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05.3089 · Mozione · 2005-03-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si incarica il Consiglio federale di presentare al Parlamento una revisione parziale della legge sulla pianificazione del territorio che consenta di ridimensionare le zone edificabili e favorisca il cambiamento di destinazione delle zone edificabili non ancora urbanizzate. I proprietari saranno indennizzati per il cambiamento della destinazione d'uso delle zone in cui si trovano i loro terreni.

Begründung

Nonostante l'elevata densità edilizia che si registra sull'altopiano, la Svizzera dispone di notevoli riserve per quanto riguarda le zone edificabili; in parte, queste zone di riserva non sono ancora urbanizzate. Le aree appartenenti alla categoria delle zone edificabili hanno superfici ben maggiori di quanto sarà effettivamente necessario nei prossimi quindici anni. Questo sovradimensionamento favorisce la colonizzazione massiccia delle campagne. In effetti, il 57 per cento delle costruzioni che sorgono al di fuori delle città sono case unifamiliari, che occupano molto spazio. Si stima che le aree non urbanizzate catalogate come zone edificabili abbiano una superficie pari a quella delle aree edificate situate al di fuori delle zone edificabili. Un quarto di tutte le costruzioni sorge al di fuori delle zone edificabili. In tal modo si riduce sempre più la superficie della zona agricola, anche se negli agglomerati sarebbero ancora disponibili superfici edificabili. La velocità con la quale il nostro territorio viene cementificato è inquietante e il limite fra il territorio edificato e le superfici protette risulta sempre meno definito.

Secondo la legge sulla pianificazione del territorio, i piani di utilizzazione devono essere verificati periodicamente e, se necessario, adeguati. Sebbene l'articolo 5 della legge sulla pianificazione del territorio preveda un'indennità in caso di restrizioni della proprietà, questa possibilità non viene sfruttata. I proprietari sono quindi generalmente contrari a questi cambiamenti di destinazione d'uso, anche se i terreni non sono ancora urbanizzati e non sono ancora stati effettuati investimenti. Neppure i comuni e i cantoni si mostrano disposti a ridimensionare l'estensione delle zone edificabili, come aveva già rilevato nel 1979 l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale in relazione al piano direttore del canton Turgovia: "Dalle informazioni contenute nel rapporto accompagnatorio si evince che il canton Turgovia dispone ancora di notevoli riserve di zone edificabili, in gran parte non ancora urbanizzate. Non viene posta la questione se non sia eventualmente necessario, data la situazione, compiere ulteriori sforzi per ridurre le zone edificabili", (rapporto del 29 settembre 1997 dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale).

Occorre ridurre le zone edificabili sovradimensionate, soprattutto nelle aree al di fuori degli agglomerati, e porre un freno alla dispersione degli insediamenti. Ciò è nell'interesse dei cittadini, è previsto dalla legge sulla pianificazione del territorio e corrisponde alla strategia dello sviluppo sostenibile perseguita dal Consiglio federale. L'indennità dovuta ai proprietari dei terreni per il cambiamento della destinazione d'uso deve restare modesta ma, nel contempo, costituire un incentivo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La legge sulla pianificazione del territorio impone che siano dichiarate zone edificabili solamente le superfici già ampiamente costruite o che saranno presumibilmente necessarie e urbanizzate nei prossimi 15 anni. È vero che, in tutta la Svizzera, le zone edificabili occupano una superficie notevolmente maggiore di quella che sarà necessaria nei prossimi 15 anni. Da sole, le zone edificabili non ancora costruite coprono il fabbisogno di superficie di una popolazione di 2,5 milioni di persone. Per contro, gli scenari sull'evoluzione della popolazione elaborati dall'Ufficio federale di statistica prevedono una crescita massima di 0,5 milioni di persone entro il 2020; nello scenario denominato "Trend", che è quello che tiene meglio conto dell'evoluzione registrata finora, si ipotizza addirittura un incremento della popolazione di soli 0,15 milioni di persone. Alle zone edificabili non ancora costruite vanno aggiunte le notevoli riserve di utilizzazione disponibili nelle zone edificabili già costruite, come per esempio i potenziali di densificazione che derivano dall'applicazione delle disposizioni di utilizzazione ai piani di azzonamento e ai regolamenti edilizi comunali, le aree industriali dismesse, gli edifici e le installazioni militari, postali e ferroviarie non più utilizzate. Spesso le principali riserve di zone edificabili non si trovano là dove il fabbisogno è maggiore e dove sarebbe più opportuno per lo sviluppo degli insediamenti. Queste riserve di zone edificabili sono chiaramente in contraddizione con i principi, sanciti dalla Costituzione, di una parsimoniosa utilizzazione del suolo e di un ordinato insediamento del territorio, nonché con i principi dello sviluppo sostenibile, stabiliti dal Consiglio federale nella sua strategia per uno sviluppo sostenibile 2002.

Il Consiglio federale è consapevole della problematica del sovradimensionamento delle zone edificabili illustrata dagli autori della mozione. Nel quadro della revisione della legge sulla pianificazione del territorio prevista dal programma di legislatura 2003-2007 (FF 2004 986) dovrà essere individuata, anche in stretta collaborazione con i cantoni, una serie di orientamenti su come ridurre le zone edificabili sovradimensionate e dovranno essere valutati gli effetti a breve e a lungo termine che una tale riduzione ha in relazione ai tre principi dello sviluppo sostenibile. Dal punto di vista economico, si tratta di analizzare le ripercussioni sui prezzi dei terreni e delle costruzioni, sui costi infrastrutturali e sul prodotto interno lordo (PIL); dal punto di vista sociale, le ripercussioni riguardano i canoni di locazione e la costruzione di alloggi, mentre dal punto di vista ecologico si tratta di valutare le ripercussioni sull'uso del territorio e sul carico ambientale. Dovrà essere analizzata anche la questione della compensazione e di un eventuale indennizzo, e si dovrà studiare come poter trasferire altrove le zone edificabili oggi disponibili nei luoghi sbagliati.

Oggi non si può ancora stabilire in modo definitivo quali saranno gli approcci più adeguati per risolvere il problema. Per questa ragione, il Consiglio federale non ritiene opportuno fissarsi su un modo di procedere vincolante come quello proposto dalla mozione. Esso ritiene preferibile, negli accertamenti che stanno per iniziare, esaminare in modo approfondito approcci diversi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.