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06.3130 · Postulato · 2006-03-24

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rilevare i costi dello sdoganamento nonché di verificare e intraprendere le misure con le quali è possibile ridurre in modo significativo i costi economici al confine. Occorre verificare, in particolare, l'introduzione della dogana elettronica. È necessario presentare un rapporto al Parlamento sull'evoluzione dei costi e sulle misure per la semplificazione dello sdoganamento.

Begründung

Secondo uno studio effettuato da Ruedi Minsch e Peter Moser dell'Alta scuola di tecnica ed economia di Coira (HTW) su incarico di Avenir Suisse, al confine doganale si rilevano continuamente, anche per quanto riguarda il traffico delle merci in franchigia con i Paesi dell'UE, elevati costi cagionati da formalità doganali, tempi d'attesa, regole d'origine e verifica delle prescrizioni tecniche dei prodotti. Secondo il sondaggio effettuato presso 612 ditte, ciò rincara le esportazioni e le importazioni rispettivamente dell'1,9 e del 2,3 per cento del valore della merce. Tali costi hanno come conseguenza un aumento dei prezzi e un onere fiscale delle PMI.

Nello studio i costi economici delle barriere doganali vengono stimati a 3,8 miliardi di franchi annui. Ciò corrisponde a una perdita di crescita pari allo 0,85 per cento del PIL. Presso l'Amministrazione federale delle dogane i costi ulteriori ammontano a un importo che si situa tra i 200 e i 400 milioni di franchi. Il totale dei costi è dunque di oltre 4 miliardi di franchi contrapposto alle entrate doganali che sono di poco più di un miliardo di franchi.

Il Consiglio federale è invitato a verificare se la stima dei costi rilevata nel traffico transfrontaliero con l'UE e contenuta nel summenzionato studio è approssimativamente corretta. Occorre inoltre valutare le misure da adottare al fine di poter ridurre i costi del traffico transfrontaliero di merci in particolare anche con l'UE. Si rammenta al Consiglio federale che ha respinto l'analisi dell'istituzione di un'unione doganale che contribuirebbe a ridurre a zero i costi del traffico transfrontaliero con l'UE (cfr. postulato 03.3636). Occorre soprattutto verificare l'introduzione dello sdoganamento elettronico e presentare un rapporto al Parlamento sulle misure che si intendono adottare a tal proposito.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non può verificare la stima dei costi del summenzionato studio in quanto non dispone né del questionario né delle risposte dettagliate. Tuttavia, l'esigua quota di risposte può significare che il confine non costituisce un problema grave per la maggior parte degli esportatori ed importatori svizzeri.

2. È indiscutibile che il confine genera dei costi. Il confine doganale serve però a tutelare gli interessi dell'economia svizzera nei confronti dell'estero. Nessun Paese rinuncia a tale confine, tranne in caso di adesione ad un'unione doganale con frontiere esterne comuni.

All'atto dell'importazione da Paesi terzi l'industria svizzera trae profitto dal fatto che i suoi dazi sono inferiori rispetto a quelli europei. La tariffa doganale esterna media dell'UE per i prodotti industriali ascende al 4,1 per cento ed è dunque pari quasi al doppio di quella elvetica (2,3 per cento). Ne derivano dei vantaggi concorrenziali per le imprese in Svizzera.

3. In concomitanza con le formalità doganali vengono eseguiti numerosi altri disposti legali.

- Nell'ambito della stessa procedura la dogana riscuote, oltre ai dazi, anche le imposte sul valore aggiunto, sugli oli minerali, sul tabacco e sugli autoveicoli, la TTPCP nonché diverse tasse d'incentivazione, ecc. Le imposte e i tributi riscossi ogni anno dalla dogana ascendono complessivamente a oltre 20 miliardi di franchi.

- Oltre ai compiti fiscali, la dogana esegue numerosi altri mandati, ad esempio nell'ambito della sicurezza delle derrate alimentari e degli agenti terapeutici, della lotta contro la pirateria dei marchi, delle violazioni del diritto d'autore, del contrabbando di stupefacenti e armi, ecc.

- Sulla base dei dati rilevati all'atto dello sdoganamento la dogana realizza direttamente una statistica del commercio esterno espressiva. Senza la dogana la Svizzera dovrebbe trovare, come l'UE, una nuova base per la statistica relativa allo scambio di merci senza sdoganamento.

Tutti i summenzionati compiti devono essere svolti, con o senza confine. Il fatto che oggi ciò avvenga unitamente alla procedura di sdoganamento è indice di efficienza. La franchigia doganale non renderebbe più rapido lo sdoganamento.

4. Al fine di sgravare gli uffici di confine, da parecchio tempo la dogana persegue la strategia di trasferire lo sdoganamento delle merci commerciabili presso gli uffici dell'interno o il domicilio dei suoi clienti. Sulla base del principio "degli speditori e dei destinatari autorizzati" la dogana effettua lo sdoganamento delle merci dichiarate dalle 5 alle 22 e, se necessario, si reca presso il domicilio dei clienti per un controllo.

La dogana svizzera considera un compito permanente la ricerca di soluzioni atte a limitare il più possibile l'ostacolo costituito dal confine. Negli ultimi anni le procedure doganali sono state modernizzate. Il 1° luglio 2006 è entrata in funzione la nuova procedura all'importazione e-dec. La nuova legislazione doganale (che entrerà in vigore il 1° maggio 2007) prevede la dichiarazione doganale elettronica per gli speditori e i destinatari autorizzati nonché per i prodotti agricoli giusta l'articolo 7 dell'ordinanza concernente l'importazione e l'esportazione di verdura, frutta e prodotti della floricoltura. L'amministrazione delle dogane potrà inoltre prescrivere la forma della dichiarazione e l'elaborazione elettronica dei dati. Per l'importazione di prodotti agricoli l'obbligo della dichiarazione elettronica è in vigore già dal 1° gennaio 1999 (articoli 3 e 35 capoverso 1 dell'ordinanza sulle importazioni agricole; RS 916.01). Si sta parimenti lavorando alla sostituzione della procedura semplificata all'esportazione con una procedura moderna. Nel 2005 oltre il 90 per cento degli sdoganamenti all'importazione e ben il 90 per cento di quelli all'esportazione nonché tutti quelli in transito sono stati effettuati per via elettronica. La richiesta dell'autrice del postulato di introdurre lo sdoganamento elettronico è dunque già soddisfatta.

La dogana svizzera segue attivamente l'evoluzione dell'e-customs dell'UE. Sulla base del motto "due territori doganali, una procedura doganale compatibile" si mira ad una stretta collaborazione con l'UE.

5. Prescrizioni concernenti i prodotti

Per quanto riguarda le indicazioni fornite dallo studio sui costi nell'ambito delle prescrizioni concernenti i prodotti e la loro omologazione, il Consiglio federale si sforza di ridurre le spese supplementari per gli esportatori e gli importatori svizzeri mediante la conclusione di accordi bilaterali (ad esempio in merito al mutuo riconoscimento delle valutazioni della conformità e delle omologazioni di prodotti). Una revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio dovrebbe inoltre creare le condizioni per l'applicazione del principio "Cassis de Dijon" anche in Svizzera.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.