04.3527 · Interpellanza · 2004-10-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
1. Dopo che il Cantone di Argovia ha trasferito alla Confederazione la competenza di vigilare sulla moratoria decretata dalla Romania, la Confederazione ha esaminato in modo specifico l'autorizzazione accordata a RomAdopt?
2. È stato chiarito con quale organizzazione RomAdopt collabora in Romania?
3. La moratoria decretata in Romania ha influito sull'autorizzazione concessa a RomAdopt?
4. In che modo è stato verificato che RomAdopt rispettasse la moratoria rumena? Quanti bambini rumeni sono entrati in Svizzera da quando è stata decretata la moratoria? In relazione a questi bambini, le condizioni della moratoria sono state rispettate?
5. Come sono state controllate le cosiddette "autorizzazioni speciali" per RomAdopt e come sono stati informati i genitori?
6. In che misura l'autorità centrale della Confederazione collabora con l'autorità omologa rumena? L'autorità elvetica ha tentato di ottenere informazioni concernenti i dossier di RomAdopt?
7. Come giudica il Consiglio federale la prassi di RomAdopt, che consiste nel chiedere ripetuti versamenti ai genitori desiderosi di adottare e continua a fungere da intermediario per l'adozione di bambini di cui in seguito viene persa ogni traccia, e in relazione ai quali non figura alcuna registrazione presso le autorità centrali rumene? Come giudica il fatto che RomAdopt abbandona i dossier relativi ai genitori che non sono più disposti a pagare?
Begründung
L'attività di RomAdopt, intermediario posto sotto la vigilanza della Confederazione, solleva sempre più interrogativi. Da 60 a 70 coppie di genitori hanno versato somme di denaro per ottenere un bambino in adozione. Dal 2001 in Romania vige una moratoria. Ai genitori è stato assicurato che RomAdopt disponeva di autorizzazioni speciali e che, dopo la visita al bambino, la procedura sarebbe durata da 4 a 6 mesi. Su richiesta dei genitori, la Confederazione ha confermato la legittimità di tali autorizzazioni speciali. In almeno quindici casi i genitori sono stati invitati, malgrado la moratoria, a visitare il bambino che desideravano adottare e a versare una prima tranche di 6 000 dollari americani. In seguito sono stati esortati a versare ulteriori somme. Nel marzo 2004, RomAdopt ha chiesto nuovamente a tutti genitori di versare altri 1 500 dollari, al fine di poter continuare a trattare i dossier. In tale periodo la Romania ha adottato una legge restrittiva applicabile alle adozioni all'estero. A causa di tale legge, vi sono poche speranze che i bambini da adottare possano lasciare il loro Paese. Da allora, i genitori sono vanamente in attesa dei figli adottivi.
L'organizzazione che collabora con RomAdopt in Romania ha dichiarato che avrebbe continuato a trattare i dossier relativi ai genitori che avevano versato i 1 500 dollari supplementari; tutti gli altri dossier sarebbero stati abbandonati. Molti genitori aspettano invano da almeno tre anni il loro figlio adottivo. Qualora riuscissero comunque a realizzare il loro sogno di avere un figlio, dovrebbero riprendere dall'inizio una nuova procedura amministrativa in Svizzera; in molti Paesi, alcuni genitori sono già troppo anziani.
Alcune coppie così defraudate si erano informate per sapere se gli intermediari che figuravano sulla lista erano degni di fiducia, ottenendo una risposta affermativa.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel suo preambolo, la Convenzione del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e sulla cooperazione in materia di adozione internazionale prevede che le adozioni internazionali possono "offrire l'opportunità di dare una famiglia permanente a quei minori per i quali non può essere trovata una famiglia idonea nel loro Stato d'origine". Nel preambolo si sottolinea inoltre la "necessità di prevedere misure atte a garantire che le adozioni internazionali si facciano nell'interesse superiore del minore e nel rispetto dei suoi diritti fondamentali, e che siano evitate la sottrazione, la vendita e la tratta dei minori".
