04.3736 · Mozione · 2004-12-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nell'ambito della riforma dell'imposizione delle imprese II, il Consiglio federale è invitato a sopprimere la tassa d'emissione sul capitale proprio.
Begründung
Numerosi Paesi OCSE hanno migliorato, o stanno migliorando, la loro competitività fiscale. Senza provvedimenti incisivi la Svizzera corre il rischio di perdere terreno per quanto riguarda l'attrattiva della sua piazza fiscale. In quasi tutti i Paesi OCSE la tassa d'emissione sul capitale proprio è stata soppressa. Nell'interesse di una piazza Svizzera competitiva e con riguardo al promovimento del capitale di rischio conviene quindi completare in modo mirato la Riforma II dell'imposizione delle imprese. La tassa di emissione sul capitale proprio rappresenta senza dubbio un'imposta sulla sostanza ingiustificata nell'ottica della sistematica fiscale.
Un completamento della Riforma II dell'imposizione delle imprese con la soppressione oramai matura della tassa d'emissione sul capitale proprio migliorerebbe in particolare le premesse per un'adeguata dotazione in mezzi propri. Questo passo corrisponde soprattutto alle esigenze a favore della promozione delle PMI a cui spesso manca un capitale proprio sufficiente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione mira a sopprimere la tassa d'emissione dovuta in caso di costituzione e aumento del valore nominale di diritti di partecipazione a società anonime e società in accomandita per azioni, a società a garanzia limitata e a società cooperative svizzere. Questa soppressione dovrebbe avvenire nell'ambito della Riforma II dell'imposizione delle imprese.
La soppressione della tassa d'emissione sul capitale proprio porterebbe al settore delle imprese uno sgravio di circa 200 milioni di franchi. I principali beneficiari sarebbero le imprese multinazionali, le banche, le assicurazioni e le società holding ma non le PMI.
Quale misura per la promozione della competitività e della capacità d'innovazione delle PMI, la richiesta di soppressione parziale della tassa d'emissione non si rivela pertanto efficace. Il miglioramento necessario delle premesse per un'adeguata dotazione in capitale proprio delle PMI è già stato già operato con l'aumento, approvato all'unanimità dal Consiglio degli Stati, del limite d'esenzione dalla tassa d'emissione da 250 000 franchi a un milione di franchi. Le Camere federali hanno approvato questa modifica della legge federale sulle tasse di bollo durante la sessione primaverile del 2005. L'entrata in vigore di questa innovazione è prevista per il 1° gennaio 2006.
La tassa d'emissione non è ottimale dal punto di vista di un sistema fiscale moderno. Si tratta di una tassa sulle transazioni, non commisurata alla creazione di valore. Occorre tuttavia evidenziare che la tassa d'emissione sul capitale proprio rappresenta un sostituto - quantunque imperfetto - della mancante imposta sugli utili da partecipazione. D'altra parte, con la riforma dell'imposizione delle imprese del 1997 la Confederazione ha già abrogato l'imposta sul capitale.
Nell'ottica delle finanze federali bisogna sottolineare che la tassa di emissione sulle partecipazioni è una tassa redditizia ed efficiente sebbene gravi appena gli interessati. L'accertamento e la riscossione del gettito fiscale di circa 200 milioni di franchi annui sono garantiti con soli due collaboratori. Minori entrate di questo ordine di grandezza non sono attualmente possibili senza che altri gruppi di contribuenti sopportino oneri supplementari o che vi siano ulteriori riduzioni delle uscite. La mozione non contiene nessuna proposta al riguardo.
Riassumendo si può affermare che una soppressione della tassa d'emissione sul capitale proprio non comporterebbe nessun tangibile miglioramento del potenziale di crescita della nostra economia. Non bisogna quindi ritenere che con la suddetta misura si possa migliorare l'efficacia della Riforma II dell'imposizione delle imprese. È tuttavia certo che la citata soppressione parziale della tassa d'emissione creerebbe alla Confederazione un nuovo problema di finanziamento.
Considerare questa mozione come un mandato vincolante nuocerebbe quindi all'avanzamento della Riforma II dell'imposizione delle imprese. La soppressione sarebbe sostenibile solo se si riuscisse a migliorare chiaramente la neutralità del sistema fiscale, in particolare attraverso una parità di trattamento fiscale dei dividendi e degli utili da alienazione. Sulla base delle constatazioni ricavate dai lavori della Riforma II dell'imposizione delle imprese una tale parità non è però politicamente possibile.
Per questi motivi la richiesta in questione deve essere respinta. Qualora la mozione dovesse essere accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale proporrebbe alla seconda Camera di trasformarla in una domanda d'esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.