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05.3492 · Mozione · 2005-09-21

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di avviare le misure seguenti:

1. Deve essere allestita una statistica esaustiva concernente le correlazioni tra la consegna di armi dell'esercito, nell'ambito e al di fuori del servizio militare, e il ricorso al suicidio e la perpetrazione di attività criminali.

2. La consegna di armi da fuoco militari durante i congedi e dopo il proscioglimento dagli obblighi di servizio viene sospesa fino all'allestimento della summenzionata statistica, che fungerà da base per il futuro maneggio delle armi dell'esercito.

Begründung

La "Neue Zürcher Zeitung" ha reso pubblico lo scorso mese di agosto ciò che molti già da tempo supponevano, vale a dire che armi dell'esercito consegnate a privati cittadini durante i congedi o dopo il proscioglimento dagli obblighi di servizio sono utilizzate per attività criminali. Un altro dato che suscita preoccupazione è costituito dal fatto che nei due cantoni menzionati dalla "Neue Zürcher Zeitung", in un lasso di tempo di quattro anni, il tasso di suicidi commessi con armi dell'esercito ammonta al 12 per cento del totale.

Nel 1994 e nel 2002 avevo invitato il Consiglio federale a rinunciare alla consegna di armi dell'esercito al di fuori dell'obbligo di prestare servizio. L'esecutivo ha respinto tale proposta. Un altro intervento, del 1991, auspicava una statistica che indicasse con quale frequenza e in quali circostanze le armi dell'esercito sono connesse con reati. L'allora capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha respinto la proposta, adducendo quale motivo la mancanza di mezzi finanziari per allestire la summenzionata statistica criminale.

Dal 1999 è in corso il progetto "Visione zero" dell'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni, che mira - in maniera dichiaratamente utopica - a ridurre a zero il numero di persone decedute a causa di incidenti stradali. Anche se difficilmente realizzabile, si tratta di un obiettivo degno di essere perseguito. Appare quindi incomprensibile l'ostinazione con cui un altro dipartimento rifiuta anche solo di sottoporre ad analisi le relazioni tra la consegna di armi dell'esercito e le attività criminose nonché i suicidi. Lo Stato ha il dovere di impedire tutte le morti evitabili, siano esse causate da incidenti stradali o da armi da fuoco. Tale principio è tanto più valido per l'esercito in considerazione del fatto che la rinuncia alla consegna delle armi ai militari in congedo o prosciolti dagli obblighi militari non comporterebbe alcun costo supplementare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il DDPS non tiene alcuna statistica concernente l'utilizzo abusivo delle armi personali al di fuori del servizio. Al momento attuale, non è nemmeno in grado di tenere una simile statistica: in primo luogo, poiché il perseguimento e il giudizio dei reati commessi con armi dell'esercito al di fuori del servizio sono di competenza dei cantoni. I dati di polizia sono raccolti in maniera decentralizzata, ciò che non solo rende difficile, ma praticamente impedisce l'accesso ai dati e una visione d'insieme. Secondariamente, manca una pertinente base legale.

Tuttavia, nell'ambito della revisione attualmente in corso della legge sulle armi http://www.bap.admin.ch/i/themen/index.htm, sarà creata la necessaria base giuridica formale per la costituzione di una banca dati centrale in seno all'Ufficio federale di polizia. Tale banca dati fornirà informazioni in merito alla revoca di autorizzazioni, il rifiuto di autorizzazioni e il sequestro di armi. Inoltre, sarà introdotta una disposizione allo scopo di facilitare lo scambio di informazioni tra autorità civili e militari in merito agli abusi in materia di armi. Sarà così possibile accedere ai dati concernenti tali abusi, nonché raccogliere e valutare tali dati in maniera centralizzata. Per assicurare l'allestimento di una statistica veramente significativa, oltre alle basi legali dovrebbero essere chiariti ulteriori punti, ad esempio quali reati andrebbero classificati come abuso di armi (reati commessi intenzionalmente, incidenti, furti di armi, ecc.). Il Consiglio federale è convinto che con questo modo di procedere sarebbero soddisfatte le condizioni necessarie all'allestimento della statistica ancora mancante in materia di abusi di armi dell'esercito.

Inoltre, basandosi sui procedimenti penali militari, il DDPS è già in grado di fornire dati statistici concernenti i delitti (solitamente incidenti) e i suicidi perpetrati e commessi con armi dell'esercito nell'ambito del servizio militare.

2. Per principio, i militari custodiscono al domicilio il loro equipaggiamento personale. Le relative regolamentazioni figurano in particolare nell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (OEPM; RS 514.10). La custodia dell'equipaggiamento al domicilio corrisponde a un'esigenza militare. Ciò evita, in caso di minaccia reale, di dover ancora equipaggiare prima del loro impiego i militari pronti ad entrare in servizio. Inoltre, se l'arma non fosse più custodita al domicilio, l'adempimento del tiro obbligatorio fuori del servizio sarebbe difficilmente realizzabile.

In caso di proscioglimento dagli obblighi militari, l'arma personale è ceduta in proprietà ai militari conformemente agli articoli 11 e 12 OEPM solo se sono soddisfatte le pertinenti condizioni. Pertanto - sempre che soddisfino le condizioni - essi dispongono di un diritto legale alla consegna dell'arma. Queste armi sono utilizzate perlopiù nell'ambito del tiro fuori dal servizio o del tiro sportivo, oppure diventano parte di una collezione di armi. Esse sottostanno alle disposizioni del diritto civile in materia di armi, dal momento che - dopo la consegna - appartengono alla categoria delle armi private.

Per il Consiglio federale è particolarmente importante che si possano impedire, in caso di necessità, gli abusi di armi in ambito civile e militare. In ambito militare, quale misura preventiva, vi è la possibilità che l'arma sia ritirata in via cautelativa o depositata all'arsenale, se vi sono segni concreti che un militare possa mettere in pericolo se stesso o terzi con l'arma, oppure se vi sono segni di un altro possibile abuso (art. 7 OEPM). Il Consiglio federale non ritiene pertanto che al momento attuale vi sia ragione di modificare le regolamentazioni summenzionate.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.