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05.3313 · Interpellanza · 2005-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il 23 febbraio 2005, un cittadino siriano curdo, Shiar Ahmad, la cui domanda d'asilo era stata respinta, è stato allontanato verso il suo Paese d'origine. All'aeroporto di Damasco è stato arrestato e posto in detenzione dalle autorità siriane. Il 14 aprile è stato liberato provvisoriamente. Stando alle indicazioni di conoscenti dell'interessato, egli sarebbe stato torturato durante la detenzione.

Il 17 marzo 2005, il consigliere federale Blocher ha affermato dinnanzi al Consiglio degli Stati che i richiedenti l'asilo respinti non riscontrano problemi dopo il rientro in patria. Vi sarebbe un solo caso di un rifugiato - il caso non è ancora interamente chiarito - che poco dopo il rimpatrio è stato arrestato e si trova attualmente in detenzione.

Il consigliere federale Blocher alludeva al caso del signor Van Tha in Birmania (cfr. mozione Vreni Müller-Hemmi 04.3489 e la sua interpellanza presentata in occasione della presente sessione).

Chiedo al Consiglio federale:

1. Come mai il 17 marzo scorso il consigliere federale Blocher non ha menzionato il caso del signor Ahmad, il quale si trovava in detenzione già da tre settimane e sulla cui situazione l'ambasciata di Svizzera e l'Ufficio federale della migrazione venivano regolarmente informati?

2. Il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia è a conoscenza del fatto che anche negli scorsi anni vi sono stati ripetuti casi di richiedenti l'asilo respinti, arrestati dopo il rientro in patria e che alcuni di essi hanno addirittura ottenuto ulteriormente asilo in Svizzera?

3. Come conciliare il punto 2 con quanto asserito regolarmente dal consigliere federale Blocher, ovvero che tutte le persone veramente perseguitate ottengono asilo in Svizzera?

4. Quanti casi sono stati osservati, negli ultimi anni, di richiedenti l'asilo respinti e arrestati una volta in patria? Quanto tempo è durata la loro reclusione? Quanti di loro hanno successivamente ottenuto asilo in Svizzera?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Non appena ha appreso dell'arresto del signor Ahmad, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha proceduto a pertinenti chiarimenti per il tramite della rappresentanza di Svizzera a Damasco. I primi risultati nonché una conferma ufficiale dell'arresto sono giunti all'UFM alla metà di marzo 2005. Poiché restavano altre questioni da chiarire, non vi era motivo di informare il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Al momento della precitata seduta del 17 marzo 2005 egli non era pertanto ancora a conoscenza dell'arresto del signor Ahmad.

2./4. Le autorità svizzere competenti in materia d'asilo sono al corrente del fatto che i richiedenti l'asilo respinti sono talvolta detenuti per breve tempo al momento dell'entrata nel Paese d'origine. Ciò è legato a interrogatori volti alla verifica dell'identità, oppure ad altri motivi non rilevanti dal profilo dell'asilo (ad esempio per multe non pagate, servizio militare non prestato, reati estranei a motivi politici). Una simile detenzione non è quindi di per sé rilevante dal profilo dell'asilo. Le autorità svizzere competenti in materia d'asilo chiariscono simili eventi non appena ne vengono a conoscenza ed intervengono, se del caso, in cooperazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il Consiglio federale rinvia in merito alle interpellanze Müller-Hemmi 05.3308 e Hubmann 05.3327 nonché alle relative risposte.

Le autorità competenti in materia d'asilo non tengono statistiche su casi come quelli evocati dall'autrice dell'interpellanza. Prendono tuttavia molto sul serio i casi da lei menzionati, se ne rammaricano e si impegnano a considerare nelle loro decisioni la possibilità di incarcerazioni rilevanti dal profilo dell'asilo dopo il ritorno in patria degli interessati.

3. Le autorità competenti in materia d'asilo chiariscono con la massima cura tutte le domande d'asilo. Se una persona richiedente l'asilo abbisogna di protezione, le è concesso l'asilo o l'ammissione provvisoria. Nel 2004, tale era il caso nel 34,2 per cento di tutte le decisioni emanate in prima istanza.

Le autorità preposte all'asilo si sforzano di impedire incarcerazioni in occasione dei rimpatri, come avvenuto nei casi di Stanley Van Tha e Shiar Ahmad. Tali casi rappresentano eventi deplorevoli. Va però rilevato che, sulla base delle conoscenze attuali e nonostante l'arresto di queste due persone da parte delle autorità dei loro Stati di provenienza, non vi sono indizi che facciano pensare a una valutazione errata delle loro domande d'asilo da parte delle competenti autorità svizzere.

Risposta del Consiglio federale.