05.3168 · Interpellanza · 2005-03-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
La legge federale sull'energia nucleare (LENu) sottopone tutti gli impianti nucleari al referendum facoltativo, ad eccezione di quelli definiti dal Consiglio federale impianti con un "esiguo potenziale di pericolo". L'ordinanza sull'energia nucleare (OENu) fissa un valore limite per questi ultimi impianti. Greenpeace ha criticato tale valore, definendolo troppo alto ed errato dal punto di vista metodologico. Chiedo pertanto al Consiglio federale:
1. Il 10 dicembre 2004 ha dichiarato che con l'articolo 22 OENu si definiva in modo chiaro che la costruzione di grandi reattori sottostava all'obbligo di autorizzazione di massima. Su cosa si basava questa dichiarazione?
2. Il Collegio può fornire dati precisi sulla frequenza di incidenti dei reattori nucleari attualmente in commercio che potrebbero causare dosi di irradiazione superiori a 1 mSv a danno della popolazione e dell'ambiente?
3. Esso può fornire dati precisi sui parametri fissati per i sistemi della quarta generazione riguardo alla frequenza di incidenti e alla relativa dose di irradiazione, stabiliti nel quadro del Forum Generazione IV, organo in cui è rappresentata la Svizzera? Qual è la relazione tra questi parametri e i valori limite stabiliti per gli impianti con un "esiguo potenziale di pericolo"?
4. Cosa ne pensa il Consiglio federale del fatto che
a. il "potenziale di pericolo" di un impianto nucleare è determinato unicamente dall'entità dell'inventario dei materiali radioattivi?
b. la LENu non offre una base per introdurre un elemento probabilistico (frequenza di incidenti) per definire chiaramente il concetto di "esiguo potenziale di pericolo"?
5. Anch'esso è del parere che
a. nel caso dei reattori destinati alla ricerca e allo sviluppo, in cui la razione a catena si basa su una massa di materiale fissile, il cui mantenimento e la cui produzione richiedono regolarmente un grande inventario di materiali radioattivi, basti una piccola fuoriuscita per esporre la popolazione e l'ambiente a una dose di irradiazione superiore a 1 mSV?
b. di conseguenza, anche questo tipo di impianto nucleare non possa essere considerato un impianto con un "esiguo potenziale di pericolo"?
6. In virtù di quali basi tecniche e di quali valutazioni ufficiali il Consiglio federale ha fissato un valore limite per l'inventario di materiale radioattivo dei depositi intermedi e in strati geologici profondi di diecimila miliardi di volte superiore al limite d'esenzione?
Stellungnahme des Bundesrates
L'articolo 12 capoverso 2 della legge federale sull'energia nucleare (LENu) è formulato in modo aperto nel senso che non sono stati fissati i criteri per determinare "l'esiguo potenziale di pericolo". Il messaggio concernente la legge sull'energia nucleare commenta come segue questa disposizione: "Il capoverso 2 esonera gli impianti nucleari con esiguo potenziale di pericolo dall'obbligo di autorizzazione di massima. Questo esonero è eccezionalmente giustificato. In effetti, l'autorizzazione di massima è stata introdotta per tener conto della portata politica della costruzione di impianti nucleari con un grande potenziale di pericolo. Per altri impianti non vi è questo pericolo ...." (FF 2001 2452).
Quanto esposto dimostra che un impianto nucleare può essere considerato un impianto "con esiguo potenziale di pericolo" soltanto eccezionalmente. Per questo motivo, secondo l'interpretazione della legge e delle relative disposizioni esecutive, un reattore di potenza commerciale, quale ad esempio il reattore ad acqua pressurizzata europeo (EPR), è sottoposto automaticamente all'obbligo di autorizzazione di massima.
