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06.3192 · Interpellanza · 2006-05-08

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il 15 maggio 2006, il Consiglio federale ha risposto alle mie domande concernenti le attività del Servizio di analisi e prevenzione (SAP), in relazione all'infiltrazione delle moschee in Svizzera e all'impiego di un agente provocatore contro il Centro islamico di Ginevra. Nella sua risposta, il Consiglio federale ha negato l'impiego di agenti provocatori da parte del SAP ed è rimasto sul vago per quel che concerne l'utilizzo di informatori.

Nel frattempo, la stampa ha pubblicato numerose notizie e l'autore dell'interpellanza è entrato in possesso di informazioni e documenti che provano chiaramente l'impiego di un agente provocatore da parte del SAP presso il Centro islamico di Ginevra. Lo stesso agente è stato pure utilizzato parallelamente dal Servizio informazioni strategico (SIS). Claude Covassi, l'agente in questione, che in seguito a minacce e aggressioni nei suoi confronti si è rifugiato all'estero, chiede da più di due mesi per mezzo della stampa di essere sentito dalle autorità del nostro Paese, e in particolare dalle Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento. Esasperato, divulga regolarmente attraverso la stampa informazioni supplementari per dimostrare la propria buona fede. Attualmente minaccia di pubblicare informazioni estremamente sensibili relative ai servizi di informazione svizzeri. Alcune di queste informazioni potrebbero causare un danno importante al nostro Paese. Considerato il carattere urgente di questi problemi, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. È disposto a intraprendere ogni passo utile al fine di fare piena luce sull'azione che il SAP ha condotto contro il Centro islamico di Ginevra?

2. È disposto a fare piena luce sull'azione del SAP e del SIS nell'ambito del caso Covassi?

3. È disposto a organizzare il rimpatrio di Claude Covassi, affinché possa testimoniare dinanzi alla Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento?

4. Può spiegare i motivi per cui il SIS si rifiuta di agevolare il rimpatrio di Covassi, nonostante sia stato proprio il SIS a espatriare tale agente, conducendolo all'aeroporto e finanziando il suo viaggio?

5. È disposto ad accordare adeguata protezione a Claudio Covassi, di modo che la sua vita non sia più messa a repentaglio da azioni compiute da servizi o da individui?

6. È disposto a rispondere al direttore del Centro islamico di Ginevra, che in una lettera ha recentemente interpellato il Consiglio federale in relazione all'azione diretta contro il centro?

Stellungnahme des Bundesrates

Al Consiglio federale preme che le accuse del signor Covassi vengano chiarite nell'ambito legale appositamente previsto, ossia dalla Delegazione delle Commissioni della gestione. Ciò consentirà anche di garantire la tutela del segreto, necessaria per le questioni riguardanti i servizi d'informazione. Il Consiglio federale non può invece esprimersi in merito alle speculazioni pubblicate dai mass media. Egli si attiene in particolare alla prassi di non rendere note informazioni concrete su presunti contatti di singole persone con i servizi d'informazione.

Risposte alle singole domande:

1 e 2: Il Consiglio federale e le unità dell'amministrazione collaborano pienamente con la Delegazione delle Commissioni della gestione per chiarire le accuse.

3, 4 e 5: In quanto cittadino svizzero, il signor Covassi ha diritto di entrare in Svizzera in qualsiasi momento per testimoniare dinanzi alla Delegazione delle Commissioni della gestione. Un rimpatrio da parte delle autorità non è necessario. Il Consiglio federale non è a conoscenza di indizi plausibili secondo cui servizi d'informazione o singole persone metterebbero a repentaglio la vita del signor Covassi. Se possiede delle prove concrete che attestano che terze persone rappresentano per lui un pericolo, il signor Covassi può rivolgersi alle autorità di polizia competenti. È evidente che i servizi d'informazione svizzeri non rappresentano una minaccia per il signor Covassi.

6: Il capo del DFGP ha risposto a una lettera del signor Ramadan. Non vi è neppure alcun motivo per fornire al signor Ramadan informazioni dettagliate sul modo di lavorare dei servizi d'informazione. Va ribadito che, in seguito al controllo delle procedure interne, non sussistono attualmente indizi che i servizi d'informazione svizzeri raccolgano illegalmente le informazioni.

Risposta del Consiglio federale.