). Nel marzo 2004, in una sentenza contro un pirata della strada che aveva assunto cannabis, il Tribunale federale aveva stimato che la guida sotto l'influsso della cannabis deve essere sanzionata in modo analogo alla guida in stato di ebbrezza (6S.391/2003, 18 marzo 2004).

Tuttavia, nel comunicato stampa del 9 settembre 2004 diramato dall'USTRA in occasione della pubblicazione delle istruzioni concernenti l'accertamento dell'inattitudine alla guida nella circolazione stradale si legge: " Per i tipi di droghe più ricorrenti verranno introdotti valori limite orientati alla "tolleranza zero." Nel medesimo comunicato stampa si parla di valori limite di 1,5 microgrammi/litro per il THC e di 15 microgrammi/litro per eroina, morfina, cocaina e droghe sintetiche! A questi si devono ancora aggiungere dei margini di tolleranza del 30 per cento! Questi valori limite non hanno nulla a che fare con la tolleranza zero, in particolare per quanto riguarda la guida sotto l'influsso della cannabis. La tolleranza zero è necessaria soprattutto per il THC, perché non esiste una relazione diretta fra la concentrazione di questa sostanza nel sangue e l'entità della limitazione della capacità di condurre. Inoltre, la concentrazione di THC nel sangue diminuisce più rapidamente dell'attenuarsi degli effetti. Non è possibile risalire con un calcolo alla concentrazione iniziale, come nel caso dell'alcool. Tenendo conto del margine di tolleranza, un fumatore di cannabis con una concentrazione di 2 microgrammi di THC per litro di sangue sarà ancora considerato abile alla guida!

Se a livello politico e nei media si parla di "tolleranza zero", non ha senso fissare nelle disposizioni esecutive della legge dei valori limite quantitativi scientificamente inammissibili, ai quali si aggiunge oltretutto un margine di tolleranza del 30 per cento a favore del conducente sospetto. Il metodo della prova qualitativa della presenza di THC nel sangue sarebbe più adatto, se veramente si vuole applicare il concetto di tolleranza zero.

Stellungnahme des Bundesrates

A partire dal 2005, la guida sotto l'influsso di sostanze stupefacenti sarà sanzionata nello stesso modo della guida con un tasso di alcolemia dello 0,8 per mille. Per le sostanze più frequenti e pericolose che si riscontrano nel sangue degli utenti della strada, fra le quali il THC, il Consiglio federale ha deciso di applicare il principio della tolleranza zero. Il principio della presunzione di innocenza, tuttavia, impone che una condanna possa essere pronunciata solamente se nel sangue della persona sospettata viene dimostrata senza possibilità di dubbio la presenza della sostanza in questione. Inoltre, il principio dell'uguaglianza davanti alla legge impone che tutti i cittadini siano trattati allo stesso modo, indipendentemente dal laboratorio in cui il loro campione di sangue è stato esaminato. Per questi motivi, l'Ufficio federale delle strade, su raccomandazione dei tossicologi forensi della Società svizzera di medicina legale, ha definito valori limite quantitativi che devono poter essere misurati in modo costante e affidabile, indipendentemente dai metodi utilizzati, da tutti i laboratori che eseguono analisi relative all'uso di sostanze stupefacenti da parte degli utenti della strada.

Secondo gli esperti, quando vengono introdotti dei valori limite deve essere eseguita un'analisi quantitativa che permetta di verificare se il risultato di una misurazione si trova al di sotto o al di sopra di un valore limite analitico. Quest'opinione è condivisa anche dall'autore dell'articolo scientifico a cui si fa riferimento nell'interpellanza. Per il THC il valore limite analitico è stato fissato a 1,5 microgrammi per litro di sangue.

Il risultato di una misurazione è sempre affetto da una determinata incertezza (per es. fonti di errore di carattere tecnico, fattori di disturbo nel sangue, degradazione nel tempo degli analiti ecc.), che deve essere indicata nel risultato stesso. Essa è anche denominata "intervallo di confidenza". In base alle esperienze maturate nel corso delle prove interlaboratorio effettuate a partire dal 1995, questo margine di incertezza, per le sostanze stupefacenti di cui all'articolo 2 capoverso 2 dell'ordinanza del 13 novembre 1962 sulle norme della circolazione stradale (ONC; RS 741.11, RU 2004 2851) è fissato in ? 30 per cento del valore misurato. Esso garantisce che il valore della grandezza misurato si trovi con una probabilità del 95 per cento all'interno del range indicato. Se il valore di THC misurato è uguale o superiore a 1,5 microgrammi al litro, non vi sono dubbi che il campione di sangue della persona sospetta contenga effettivamente THC.

Se il valore misurato è inferiore a questo limite, il risultato dell'analisi tossicologica forense non è sufficiente a far scattare la condanna. In questo caso deve essere effettuata una perizia sulla base del modello a tre pilastri già oggi praticato (osservazioni della polizia, risultati della visita medica, risultato dell'analisi tossicologica forense). Si può avere una condanna solamente se il perito giunge alla conclusione che, nonostante una concentrazione di sostanza stupefacente nel sangue inferiore al valore limite, la persona sospetta era incapace a condurre nel momento giuridicamente rilevante.

Le prove interlaboratorio, ovvero i proficiency test, che dovranno essere condotti nel range di concentrazione del valore limite, contribuiranno a migliorare i metodi di tossicologia forense oggi utilizzati dai laboratori riconosciuti dall'USTRA. Potrà quindi accadere che la certezza della presenza di una sostanza sarà raggiunta con un valore di concentrazione più basso di quello necessario attualmente. Di conseguenza potrà essere abbassato il valore limite relativo a tale sostanza.

In sintesi si rileva che l'analisi serve ad accertare se una persona abbia guidato o meno sotto l'influsso di stupefacenti (tolleranza zero secondo l'art. 2 cpv. 2 ONC). La definizione di valori limite chimico-fisici serve ad evitare la condanna di persone innocenti.

Risposta del Consiglio federale.