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05.3636 · Mozione · 2005-10-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a modificare come segue le basi legali e la prassi in materia di aiuto al ritorno:

- occorre creare le condizioni necessarie per un sopralluogo nella regione in cui le persone interessate sono tenute a rientrare, qualora tale possibilità migliori le condizioni di ritorno;

- l'aiuto al ritorno non deve limitarsi a un appoggio materiale o finanziario, bensì comprendere un accompagnamento sul posto di tutti gli ex richiedenti l'asilo;

- i richiedenti l'asilo devono beneficiare sistematicamente di un'informazione inerente agli uffici d'integrazione sul posto.

Begründung

Nell'estate 2005 ho effettuato un viaggio in Bosnia e Erzegovina e ho avuto modo di constatare de visu le difficoltà incontrate dalle persone che hanno dovuto lasciare questo Paese.

Queste persone tornano spesso dopo lunghi anni di assenza e devono imparare a cavarsela in una realtà che non conoscono più. Inoltre, nonostante la guerra sia finita, la situazione è sovente ancora critica: mancanza di infrastrutture economiche e politiche, cambiamento della popolazione nei villaggi, mancanza di beni materiali, di accesso alle cure, di scuole ecc. Senza parlare delle sindromi post-traumaticche risvegliate dal ritorno sui luoghi nei quali si sono vissuti eventi terribili. Secondo il dott. Begic, direttore del centro sanitario di Tuzla da noi visitato, a dieci anni dalla guerra in Bosnia e Erzegovina il 40 per cento della popolazione soffre ancora di sindrome post-traumatica.

Inoltre, l'assenza di lavoro (40 per cento di disoccupazione ufficiale, 62 per cento di disoccupazione effettiva secondo Rudolf Schoch, capomissione della DSC a Sarajevo) spesso non consente alle persone interessate di sovvenire ai bisogni elementari delle loro famiglie, che vivono sovente della misera rendita di un parente anziano (meno di 200 franchi al mese).

Ultima delle numerose difficoltà cui sono confrontati i richiedenti l'asilo che rientrano in Bosnia e Erzegovina : i criminali di guerra sono tuttora in libertà. Ora, secondo il dott. Begic, non è possibile iniziare un trattamento efficace se non è stata determinata e rimossa la causa del male.

Durante il nostro viaggio abbiamo avuto modo di constatare che l'aiuto al ritorno attualmente offerto non basta e non offre reali prospettive. Occorre pertanto aumentare la partecipazione finanziaria della Svizzera in tal senso. Tuttavia, affinché il denaro sia utilizzato per quanto possibile efficacemente, dovrebbe essere creata la possibilità di un sopralluogo che consenta alle persone desiderose di tornare nel loro Paese di recarsi sul luogo e rendersi conto di quanto abbisognano per ricostruirvi la loro esistenza. Un siffatto sopralluogo dovrebbe parimenti consentire di fare i primi passi amministrativi in vista di ottenere i documenti indispensabili per la ricerca di un impiego. Vi è il rischio altrimenti che le persone interessate perdano parecchio tempo (e denaro) per l'ottenimento di questi documenti obbligatori.

Il denaro da solo non basta. È fondamentale che queste persone godano di un accompagnamento sul luogo da parte di persone che conoscono le infrastrutture del Paese e sono in grado di offrire anche un sostegno psicologico. Occorre pertanto che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) informi i richiedenti l'asilo sulle prestazioni che l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) può offrire loro al momento del ritorno. Molte persone che tornano al loro Paese non sanno nemmeno dove tali strutture si trovano.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il promovimento del ritorno volontario delle persone richiedenti l'asilo tenute a lasciare la Svizzera figura tra le priorità del Consiglio federale. L'aiuto al ritorno è uno strumento che ha dato buone prove. Esso è costantemente adeguato alle circostanze in mutazione e costituisce un'alternativa all'esecuzione coatta dell'allontanamento.

Con l'appoggio dell'aiuto al ritorno, negli scorsi dieci anni si è assistito al ritorno volontario nel Paese d'origine di qualcosa come 60 000 persone, di cui 10 000 nel contesto del programma di aiuto al ritorno svolto negli anni 1996-1998 per la Bosnia e Erzegovina. Nel contempo è stata appoggiata la ricostruzione delle infrastrutture locali.

Attualmente è in fase di attuazione la strategia Balcani 2003-2006 per Serbia e Montenegro, compresi il Kosovo e la Bosnia e Erzegovina. Tale strategia comprende il promovimento del ritorno volontario di persone vulnerabili nonché la realizzazione di progetti di aiuto strutturale.

Il legislatore non prevede viaggi di perlustrazione nel Paese d'origine come quelli proposti dalla mozione, in quanto il senso e lo scopo della procedura di allontanamento è proprio quello di esaminare da vicino le eventuali minacce cui i richiedenti l'asilo potrebbero essere esposti nel Paese d'origine. Se è constatata una tale minaccia, la persona interessata ottiene l'asilo o l'ammissione provvisoria. Una persona la cui domanda d'asilo è respinta e che è tenuta a lasciare la Svizzera non possiede più, dal profilo giuridico, un titolo di soggiorno che le consentirebbe di tornare in Svizzera al termine di un viaggio di perlustrazione.

Le persone tenute a lasciare la Svizzera possono preparare la loro partenza avvalendosi di un aiuto professionale da parte degli appositi servizi di consulenza nel contesto di colloqui personali. In tal modo, la situazione cui saranno confrontati al ritorno nel Paese d'origine è presa in considerazione unitamente alla loro situazione personale. In questo contesto è inoltre rafforzata la responsabilità delle persone interessate e sono individuate possibili soluzioni. La rete mondiale degli uffici dell'Organizzazione mondiale per le migrazioni (OIM) è a disposizione per la ricerca personale e mirata delle informazioni. Tali uffici possono, in casi singoli, effettuare chiarimenti circostanziati sul posto. Le persone tenute a lasciare la Svizzera sono informate di conseguenza, sia prima della partenza che una volta rientrate nel loro Paese.

Il Consiglio federale ritiene adeguate e sufficienti le attuali misure di promovimento del ritorno.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.