05.3607 · Mozione · 2005-10-06
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare al Parlamento un progetto di revisione dell'ordinanza concernente la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati (RS 172.121.1) che preveda l'adeguamento verso il basso dell'importo delle pensioni e, in generale, l'aumento dei requisiti necessari per il diritto alla pensione.
Begründung
Il finanziamento incerto delle opere sociali ha provocato grosse insicurezze nella popolazione. Le discussioni in corso sulle maggiori garanzie degli impiegati federali nei confronti dell'impiegato medio rendono ancora più precaria una situazione già tesa. Mentre aumenta sensibilmente la preoccupazione della popolazione per la propria previdenza per la vecchiaia, il Consiglio federale resta muto sulla questione dell'adeguamento delle pensioni dei suoi membri. La mancanza di trasparenza sulla rinuncia dell'ex consigliera federale Metzler non ha contribuito ad aumentare la comprensione della popolazione. Diventa quindi ancora più importante lanciare un segnale.
Nel suo parere alla mozione 03.3384 il Consiglio federale ribadisce l'opinione secondo cui "la vigente regolamentazione delle prestazioni .... è una condizione necessaria per tutelare l'indipendenza delle autorità ai vertici del potere politico del Paese". Sebbene l'autore della mozione condivida in linea di principio queste considerazioni di politica istituzionale, attualmente esse devono essere rimesse in discussione. In considerazione della situazione attuale delle opere sociali, anche una pensione inferiore continua a garantire l'indipendenza dei magistrati. Nella sua risposta alla mozione 00.3147 il Consiglio federale ha inoltre dichiarato che la questione dell'adeguamento dell'ordinamento delle pensioni per i magistrati dovrà essere analizzata nell'ambito di una valutazione globale delle "circostanze sociali, economiche e politiche".
Nel suo parere alla mozione 03.3384, il Consiglio federale ha tuttavia dichiarato inopportuno modificare l'ordinamento delle pensioni dei magistrati rinviando alla riforma del governo allora in corso. Poiché questa riforma è stata sospesa fino a nuovo avviso e dato che è stato lo stesso Consiglio federale ad avviare il dibattito sulle pensioni per ragioni di ordine sociale ed economico, esso ammetterà sicuramente che è necessario intervenire. L'attuale dibattito sulle pensioni consentirà inoltre al Consiglio federale di non dover effettuare in modo isolato la verifica dell'ordinanza concernente la retribuzione e la previdenza professionale dei magistrati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Con l'attuale mozione l'autore rinnova la richiesta da esso già presentata nel 2003. Le ragioni che hanno indotto il Consiglio federale a respingere mozioni dello stesso tenore, precedentemente presentate dallo stesso autore, non sono cambiate. Per ragioni di politica istituzionale, i vertici del potere esecutivo e giurisdizionale dello Stato devono potere esercitare le loro funzioni in assoluta indipendenza. Esso mantiene quindi l'opinione, più volte espressa, secondo cui l'assunzione e l'esercizio di una funzione da parte di un magistrato dovrebbe essere indipendente da considerazioni di ordine finanziario o inerenti alla legislazione sulle assicurazioni sociali.
Nell'ottobre dell'anno scorso e nella primavera del 2006 la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) non ha dato seguito agli interventi della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale concernenti la riforma del vigente ordinamento delle pensioni per i magistrati.
Nell'agosto del 2006 la CIP-S ha inoltre espressamente rinunciato a trasferire i membri del Tribunale federale nella previdenza professionale ordinaria di Publica e a collegare il progetto alla revisione totale della legge sulla CPC. Senza opporsi in linea di principio a un nuovo ordinamento delle pensioni per i magistrati, il Tribunale federale ritiene che in considerazione della parità costituzionale fra Tribunale federale e Consiglio federale il trattamento differenziato dei propri membri e di quelli del Consiglio federale nel campo della previdenza professionale non sia giustificabile né sul piano della politica istituzionale né sul piano giuridico.
Per questi motivi la mozione, che chiede sostanzialmente di ridurre l'importo delle pensioni e aumentare i requisiti per il diritto alla pensione, non può essere approvata.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.