04.3665 · Interpellanza · 2004-12-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. In qualità di garante di uno sviluppo equilibrato di tutte le regioni del nostro Paese, ritiene preoccupante la scandalosa situazione dei tagli ai posti di lavoro nel cantone Neuchâtel, tenuto conto che - in seguito a questa situazione - Neuchâtel risulta nettamente più svantaggiata rispetto ad altre regioni della Svizzera?
2. In qualità di azionista di maggioranza di Swisscom, prevede di fare finalmente uso del suo potere d'influenza e di reagire ai trasferimenti previsti dall'azienda?
3. Se da una parte Swisscom taglia posti di lavoro, dall'altra ne crea di nuovi! Il Consiglio federale è disposto, in collaborazione con le autorità neocastellane, a promuovere la creazione di nuovi impieghi nel cantone?
Begründung
La sezione neocastellana del Sindacato della comunicazione ha incaricato il noto economista Jean-Pierre Ghelfi di analizzare in uno studio i tagli al personale operati negli ultimi anni da Swisscom nella regione di Neuchâtel.
Purtroppo i risultati sono disastrosi, poiché tra il 1997 e il 2003 l'impresa ha cancellato il 73 per cento dei suoi impieghi a Neuchâtel. Se nel gennaio 1999 per Swisscom lavoravano 570 persone, nel dicembre 2003 gli impiegati erano soltanto 153. A titolo di confronto, tra il 1999 e il 2003 Swisscom ha sacrificato a Neuchâtel il 60 per cento dei posti di lavoro, mentre la media nazionale è del 12 per cento. Lo smantellamento degli impieghi è continuato anche quest'anno, cosicché per la fine del 2004 i posti di lavoro nel cantone saranno solo 120.
Questa politica è costata l'impiego a numerose famiglie del cantone e ha causato nella regione neocastellana una perdita di massa salariale pari a 30 milioni di franchi. È una situazione scandalosa se si considera che Swisscom appartiene per il 62 per cento alla Confederazione e che negli ultimi cinque anni ha realizzato, in media, un utile netto di 2,6 miliardi di franchi.
Stellungnahme des Bundesrates
La decisione politica di liberalizzare il settore e un rapido sviluppo tecnologico hanno comportato forti cambiamenti nel mercato svizzero delle telecomunicazioni. Swisscom ha perso il 40 per cento circa della sua quota di mercato e ha dovuto modificare le proprie strutture. L'azienda è stata costretta, e lo è tuttora, a ridurre i costi per compensare questa perdita, accompagnata - nello stesso tempo - da un calo dei prezzi. Le riorganizzazioni interessano tutti i settori aziendali e la riduzione del personale (pari a circa 5000 posti a tempo pieno) è stata effettuata nel modo più sostenibile possibile, mediante piani sociali molto generosi. Ad esempio, gli impiegati interessati dai tagli beneficiano di un accompagnamento, nel loro riorientamento professionale, che va da 12 a 18 mesi e ricevono lo stipendio pieno. L'esperienza dimostra che il 90 per cento circa di essi ha trovato un nuovo impiego. Il numero dei posti di lavoro nel settore delle telecomunicazioni è rimasto generalmente stabile dopo la liberalizzazione e i tagli operati da Swisscom sono stati compensati dalla creazione di impieghi presso i nuovi fornitori di servizi di telecomunicazione. Nel quadro delle possibilità aziendali, Swisscom tiene conto nelle sue ristrutturazioni delle specificità regionali, creando anche nuovi posti di lavoro in regioni periferiche. È stato il caso, per esempio, a Bellinzona, Coira e Sion, dove sono state create complessivamente diverse centinaia di impieghi nei settori comprendenti il servizio guasti, il servizio d'informazione, nonché la telefonia fissa e mobile. Inoltre, mediante un'infrastruttura di rete capillare, Swisscom contribuisce allo sviluppo economico delle regioni periferiche. Tuttavia, è inevitabile che anche queste ultime siano toccate dalla soppressione di impieghi. I tagli operati da Swisscom si fondano su considerazioni di tipo imprenditoriale e non si può pertanto evitare che un cantone sia toccato dalle ristrutturazioni più fortemente di un altro. D'altronde, né Swisscom né le regioni periferiche hanno interesse a tenere in vita artificialmente dei posti di lavoro che sono superati sul piano tecnologico e che non si giustificano sul piano aziendale.
Nel cantone Neuchâtel, Swisscom dà tuttora lavoro a 153 persone, per un totale di circa 120 posti a tempo pieno. Gli sviluppi che si registrano nella regione non sono né unici né eccezionali. Numerose attività un tempo svolte nel cantone neocastellano sono state centralizzate e spostate verso altre sedi. Il fatto che la regione di Neuchâtel sia ben collegata alla rete dei trasporti fa sì che i collaboratori possano continuare a lavorare anche in altre sedi, a condizione di accettare una certa mobilità. Basti pensare che nel cantone risiedono e pagano le tasse tuttora circa 300 impiegati di Swisscom. La situazione è più difficile nelle regioni in cui le distanze, oppure un insufficiente allacciamento alla rete dei trasporti, impediscono ai collaboratori di continuare a lavorare per Swisscom in sedi lontane dal proprio luogo di residenza.
Il Consiglio federale indica a Swisscom la direzione da seguire fissandole obiettivi strategici. Dall'impresa si aspetta una politica del personale moderna e sostenibile sul piano sociale. Il collegio ritiene che Swisscom abbia raggiunto tali obiettivi, seppure in un contesto difficile. Il Consiglio federale, inoltre, si adopera per sostenere attivamente nuove strutture in grado di vivacizzare l'economia delle regioni rurali. Per questo motivo ha elaborato la nuova politica regionale che, tra gli altri obiettivi, persegue anche quello della creazione di posti di lavoro nelle regioni periferiche. Le imprese della Confederazione sostengono gli obiettivi della politica regionale fornendo sull'intero territorio nazionale prestazioni di buona qualità nel quadro del mandato di servizio universale loro conferito. Il Consiglio federale ha inoltre istituito il forum sui cambiamenti strutturali, una piattaforma di scambio e di coordinamento, la cui direzione è affidata alla SG DATEC e al SECO. Vi prendono parte anche la Posta, Swisscom e le FFS, nonché il DDPS e il SECO. Nell'ambito di tale forum, Swisscom - in collaborazione con il SECO e con i cantoni - partecipa attivamente a progetti che consentono la creazione di posti di lavoro a lungo termine.
Risposta del Consiglio federale.