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05.3882 · Mozione · 2005-12-16

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In Svizzera non esistono molti studi sulle violenze sessuali e corporali sui minori. Contrariamente alla maggior parte dei Paesi che hanno allestito banche dati concernenti le violenze fisiche e psicologiche sui minori, la Svizzera non dispone ancora di uno strumento centralizzato che recensisca questi delitti e le persone che ne sono vittima. Il Consiglio federale deve sistematizzare le nostre conoscenze in materia. In particolare è necessario obbligare i cantoni a svolgere statistiche coordinate dalla Confederazione. Bisognerà soprattutto uniformare la procedura di rilevazione e armonizzare il trattamento e la sintesi dei dati.

Begründung

I maltrattamenti sui minori sono oggetto di ricerca da dieci o quindici anni appena. Alcuni studi hanno affrontato anche il problema della violenza sessuale. Tuttavia, chi vuol prendere provvedimenti efficaci e fondati contro ogni forma di violenza sui minori si trova disarmato di fronte alla carenza di dati e non può che fondarsi su ipotesi e congetture. È quanto emerge da un rapporto specifico della Centrale per le questioni familiari ("Gewalt gegen Kinder - Konzept für eine umfassende Prävention"/"Violence contre les enfants - concept pour une prévention globale", d/f). La ricerca sulla violenza contro i minori in Svizzera (dimensioni del problema, contesto ecc.) è nettamente insufficiente. In assenza di banche dati, la Svizzera non può dare risposte alle organizzazioni internazionali. L'allestimento di un dispositivo che permetta di raccogliere e centralizzare le informazioni concernenti le violenze sui minori è oramai indispensabile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In questi ultimi anni si è prestata una grande attenzione al problema della violenza sui minori. La sensibilizzazione degli ambienti interessati e della popolazione è stata considerevolmente rafforzata. Il fenomeno dei maltrattamenti sui minori non è contestato e diverse ricerche hanno tentato di dimostrarne l'ampiezza.

La Confederazione ha partecipato al finanziamento di diversi studi ed inchieste rappresentative concernenti la violenza sui minori e più in particolare i temi seguenti: il comportamento punitivo dei genitori in Svizzera, i bambini confrontati con la violenza domestica (Ufficio federale delle assicurazioni sociali, UFAS) e la salute degli adolescenti (Ufficio federale della sanità pubblica, UFSP). Essa continuerà con le sue attività di prevenzione dei maltrattamenti sui minori, sostenendo anche progetti di ricerca. Il PNR 52 "L'infanzia, la gioventù e i rapporti tra generazioni in una società in mutamento" (d/f), tuttora in corso, fornirà tra l'altro informazioni interessanti sulla violenza verso i bambini e i giovani, come già aveva fatto qualche anno prima il PNR 40 "Violenza nella vita quotidiana e crimine organizzato" (d/f).

Alcuni cantoni, dal canto loro, hanno effettuato studi e condotto inchieste presso ospedali o servizi attivi in materia di protezione dell'infanzia ed istituti universitari hanno ricevuto l'incarico di condurre ricerche sul tema.

Per quanto concerne la statistica vi sono diversi dispositivi centralizzati, tra cui la statistica sull'aiuto alle vittime di reati. La statistica criminale di polizia rileva il numero di denunce relative a determinate infrazioni al Codice penale, la statistica delle condanne penali degli adulti fornisce informazioni sul volume e la struttura delle sentenze emesse secondo il diritto penale applicabile agli adulti. Entro quattro anni, i dati della statistica criminale di polizia sulle vittime di violenza saranno nettamente migliorati. L'Ufficio federale di statistica si sta occupando del progetto di revisione.

Il Consiglio federale è del parere che, una volta rivista, la statistica criminale di polizia fornirà informazioni decisamente migliori sui reati commessi nei confronti dei minori. Gli studi summenzionati permetteranno, anch'essi, di perfezionare le conoscenze in materia. L'elaborazione di nuove statistiche, complesse e onerose, o l'allestimento di una banca dati non porterebbero a risultati molto diversi.

Visto il carattere tabù e sotterraneo del tema, la raccolta dei dati sulla violenza sarà di fatto sempre difficile e delicata. Indipendentemente dalle istituzioni e dalle professioni interessate (ospedali, servizi di protezione dell'infanzia, sociologi, psicologi, pediatri), le informazioni ottenute forniranno sempre e solo un'immagine parziale, e quindi di difficile interpretazione, del fenomeno della violenza sui minori. Inoltre, la definizione molto vasta di violenza cui si rifà l'autrice della mozione (violenze psicologiche, negligenze) fa sì che ci si debba sempre basare su dati di stima non contemplati dalle statistiche. Il Consiglio federale considera dunque che sia più opportuno trattare il problema nel quadro di studi di tipo epidemiologico, condotti in diversi ambienti.

Il Consiglio federale è disposto ad esaminare la possibilità d'introdurre questo tipo di domande nei questionari concernenti la salute degli adolescenti o nelle inchieste condotte presso i giovani al fine di conoscere meglio i loro bisogni (UFSP). Esaminerà inoltre con quali mezzi si possano migliorare l'accesso alle diverse informazioni concernenti le ricerche effettuate in Svizzera su questo tema ed il loro coordinamento, per esempio mediante Internet (UFAS). Sulla base di quanto precede e ritenendo che gli strumenti previsti o disponibili siano sufficienti, l'esecutivo è del parere che queste migliorie non necessitino di una maggiore centralizzazione a livello federale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.