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05.3641 · Mozione · 2005-10-06

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di condurre una vasta campagna di divulgazione e informazione destinata ai lavoratori che all'interno di imprese svizzere potrebbero essere venuti a contatto con l'amianto. Dovranno essere previste le misure seguenti:

1. invio di una lettera personale contenente informazioni e indirizzi di contatto ai lavoratori figuranti su una lista, stilata in collaborazione con le associazioni professionali e le imprese, contenente, nei limiti del possibile, i nomi delle persone che potrebbero essere venute a contatto con l'amianto nell'ambito della loro professione;

2. distribuzione di opuscoli in tutte le imprese interessate dei settori in cui il rischio di esposizione all'amianto è particolarmente elevato (soprattutto nel settore secondario) e pubblicazione di annunci nelle riviste specializzate, nei media convenzionali e sui posti di lavoro;

3. elaborazione delle basi di una campagna mirata a informare adeguatamente, in collaborazione con le associazioni professionali e i governi esteri, i lavoratori dei principali Paesi stranieri nei quali le imprese svizzere hanno reclutato lavoratori edili che potrebbero essere rientrati in patria (in particolare Italia, Spagna, Portogallo ed ex-Jugoslavia).

Begründung

A tutt'oggi regna una grande incertezza tra la popolazione riguardo ai potenziali pericoli dell'amianto e alla dimensione del problema. In Svizzera la situazione non può essere affatto considerata sotto controllo. I casi di malattia che si manifestano oggi sono la conseguenza di contatti con l'amianto risalenti al periodo tra gli anni 1960 e gli anni 1980. L'impiego dell'amianto, invece, è proibito in Svizzera solo dal 1990. Se ne deduce che il numero delle vittime aumenterà fortemente nel corso dei prossimi anni. Già oggi si contano in Svizzera 200 decessi in relazione con l'amianto.

La scarsità di informazioni colpisce soprattutto i lavoratori stranieri. In caso di malattia nulla permette loro di stabilire un legame tra i sintomi ed un eventuale precedente contatto con l'amianto.

Poiché molti stranieri ritornati in patria hanno lavorato in Svizzera o per imprese svizzere all'estero, è compito del Consiglio federale fare ingenti sforzi per informare queste persone, nel limite del possibile, in modo efficace e completo. Le difficoltà incontrate dai lavoratori stranieri nel comprendere la natura e l'origine della loro malattia sono bene illustrate dalla vicenda degli ex impiegati della Eternit. Tra il 2001 e il 2003 si sono volute stilare liste con i nomi delle persone esposte all'amianto: per riuscirci ci sono infine voluti due anni e una decisione del Tribunale federale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ritiene molto importante che si informino le persone potenzialmente venute a contatto con fibre di amianto. Non può tuttavia sostenere la mozione, poiché oggi i potenziali interessati possono essere raggiunti attraverso altri canali e in modo più mirato.

1. Il 14 giugno 2005, in occasione del dibattito del Consiglio degli Stati in merito all'interpellanza Brunner Christiane (04.3726, Giustizia per le vittime dell'amianto), l'autrice dell'intervento aveva avanzato ulteriori richieste al Consiglio federale. Tra le altre cose chiedeva che si stilasse una lista di persone che in passato erano state esposte all'amianto. Questa richiesta è ripetuta nella presente mozione. Il Consiglio federale ritiene che l'elaborazione di una tale lista e l'invio di una lettera ad una cerchia di interessati pressoché impossibile da definire non siano il metodo adatto per raggiungere lo scopo. Nell'ambito delle misure di prevenzione di medicina del lavoro, l'INSAI registra, informa e, se del caso, risarcisce già oggi le persone che, secondo le informazioni di cui dispone, sono venute a contatto in una certa misura con l'amianto.

2. Come già dichiarato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Teuscher (04.3744, Protezione insufficiente dall'amianto), negli ultimi anni le autorità hanno notevolmente potenziato i propri sforzi in materia di amianto. Nell'autunno del 2002 è stato fondato il gruppo di coordinamento Forum amianto Svizzera (FACH), che ha l'obiettivo di favorire lo scambio di esperienze, fare in comune bilanci su questioni importanti relative all'amianto e coordinare i provvedimenti. Nel 2003 l'INSAI, in aggiunta alle informazioni specialistiche già disponibili, ha invitato con un bollettino informativo i medici svizzeri a prestare maggiore attenzione alle diagnosi legate all'amianto. Nel 2004 ha pubblicato l'opuscolo "Amianto: come riconoscerlo e intervenire correttamente", messo gratuitamente a disposizione delle imprese affiliate tramite la rivista per i clienti e su Internet e distribuito direttamente ai lavoratori in collaborazione con il sindacato Unia. La richiesta della mozione è pertanto realizzata.

3. Tutte le imprese affiliate in Svizzera all'INSAI sono state invitate dall'istituto a comunicare gli indirizzi esteri delle persone che intendono rientrare in patria. A queste viene consegnata una lettera in cui si chiede loro di informare l'INSAI di eventuali cambiamenti d'indirizzo e le si informa della possibilità di farsi visitare in futuro anche nel Paese di origine a spese dell'INSAI. A scadenze regolari vengono inoltre invitate per iscritto a sottoporsi ad un esame medico.

Poiché in molti casi i cambiamenti d'indirizzo non vengono comunicati, l'INSAI oltre all'appello individuale agli interessati ha intrapreso ulteriori sforzi. Nel febbraio del 2003 ha stabilito con l'Istituto nazionale italiano per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro un accordo secondo cui quest'organo informerà dettagliatamente dell'eventuale diritto a prestazioni dell'INSAI tutte le persone che potrebbero essere vittime di malattie legate all'amianto. A fine 2005/inizio 2006 l'INSAI organizzerà in Ticino un incontro informativo rivolto ai rappresentanti delle organizzazioni mediche e dei sindacati italiani e ad altre persone idonee a diffondere le informazioni in Italia. Il Consiglio federale è disposto a valutare se e in che misura sia necessario intraprendere sforzi analoghi per le persone provenienti da altri Paesi.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.