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04.3617 · Mozione · 2004-11-09

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Al Servizio per compiti speciali (SSC), un'unità amministrativa del DATEC, spetta la sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni; esso svolge un ruolo di coordinamento e di collegamento sul piano tecnico-amministrativo tra le autorità penali a livello cantonale e federale da un lato, e i fornitori di servizi di telecomunicazione dall'altro. Il SCS è aggregato amministrativamente al DATEC e svolge il proprio mandato nel rispetto delle istruzioni dipartimentali. Nella lotta contro la delinquenza esso non assume tuttavia un ruolo autonomo in quanto agisce unicamente su sollecitazione delle autorità inquirenti cantonali o federali. Il mandato del SCS è definito nella legge federale del 6 ottobre 2000 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (LSCPT; RS 780.1) e nella relativa ordinanza del 31 ottobre 2001 (OSCPT; RS 780.11), entrambe entrate in vigore l'1.1.2002.

Copertura dei costi e trasparenza

Prima di emanare l'ordinanza del 1° maggio 2004 sulle tasse e indennità nell'ambito della sorveglianza delle corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (RS 780.115.1), sono stati analizzati sia i costi dei diversi provider che quelli del SCS. Ciò si è reso necessario in quanto l'articolo 16 LSCPT prescrive che gli offerenti di prestazioni devono essere indennizzati adeguatamente e, d'altro canto, l'articolo 4 della legge del 4 ottobre 1974 a sostegno di provvedimenti per migliorare le finanze federali (dal 1° gennaio 2005 articolo 46a della legge del 19 dicembre 2003 sull'organizzazione del Governo e dell'Amministrazione) dispone che l'Amministrazione federale riscuota, per le proprie prestazioni, emolumenti che coprono i costi.

I costi del SCS sono trasparenti e figurano nel preventivo 2005. Agli introiti preventivati, pari a 15 mio. di fr., si contrappongono spese pari a 18 mio. di fr. Sul fronte dei costi, la rubrica più importante (12, 3 mio.) è rappresentata da "Entschädigung zugunsten Dritter" (indennità a favore di terzi), che comprende le indennità corrisposte per le prestazioni fornite dai provider. Con la somma restante (ca. 2,7 mio. di fr.) vengono coperti, per ca. l'80%, i costi amministrativi del SCS (tra cui in particolare: personale, affitto, spese di materiale). Non sono compresi in questo calcolo gli ammortamenti degli investimenti.

Nell'aprile 2004, adottando l'ordinanza sugli emolumenti, il Consiglio federale ha approvato questi principi. Esso ha tenuto conto del fatto che da una totale copertura dei costi del SCS risulterebbe un onere ancora maggiore per i Cantoni. Se gli emolumenti sono elevati, il fattore costo diventa l'argomento principale nel decidere se, o meno, ordinare una misura di coercizione. Questo principio non è certamente positivo nell'ottica del perseguimento penale.

Il Consiglio federale riesamina periodicamente tutte le ordinanze sugli emolumenti, tra cui anche quella del SCS, per verificare se corrispondono ancora ai principi del diritto sugli emolumenti (principio dell'equivalenza e delle copertura dei costi).

Attribuzione a un Dipartimento

L'attribuzione del SCS al DATEC è stata decisa dal Consiglio federale al momento di emanare l'ordinanza del 31 ottobre 2001 sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni (art. 3 OSCPT). Tenuto conto di tutti gli interessi in gioco, il Collegio aveva deciso di attribuire il SCS al DATEC, argomentando che il traffico delle telecomunicazioni e la Posta sono già aggregati al DATEC, e che quindi tra di essi e il SCS c'è una certa correlazione. Il Consiglio federale si è espresso contro l'attribuzione del SCS al DFGP poiché la presenza, nello stesso Dipartimento, dell'autorità che ordina una prestazione (Ministero pubblico) e di quella che esegue l'incarico (SCS) potrebbe portare a conflitti d'interesse. A distanza di tre anni, non vi è alcun motivo di ritornare su questa decisione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.