Nell'ambito delle trattative sull'adesione, nell'ottobre 2001 la Romania ha decretato, su pressione dell'UE, una moratoria relativa alle adozioni internazionali, con la possibilità di prevedere eccezioni. L'autorizzazione di adottare un bambino era sottoposta, oltre allo svolgimento delle procedure amministrative ordinarie e di procedimenti giudiziari, all'approvazione del primo ministro. Dal 5 febbraio 2004 non sono più possibili eccezioni alla moratoria. La nuova legge rumena sull'adozione, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2005, permetterà adozioni internazionali unicamente da parte dei nonni del bimbo residenti all'estero. La Romania ha in tal modo pronunciato un divieto di fatto delle adozioni internazionali.
Le domande di adozione provenienti dalla Svizzera e registrate presso le competenti autorità rumene sono bloccate. Nel dicembre 2003, il Consiglio federale ha sottoposto al capo dello Stato rumeno Iliescu, in occasione della sua visita ufficiale in Svizzera, una lista comprendente tutti i casi in sospeso.
Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della Convenzione dell'Aia sulle adozioni, in seno all'UFG è stata istituita un'Autorità centrale preposta alle adozioni internazionali (Servizio di protezione internazionale di minori), che funge anche da autorità di vigilanza e che concede le autorizzazioni agli intermediari in ambito di adozioni. Fino al 31 dicembre 2002 tale ambito era ancora di competenza dei Cantoni. Secondo l'articolo 12c bis del Titolo finale del CC, le autorizzazioni rilasciate dall'autorità cantonale di vigilanza restano valide sino alla loro scadenza. L'autorizzazione rilasciata il 12 settembre 2001 dall'Autorità di vigilanza del Cantone di Argovia in favore di RomAdopt era valida fino al 31 dicembre 2003. Il 2 aprile 2004 RomAdopt ha richiesto il rinnovo dell'autorizzazione: sulla base della moratoria rumena in materia di adozione, l'Autorità di vigilanza della Confederazione ha congelato la domanda almeno fino all'inizio del 2005.
Risposta alle singole domande
Alle prime due domande è già stato risposto.
3. La decisione di accreditamento del Cantone di Argovia del 12 settembre 2001 è stata pronunciata prima che la Romania decretasse la moratoria in materia di adozioni. La moratoria non ha pertanto avuto alcuna influenza sull'autorizzazione.
4. L'entrata di bambini rumeni in Svizzera in vista di adozione è soggetta all'obbligo del visto.L'ambasciata svizzera a Bucarest ha acconsentito all'entrata di bambini in Svizzera soltanto previo consenso del Primo ministro. Dall'ottobre 2001 a oggi, sono entrati in Svizzera con l'aiuto di RomAdopt 13 bambini. Gli ultimi bambini sono entrati in Svizzera all'inizio di settembre 2003.
5. Secondo le informazioni dell'ambasciata svizzera a Bucarest, non vi sono mai state autorizzazioni speciali in favore di agenzie attive in ambito di adozioni. La moratoria fa menzione unicamente di casi speciali per i quali il Governo rumeno può concedere la sua autorizzazione, nei singoli casi e nell'interesse del bambino (legge rumena n° 347/2002).
6. L'ambasciata svizzera a Bucarest e l'Autorità centrale della Confederazione hanno a più riprese chiesto informazioni all'Autorità centrale rumena. Nel luglio 2004 l'Autorità centrale rumena ha trasmesso all'Autorità centrale della Confederazione, su sua richiesta, una lista di casi.
7. A conoscenza del Consiglio federale, dalla metà del 2003 RomAdopt non ha più funto da intermediario per adozioni in Svizzera. Alla coppia di genitori in questione era già stato raccomandato il 22 marzo 2004 di non effettuare più alcun versamento in favore di RomAdopt affinché si continuasse a trattare il loro caso. Il 18 aprile 2004 l'Ufficio federale di giustizia, in quanto autorità di vigilanza degli intermediari in ambito di adozione, ha vietato a RomAdopt di effettuare ulteriori versamenti in favore dei suoi partner in Romania. Con scritto del 18 maggio 2004, l'autorità di vigilanza ha vietato a RomAdopt, sotto comminatoria penale, di svolgere ogni altra attività nell'ambito della trattazione ulteriore dei casi pendenti.
Risposta del Consiglio federale.