Con l'analisi degli incidenti secondo l'articolo 22 capoverso 1 dell'ordinanza sull'energia nucleare (OENu), sono esaminati tutti i possibili incidenti durante i quali potrebbe verificarsi una fuga totale o parziale di materiale radioattivo. Il potenziale di pericolo di un impianto nucleare è determinato dall'entità dell'inventario del materiale radioattivo (il potenziale di pericolo) e dalla qualità delle barriere tecniche per impedire fuoriuscite di sostanze radioattive all'esterno. Ciò vale sia per i reattori di potenza commerciali (impianti nucleari), sia per gli impianti utilizzati per la ricerca e lo sviluppo. Generalmente l'inventario del materiale radioattivo di questi ultimi reattori è molto più limitato rispetto agli impianti commerciali, motivo per cui in caso di incidente con conseguenze all'esterno dell'impianto, la dose di irradiazione risulta inferiore. Tuttavia, nel caso il potenziale di pericolo fosse equivalente a quello di un impianto commerciale, non è escluso che anche gli impianti di ricerca e di sviluppo vengano sottoposti all'obbligo di autorizzazione di massima.
Nel caso di rari incidenti, che tuttavia non possono mai essere esclusi completamente dal punto di vista fisico, è prassi limitare l'entità del pericolo attraverso un elemento probabilistico. Esempi di elementi probabilistici per la limitazione del potenziale di pericolo sono le frequenze di incidenti nucleari e di fuoriuscite di materiali radioattivi con cui operano le authority del nucleare a livello internazionale. L'articolo 12 capoverso 2 LENu lascia aperta la possibilità di ricorrere a un elemento probabilistico di questo genere.
Secondo le dichiarazioni dei produttori, i reattori attualmente sul mercato, come ad esempio l'impianto EPR, presentano un rischio d'incidente inferiore rispetto agli impianti oggi in funzione. Tuttavia, anche in un impianto EPR potrebbe verificarsi un incidente con una fuga all'esterno di una dose di irradiazione superiore a 1 mSv. Per quanto concerne i futuri reattori nucleari della generazione IV, sul mercato al più presto a partire dal 2030, non sono ancora noti i dati dettagliati riguardo alle possibili dosi di irradiazione che potrebbero fuoriuscire nel caso di un incidente. Gli organismi del settore internazionali hanno tuttavia formulato un criterio generale per i sistemi della generazione IV, secondo cui devono essere concepiti in modo tale da non rendere necessarie misure di protezione d'emergenza dall'esterno. In questo contesto va osservato che in Svizzera l'ordinanza concernente l'organizzazione di intervento in caso di aumento della radioattività (OROIR; RS 732.32) non prevede misure in caso di incidenti con una dose d'irradiazione inferiore a 1 mSv per persone non professionalmente esposte a radiazioni. Questo valore limite corrisponde inoltre all'articolo 37 dell'ordinanza sulla radioprotezione (RS 814.501).
Nel caso di un deposito geologico in profondità anche in condizioni disturbate non si dovrebbe mai verificare una dose di irradiazione annuale superiore a 1 mSv. In un deposito intermedio soltanto un'improbabile collisione di un aereo con conseguente incendio del cherosene potrebbe comportare una dose d'irradiazione superiore al limite suindicato. I depositi intermedi più grandi e i depositi geologici in profondità sottostanno all'obbligo di autorizzazione di massima per espressa volontà del legislatore. Per questo tipo di deposito sarebbe necessario definire all'articolo 22 capoverso 1 dell'ordinanza sull'energia nucleare un criterio supplementare che si riferisce all'inventario radioattivo del deposito e ai diversi livelli di tossicità dei radionuclidi depositati. Per questo motivo il limite è stato espresso in unità del limite d'esenzione LE, in virtù dell'ordinanza sulla radioprotezione. Secondo detto criterio un deposito intermedio come il deposito intermedio centrale della ZWILAG di Würenlingen o un deposito geologico in profondità come previsto nel progetto Wellenberg sottostanno all'obbligo di autorizzazione di massima.
Risposta del Consiglio federale.