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05.3496 · Mozione · 2005-09-26

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Nell'ambito delle competenze che il Parlamento gli accorderà ben presto il Consiglio federale è invitato ad aumentare ulteriormente ed in maniera sensibile l'imposta sul tabacco, armonizzandola con i prezzi dell'Unione europea. Oltre alle sigarette, devono essere imposti anche il tabacco trinciato ed eventualmente la carta da sigarette.

Begründung

La Svizzera è un grande consumatore di sigarette. Nel nostro Paese esse sono il bene di consumo più facilmente accessibile. Il 33 per cento delle persone tra i 15 e i 74 anni fuma, l'85 per cento delle quali tutti i giorni. Negli ultimi anni è stato registrato un drammatico aumento del consumo di sigarette presso i giovani, soprattutto tra le donne.

Un fumatore su due muore a causa del consumo di tabacco. Il 14 per cento di tutti i decessi in Svizzera è riconducibile al tabagismo. Ogni anno i costi diretti e indiretti ascrivibili al tabacco ascendono a circa 5 miliardi di franchi. Ciò corrisponde a quasi 700 franchi per ogni cittadino elvetico.

Un aumento sostanziale dei prezzi del tabacco, attualmente molto vantaggiosi, rappresenta il provvedimento più efficace per ridurre il consumo. Nel contempo esso alimenterà il fondo per la prevenzione del tabagismo e rafforzerà la nostra assistenza sociale.

I giovani sono più sensibili agli aumenti di prezzo in quanto sono meno dipendenti dalla nicotina e dispongono di mezzi finanziari più limitati rispetto agli adulti. Una diminuzione del consumo di sigarette significa anche una riduzione del consumo di hashish e probabilmente meno problemi di droga.

L'Università di Losanna ha calcolato che un aumento del 10 per cento del prezzo comporterebbe una diminuzione della domanda del 3,6 a 4,8 per cento. Le categorie socialmente più deboli reagiscono in maniera più sensibile alle variazioni dei prezzi. Proprio per loro il vantaggio in termini di salute è particolarmente elevato.

Fissando un prezzo minimo adeguato si eviterebbe che gli offerenti di prodotti a prezzi bassi impieghino le sigarette come richiamo per gli acquirenti. Un ulteriore argomento a favore di un rapido rincaro è l'armonizzazione con l'UE. Il confronto internazionale dell'onere fiscale nonché la quota del prezzo di vendita destinata all'industria e al commercio consentono di aumentare senza problemi l'imposizione. L'estensione di tali provvedimenti al tabacco trinciato renderà inoltre più difficili i meccanismi di elusione fiscale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dal messaggio relativo alla modifica della legge federale sull'imposizione del tabacco (RS 641.31) del 20 febbraio 2002 (FF 2002 2453) emerge che il Consiglio federale intende senza dubbio proseguire la propria politica in materia di imposizione del tabacco. Anche in futuro esso cercherà di ottenere i maggiori introiti possibili. Oltre al rendimento, occorre tener conto anche degli aspetti economici e di politica sanitaria. Grazie ad una moderata politica fiscale il Consiglio federale tenterà quindi di evitare collassi e diminuzioni delle entrate per quanto concerne le vendite nelle zone di confine e ai turisti nonché l'insorgere di mercati neri e contrabbando organizzato. Tale posizione rimane invariata.

Il Consiglio federale è costantemente informato in merito alla situazione dei prezzi nell'UE e soprattutto nei Paesi limitrofi. Attualmente un pacchetto della marca di sigarette maggiormente venduta nel nostro Paese costa in Italia e in Austria ben 20 centesimi in meno che in Svizzera.

Il Consiglio federale proporrà il prossimo aumento dell'imposta al momento e nella misura adeguati per realizzare i maggiori introiti possibili.

L'obiettivo del Consiglio federale è di avvicinare l'onere fiscale svizzero sul tabacco (attualmente pari al 54,7 per cento del prezzo di vendita al dettaglio) al livello minimo dell'UE (57 per cento). Confronta a tal proposito il programma nazionale per la prevenzione del tabagismo 2001-2005. Un'armonizzazione con i prezzi delle sigarette dell'UE non è possibile in quanto anche a livello europeo essi non sono uniformi, alcuni Stati impongono dei prezzi minimi e i fabbricanti nonché i commercianti decidono autonomamente tali prezzi.

Nel suo messaggio relativo alla modifica della legge federale sull'imposizione del tabacco (cifra 1.2.2) il Consiglio federale si è ampiamente espresso in merito alle ripercussioni sulle vendite e sul consumo di sigarette dei sensibili (ovvero massicci) aumenti dell'imposta. Esso non condivide il parere secondo il quale notevoli aumenti condurrebbero inevitabilmente ad una chiara diminuzione del consumo, generando contemporaneamente maggiori entrate. Il migliore esempio è fornito dalla Germania: da due netti aumenti dell'imposta nel 2004 ci si aspettavano introiti supplementari dell'ordine di 1,5 miliardi di euro mentre le entrate sono state di 0,5 miliardi di euro inferiori rispetto a quelle dell'anno precedente. Secondo le stime del "Zollkriminalamt" tedesco tale risultato è essenzialmente riconducibile al drammatico aumento del contrabbando di sigarette.

A causa della diminuzione delle vendite ad esso collegata, un aumento sostanziale dei prezzi non fornirebbe mezzi supplementari al fondo per la prevenzione del tabagismo. In realtà, avviene esattamente l'opposto in quanto l'imposta viene riscossa sulle sigarette vendute in Svizzera e non dipende dall'ammontare dell'imposta sul tabacco.

L'aumento dell'imposta sul tabacco, e il conseguente rincaro, rappresenta tuttavia una misura che contribuisce a ridurre il consumo, in particolare tra i giovani.

Del resto, nel secondo semestre del 2006 il Consiglio federale prevede di approvare un messaggio relativo alla modifica della legge federale sull'imposta sul tabacco, che intende tra l'altro rendere compatibile con l'UE la struttura fiscale di tutti i tabacchi manufatti diversi dalle sigarette e di avvicinare il loro onere fiscale all'aliquota minima europea. Inoltre, si dovrà sopprimere l'imposizione della carta da sigarette e al contrario aumentare massicciamente l'onere sul tabacco trinciato a taglio fino che serve per arrotolare sigarette. Si sta attualmente chiarendo se è possibile introdurre un prezzo minimo per le sigarette, in particolare per quanto concerne la costituzionalità di un simile provvedimento.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.