05.3655 · Interpellanza · 2005-10-06
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. È a conoscenza del fatto che l'INSAI nella maggior parte di casi di distorsione cervicale o lesione traumatica del rachide cervicale (traumatismo cervicale di contraccolpo) non fornisce più prestazioni, al contrario di quanto succedeva prima?
2. Corrisponde a verità che i medici di circondario dell'INSAI sono stati incaricati, con un comunicato interno, di riconoscere come conseguenza di un incidente solo lesioni strutturali, cioè quelle radiograficamente dimostrabili?
3. Come giudica questa modifica della prassi?
4. La ritiene compatibile con la legge e con la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), in particolare con la decisione di fondo del 1991?
5. Per i casi di traumatismo cervicale di contraccolpo, a quanto ammonta il volume delle prestazioni dell'INSAI, e come si sono sviluppati la quantità dei casi e il volume delle prestazioni negli ultimi anni?
6. A quanto ammontano i costi trasferiti dall'INSAI ad altre assicurazioni sociali a seguito di questa modifica della prassi, in particolare per quel che riguarda gli assicuratori delle casse malati?
7. Quali misure devono essere prese affinché in questo settore sia possibile indurre un vero risparmio e non un mero trasferimento dei costi?
Begründung
A quanto pare negli ultimi tempi sono sempre più frequenti i casi in cui l'INSAI rifiuta di fornire prestazioni a vittime di incidenti affetti da una distorsione cervicale (traumatismo cervicale di contraccolpo). Sembra che questa nuova prassi si basi su un comunicato della direzione dell'INSAI indirizzato ai medici di circondario, nel quale questi venivano invitati a riconoscere come conseguenza di un incidente solo lesioni strutturali, cioè solo quelle radiograficamente dimostrabili. Altri reperti clinicamente accertabili come una contrazione dei muscoli non vengono più classificati come somatici, bensì come dovuti a cause psichiche.
Tale prassi contravviene alla base legale nel modo in cui viene interpretata dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA). Quest'ultimo, infatti, in una decisione di fondo del 1991, determina che i disturbi tipici di un traumatismo cervicale di contraccolpo (capogiri, emicranie, mancanza di concentrazione, nausea, rapido affaticamento, depressione, cambiamento di personalità) non possono essere ritenuti meramente soggettivi, anche se non sono radiograficamente dimostrabili. Il TFA ritiene possibile che la gamma di disturbi tipica del traumatismo cervicale di contraccolpo possa essere causata da lesioni microscopiche della colonna vertebrale cervicale. Sempre secondo il TFA, decisivo per fornire prestazioni è che i disturbi abbiano causato una dimostrata incapacità di guadagno.
Per questa ragione è sicuramente positivo che l'INSAI proceda agli accertamenti ed alle misure necessarie ad impedire raggiri al fine di ricevere prestazioni adducendo disturbi fittizi da traumatismo cervicale di contraccolpo. Un esame più severo dei singoli casi non giustifica tuttavia una generale modifica della prassi a tutto svantaggio di persone che soffrono realmente delle conseguenze di un tale trauma. Le decisioni negative dell'INSAI potrebbero tra l'altro causare soprattutto un trasferimento dei costi ad altre assicurazioni sociali, in particolare alle casse malattia. Non è accettabile che un assicuratore possa ridurre i propri costi a svantaggio di un altro modificando una prassi di propria iniziativa. Se i criteri per un traumatismo cervicale di contraccolpo sono soddisfatti, l'INSAI deve pagare, ma se non lo sono neanche un altro assicuratore deve doversi addossare queste spese.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo i dati in possesso del Consiglio federale, l'INSAI non ha modificato la prassi. Se si consulta la statistica delle sentenze del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA), si constata che l'INSAI nel decidere si attiene alla relativa giurisprudenza. Nel 2005 (fino alla fine di settembre), l'obbligo di prestazione dopo un'alterazione alla colonna vertebrale cervicale (distorsione cervicale) in 42 casi su 267 è stato oggetto di decisioni del TFA. In 39 casi la decisione ha confermato la valutazione dell'INSAI. In quasi la metà dei casi è stata constatata una predominante sovrapposizione psichica, ed il TFA ha deciso in base ai criteri del danno alla salute psichica. Nella gran parte dei casi (13) è stato constatato che non sussisteva il tipico quadro clinico. Solo in tre casi la valutazione dell'INSAI è stata corretta dal TFA.
2. I medici non hanno ricevuto alcun comunicato interno che imponeva loro di riconoscere solo lesioni strutturali radiograficamente dimostrabili. I medici dell'INSAI sono liberi di valutare come tutti gli altri medici e sottostanno solo agli obblighi imposti dalle conoscenze mediche e dall'etica professionale.
3./4. Secondo quanto dichiarato finora, l'INSAI non ha apportato nessun cambiamento alla prassi.
5. Il numero di casi di distorsione cervicale è notevolmente aumentato a partire dal 1998. Nel 2002 l'INSAI ha registrato circa 13 000 casi di questo tipo: nel 1997 erano 8000. Dal 2003 il numero dei casi notificati sta diminuendo. Il numero dei rifiuti, invece, è rimasto nel complesso costante.
Anche i costi dovuti a distorsione cervicale sono aumentati in relazione all'aumento del numero di casi. Dal 1990 i costi e le prestazioni dell'INSAI per i casi di distorsione cervicale sono più che quadruplicati e dal 2002 hanno raggiunto quasi i 300 milioni di franchi.
6./7. Come detto, non c'è stata alcuna modifica nella prassi. Il fatto che i costi si siano stabilizzati negli ultimi tempi non è dovuto ad un loro trasferimento ad altre assicurazioni sociali, bensì agli effetti imputabili al New Case Management (NCM). Un terzo dei casi di NCM riguarda pur sempre pazienti in cura per traumatismo cervicale di contraccolpo. Secondo la prassi dell'INSAI, la diagnosi della distorsione cervicale rappresenta un criterio per classificare i pazienti nella categoria dei casi complicati che hanno bisogno di un'assistenza speciale.
Risposta del Consiglio federale.