05.3748 · Interpellanza · 2005-12-01
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
In varie occasioni è diventato di dominio pubblico che in Svizzera hanno fatto scalo aerei di cui non si sa la provienenza e nei quali si sarebbero trovati prigionieri accusati di essere membri di Al-Qaeda per essere trasportati da un luogo di partenza sconosciuto ad una destinazione sconosciuta. Uno di questi casi di marzo 2005 sarebbe documentato e l'aeroporto in questione sarebbe Ginevra. Si ritiene che i detenuti siano stati portati in Paesi in cui sarebbe stato possibile torturarli per estorcere loro confessioni. In tale contesto si pongono le domande seguenti:
1. Quali sono le informazioni in possesso del Consiglio federale su scali di aerei con prigionieri accusati di essere membri di Al-Qaeda? La Svizzera è stata informata da terzi su questi scali? Le autorità svizzere hanno intrapreso passi diplomatici e, in caso di risposta affermativa, presso chi e con quale tenore?
2. Il Consiglio federale come impedisce che vengano svolte sul territorio svizzero trattative che vengono definite "misure di lotta contro il terrorismo" e che violano i chiari principi costituzionali di questo Paese e quelli di diritto internazionale?
3. La Svizzera ha permesso l'atterraggio in aeroporti nazionali per trasporti di detenuti il cui trattamento conforme ai diritti costituzionali e al diritto internazionale non sembra minimamente garantito? Quali condizioni devono essere adempiute al fine di permettere uno scalo? Quali, invece, per quel che riguarda i diritti di sorvolo?
4. Corrisponde al vero che la direzione aeroportuale deve essere informata su ogni scalo? In caso di atterraggio o scalo, di quali dati deve disporre la direzione aeroportuale per quel che riguarda la provenienza, la destinazione, l'ente proprietario e i passeggeri dell'aereo? Come è possibile che un aereo bianco possa far scalo, se non se ne conosce la provenienza? In quali casi devono essere informate le autorità federali, conformemente alle indicazioni della Confederazione?
5. In che modo le autorità federali responsabili impediscono che le ditte private acquisiscano diritti di atterrare per evidenti scopi militari e di spionaggio? Oppure le autorità federali responsabili agiscono secondo il detto "occhio non vede, cuore non duole"?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è a conoscenza di quattro atterraggi intermedi di aerei non di linea i cui numeri di immatricolazione sono stati resi noti nella stampa. Secondo le indagini, questi aerei hanno fatto scalo tra il 24 dicembre 2003 ed il 15 aprile 2004 all'aeroporto di Ginevra Cointrin. Finora il Consiglio federale non ha alcuna prova dell'eventuale trasporto di prigionieri sospettati di essere membri di Al-Qaeda. Invece, ha potuto raccogliere informazioni sullo scalo grazie ai numeri di immatricolazione degli aerei e alle relative indagini dell'Ufficio federale dell'aviazione civile e di Skyguide. Non appena a conoscenza dei fatti, sono state avviate le diverse procedure ufficiali presso l'ambasciata degli Stati Uniti a Berna e le autorità competenti a Washington per chiedere spiegazioni. L'ultimo intervento è del 30 gennaio 2006. In quell'occasione, le autorità americane hanno assicurato a quelle svizzere di aver sempre rispettato in passato la sovranità della Svizzera e di aver intenzione di farlo anche in futuro. Inoltre il segretario di Stato Michael Ambühl e la consigliera federale Micheline Calmy-Rey in visita negli USA nel giugno 2005 hanno consegnato alle autorità americane un memorandum che definisce contrario alla legge il trasporto di persone in Paesi in cui si pratica la tortura.
