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05.3188 · Postulato · 2005-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato:

- di stilare un elenco dei corsi di formazione professionale che non offrono agli apprendisti l'insegnamento di una seconda lingua;

- di valutare l'impatto della rinuncia all'obbligo di una seconda lingua sugli obiettivi di rivalorizzazione della formazione professionale, fissati per tutte le professioni, mediante l'istituzione del percorso tirocinio - maturità professionale - scuole universitarie professionali;

- di studiare l'opportunità di estendere l'insegnamento di una seconda lingua a tutti i corsi di formazione professionale per gli apprendisti che desiderano conseguire una maturità professionale;

- in caso di difficoltà di attuazione del provvedimento di cui sopra, di studiare la realizzazione sistematica di un'offerta di corsi opzionali di una seconda lingua per gli apprendisti, ad esempio in sostituzione dell'educazione fisica per coloro che sono membri attivi di un'associazione sportiva oppure offrendo questi corsi al termine della giornata, eventualmente sotto forma di corsi a blocco mensili.

Begründung

Avere conoscenze di base di una seconda lingua costituisce un vantaggio essenziale per l'inserimento nella vita professionale, a prescindere dal mestiere prescelto dai giovani in formazione. Queste conoscenze risultano preziose sia nei contatti con una clientela sempre più cosmopolita, sia per avere accesso alla documentazione tecnica sia per acquisire una mobilità professionale, sempre più necessaria per rispondere ai bisogni dinamici dell'economia. I programmi d'insegnamento della scuola dell'obbligo integrano già questa realtà, poiché tutti i corsi prevedono l'insegnamento di una seconda lingua indipendentemente dal tipo di scuola.

Questi elementi sono stati ampiamente discussi nell'ambito dell'avvio della nuova legge sulla formazione professionale e soltanto durante il terzo dibattito, il Consiglio nazionale ha rinunciato a introdurre l'obbligatorietà dell'insegnamento di una seconda lingua nei corsi di formazione professionale. Questa situazione pone tuttavia ostacoli considerevoli agli apprendisti di certe professioni che desiderano conseguire la maturità professionale.

Alcune formazioni professionali, per esempio il settore macelleria / panetteria, non prevedono la necessità di prolungare l'insegnamento di una seconda lingua nell'ambito dei corsi impartiti alle persone in formazione. Coloro che desiderano conseguire la maturità professionale, per accedere alla formazione professionale superiore, devono superare un esame d'ammissione in matematica e in due lingue diverse dalle madrelingua (per esempio tedesco e inglese per i romandi). Questa valutazione delle conoscenze linguistiche ha luogo dopo il conseguimento dell'attestato federale di capacità, che per molte professioni è la conclusione di un corso di tre o quattro anni privo di insegnamento delle lingue straniere.

Questo "frazionamento" dell'insegnamento linguistico rende di fatto difficile, se non impossibile, l'accesso a una classe di maturità professionale per la maggior parte degli apprendisti dei relativi corsi. E' molto raro che questi ultimi possano completare parallelamente le loro conoscenze in matematica e in due lingue in modo da raggiungere il livello richiesto per accedere ad una classe di maturità. L'unica possibilità è data quindi dall'anno preparatorio prima dell'esame d'ammissione. Tuttavia, questa soluzione resta fuori dalla portata economica di numerose famiglie di giovani professionisti.

Tenendo conto dello scarso numero di ore d'insegnamento a disposizione degli apprendisti che seguono la formazione in azienda, occorre esaminare soluzioni che si possano integrare nella giornata di lezioni settimanali e che evitino di accrescere le assenze degli apprendisti dalle aziende. Si potrebbe prevedere, ad esempio, l'insegnamento di una seconda lingua al posto dell'educazione fisica per coloro che sono membri attivi di associazioni sportive oppure l'offerta di tali corsi al termine della giornata, eventualmente sotto forma di corsi a blocco mensili.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

In seguito all'entrata in vigore della nuova legge sulla formazione professionale (LFPr) e della relativa ordinanza d'esecuzione (OFPr) nel 2004, oltre 200 professioni devono essere riviste nei prossimi cinque anni. I vecchi regolamenti di tirocinio sono sostituti dalle ordinanze sulla formazione professionale di base.

I tre partner della formazione professionale, ossia Confederazione, cantoni e associazioni professionali, partecipano a questo processo di riforma. Ogni formazione viene pertanto rielaborata in funzione delle nuove basi legali e delle crescenti esigenze del mondo del lavoro.

I dibattiti alle Camere sull'introduzione di una seconda lingua hanno sottolineato l'importanza delle competenze linguistiche nella vita professionale. Allo scopo di rafforzare le competenze linguistiche delle persone in formazione, il legislatore ha stabilito nella LFPr (articolo 15, capoverso 4) che l'insegnamento obbligatorio della seconda lingua deve essere disciplinato nelle ordinanze in materia di formazione. L'OFPr sancisce a sua volta che è previsto di regola l'insegnamento di una seconda lingua (articolo 12, capoverso 2). Lo scopo è di rafforzare le conoscenze di una seconda lingua da parte delle persone in formazione.

Durante i lavori di riforma, occorre esaminare per ogni professione se l'insegnamento di una seconda lingua è una componente delle qualificazioni specifiche della professione oppure della cultura generale. A seconda dell'esito, l'insegnamento di una seconda lingua viene inserito nel programma di formazione. I corsi di lingue non devono assolutamente essere a discapito dell'educazione fisica.

Le formazioni che non prevedono una seconda lingua devono costituire un'eccezione; le organizzazioni del mondo del lavoro che si esprimono contro una seconda lingua devono essere in grado di motivare questa decisione durante i lavori di revisione, soprattutto in base alle particolarità della professione.

In seguito alla riforma globale dei vecchi regolamenti concernenti il tirocinio e l'esame finale di tirocinio, la questione dell'insegnamento di una seconda lingua viene esaminata attentamente caso per caso. Non è quindi necessario stilare un elenco dei corsi di formazione professionale che non prevedono l'insegnamento di una seconda lingua, in quanto tutte le formazioni sono attualmente oggetto di riforma.

Occorre pure ricordare che le scuole professionali devono proporre corsi facoltativi di lingue (OFPr, articolo 20, capoverso 4). Detti corsi mirano allo sviluppo delle competenze linguistiche delle persone in formazione, a titolo individuale e facoltativo, a prescindere se esse intendono conseguire una maturità professionale o meno.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.