Accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli USA. Esclusione dei settori agricolo e alimentare
05.3831 · Mozione · 2005-12-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di escludere i settori agricolo e alimentare da un eventuale accordo di libero scambio tra la Svizzera e gli USA
Begründung
La Svizzera sta conducendo colloqui esplorativi con gli USA in merito a un accordo bilaterale di libero scambio. Nell'eventualità che tali colloqui sfocino nell'avvio di negoziati, il Consiglio federale è incaricato, per i seguenti motivi, di escludere il settore agricolo e quello alimentare da un accordo di libero scambio.
Un accordo di libero scambio con gli USA nei settori dei beni agricoli e alimentari ridurrebbe il valore della produzione agricola probabilmente di alcuni miliardi di franchi. Stando ai calcoli effettuati dall'Ufficio federale dell'agricoltura, vi è da temere che l'accordo sull'agricoltura dell'OMC provochi già una perdita di valore della produzione agricola per un importo di 2 fino a 3,7 miliardi di franchi. Una pressione supplementare derivante da un accordo di libero scambio con gli USA metterebbe a repentaglio l'esistenza dell'agricoltura così come l'adempimento del mandato costituzionale secondo l'articolo 104 della Costituzione federale.
Un accordo di libero scambio con gli USA per i beni agricoli e alimentari si ripercuoterebbe negativamente non solo sull'agricoltura ma anche sui settori a monte e a valle di quest'ultima. Esso provocherebbe la perdita di diverse migliaia di posti di lavoro, soprattutto nelle zone non urbane. Un accordo di libero scambio colpirebbe quindi le zone di campagna, più vulnerabili sul piano economico, e le indebolirebbe ulteriormente.
Un accordo nei settori agricolo e alimentare pone la questione della regolamentazione degli aspetti non tariffari quali, ad esempio, l'ammissione dell'impiego di sostanze antimicrobiche per aumentare le prestazioni e gli ormoni nella produzione animale, il riconoscimento delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine protetta o l'ammissione e la dichiarazione di organismi geneticamente modificati. Le importanti richieste dei consumatori svizzeri e le norme indispensabili al commercio senza frontiere sono considerate dagli USA come fattori che ostacolano il commercio e che vanno abbattuti. Se questi punti non fossero disciplinati nel senso delle richieste svizzere, le elevate esigenze previste dalla Svizzera per la produzione di beni alimentari verrebbero intaccate dalle importazioni e la popolazione svizzera e i cittadini sarebbero poco propensi ad accettare un accordo di libero scambio.
Un accordo di libero scambio con gli USA indebolirebbe gli accordi bilaterali di libero scambio già conclusi dalla Svizzera nel settore agricolo e indurrebbe gli altri Stati contraenti a esercitare pressioni per ottenere le stesse concessioni tariffarie accordate agli USA. Questo in particolare per quanto riguarda l'accordo bilaterale sull'agricoltura tra la Svizzera e l'UE. Nel settore non tariffario sono prevedibili notevoli complicazioni che potrebbero mettere a rischio l'equivalenza della legislazione svizzera con quella dell'UE - ad esempio in relazione alla normativa in materia di igiene delle derrate alimentari e allo standard bio - e di conseguenza le esportazioni svizzere di beni alimentari nel loro principale mercato che è l'UE. Un accordo di libero scambio con gli USA nei settori agricolo e alimentare provocherebbe inoltre un'erosione delle preferenze tariffarie oggi accordate ai paesi in via di sviluppo più poveri, ciò che è contrario agli obiettivi della politica di sviluppo della Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Valutando i risultati dei colloqui esplorativi condotti fra settembre 2005 e gennaio 2006, e in considerazione soprattutto delle posizioni divergenti nel settore agricolo, la Svizzera e gli USA hanno stabilito che non sono ancora presenti le condizioni necessarie per la conclusione degli accordi di libero scambio. Entrambe le parti mantengono però vivo l'interesse per un futuro accordo globale di libero scambio e riprenderanno, eventualmente, i relativi colloqui in un secondo tempo. Per quanto riguarda la Svizzera, il momento opportuno per la ripresa dei colloqui potrebbe essere, ad esempio, dopo la pubblicazione dei risultati del ciclo di Doha dell'OMC.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.