2./3. L'articolo 1 della Convenzione relativa all'aviazione civile internazionale (Convenzione di Chicago), alla quale la Svizzera ha aderito, prevede: "Gli Stati contraenti riconoscono che ogni Stato ha la sovranità piena ed esclusiva sullo spazio aereo al disopra del suo territorio". Ai sensi dell'articolo 5 della stessa convenzione inoltre, ogni Stato contraente conviene "che tutti gli aeromobili degli altri Stati contraenti non adibiti a servizi aerei internazionali regolari, hanno il diritto di sorvolare il suo territorio, sia per entrarvi, sia per attraversarlo senza atterrarvi, sia per farvi scali non commerciali, senza per ciò chiedere un'autorizzazione speciale, a condizione che siano osservate le norme della presente convenzione ...." Nel caso dei quattro scali all'aeroporto di Ginevra si è trattato di atterraggi per motivi non commerciali di aeromobili non adibiti a servizi aerei regolari, che perciò rientrano in questa categoria. Ai sensi dell'articolo 3 capoverso c "nessun aeromobile di Stato di uno Stato contraente può sorvolare il territorio di un altro Stato od atterrarvi salvo autorizzazione data mediante accordo speciale o in altro modo e conformemente alle condizioni di tale autorizzazione". L'autorizzazione (diplomatic clearance) per veivoli militari stranieri e altri aerei di Stato deve essere chiesta all'Ufficio federale dell'aviazione civile (art. 4 dell'ordinanza concernente la salvaguardia della sovranità sullo spazio aereo) che la rilascia in genere per un anno a condizione che le disposizioni del diritto internazionale e di quello interno vengano rispettate.
Velivoli immatricolati all'estero sottostanno in linea di principio al diritto svizzero (principio della territorialità); il diritto dello Stato che ha rilasciato l'immatricolazione può essere applicato in maniera sussidiaria (principio dello Stato di bandiera). A parte i controlli tecnici per la sicurezza eseguiti nel quadro del programma SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft), possono essere svolti anche controlli di polizia e di dogana; questi ultimi però solo se esistono sospetti fondati. Rientrano nella competenza della polizia del cantone sul territorio del quale si trova l'aeroporto in questione e, dipendentemente dal tipo di violazione, in quella delle autorità di perseguimento penale federali o cantonali.
4./5. La direzione aeroportuale riceve informazioni sulla tabella oraria di ogni aereo che fa scalo indipendentemente dallo scopo del volo. Sulla tabella, trasmessa all'aeroporto di destinazione, vengono riportati il luogo di provenienza dell'aereo, la prossima destinazione e il tipo di velivolo, il numero di volo (per voli commerciali) oppure il numero di immatricolazione (per voli non commerciali). Il nome del gestore o dell'esercente e il numero di passeggeri non sono sempre indicati, ma possono essere chiesti. Queste informazioni vengono sollecitate solo se ci sono problemi (per la ricerca o il salvataggio), oppure su richiesta della polizia o delle autorità doganali. La direzione aeroportuale non conosce l'identità dei passeggeri di cui sono invece al corrente la società di navigazione, il gestore, l'esercente o il proprietario dell'aereo. Le autorità doganali e di polizia svolgono i necessari controlli su chi entra nel Paese, ma questi non sono obbligatori in caso di transito. Se non si può provare una violazione del diritto, tutti gli aerei degli altri Stati contraenti, non impiegati su linee internazionali, hanno il diritto di penetrare lo spazio aereo svizzero, di sorvolarlo senza atterrare e di atterrare per scopi non commerciali. Tuttavia, l'entrata e l'uscita di passeggeri del traffico aereo internazionale possono essere controllate dal Servizio di analisi e prevenzione del Dipartimento federale di giustizia e polizia, quando indicazioni concrete lasciano supporre circostanze importanti per la protezione dello Stato. Le competenti autorità di perseguimento penale possono invece controllarle quando ai sensi del diritto penale sussiste un sospetto concreto; ma questa prassi è ben distinta da un controllo sistematico di tutti i voli. Tra l'altro, un controllo di questo tipo in pratica non sarebbe neanche possibile poiché ogni giorno centinaia di aerei partono dalla Svizzera o vi atterrano, mentre più di 3000 ne sorvolano il territorio. Per quel che riguarda i voli di cui sopra, al momento dello scalo in Svizzera non sussistevano indizi che potessero dare alle autorità una ragione di svolgere controlli più severi. La Svizzera ha ribadito più volte che non avrebbe accettato un uso del proprio territorio contrario alle disposizioni del diritto internazionale. Un passo di questo tipo avrebbe rappresentato una violazione della sovranità nazionale. Il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato una procedura di accertamento su eventuali operazioni illegali sul territorio nazionale, ivi compreso lo spazio aereo.
Risposta del Consiglio federale.