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06.3194 · Interpellanza · 2006-05-08

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Uno studio effettuato dall'istituto di tossicologia industriale e di medicina del lavoro dell'Università cattolica di Lovanio ha messo in evidenza i rischi che la qualità dell'aria delle piscine coperte può comportare per la salute delle persone, e specialmente dei bambini, che le frequentano. Secondo tale studio, il cloro utilizzato per disinfettare l'acqua, associato al calore e a un insufficiente rinnovo dell'aria, libera dei gas (fra cui la tricloramina) che potrebbero indebolire il sistema respiratorio.

Alla luce di quanto esposto invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. È a conoscenza di questi rischi?

2. La qualità dell'aria nelle piscine coperte svizzere è sottoposta a controlli?

3. Esistono norme in materia?

4. Il Consiglio federale intende porre rimedio a tali rischi, in particolare promuovendo l'impiego di procedimenti di disinfezione alternativi al cloro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il problema delle cloramine e il fatto che tali sostanze irritino gli occhi e le vie respiratorie sono noti. Le cloramine risultano dalla combinazione del cloro utilizzato per la disinfezione dell'acqua con le sostanze organiche prodotte dai bagnanti. Le cloramine formatesi nell'acqua si liberano nell'atmosfera e sono presenti nelle piscine coperte allo stato aeriforme.

Un residuo di cloro nell'acqua di balneazione è indispensabile per la disinfezione della vasca. Il cloro garantisce in effetti la rapida neutralizzazione dei germi portati dai bagnanti e, se utilizzato in quantità adeguate, non costituisce un pericolo per la salute delle persone.

2. È compito dei gestori pubblici e privati provvedere affinché la salute dei bagnanti che frequentano le piscine coperte non sia messa in pericolo. A questo scopo sono tenuti ad assumere personale istruito in materia, incaricato di sorvegliare le misure d'igiene e autorizzato a eseguire i necessari controlli tecnici. La qualità dell'aria nelle piscine coperte dipende dalla frequenza con cui si arieggiano i locali, dalle dimensioni della struttura e dalla qualità dell'acqua. Maggiore è la concentrazione di materia organica (ad es. l'urea) e di cloro (necessario alla disinfezione) nell'acqua, più l'aria sarà carica di sostanze chimiche nocive per la salute.

Le disposizioni concernenti l'acqua delle piscine riguardano più l'igiene dell'acqua (vedi ad 3) che non quella dell'aria. Non esiste alcun valore limite per il tasso di sostanze chimiche inquinanti presenti nell'aria ambiente delle piscine pubbliche coperte. A livello federale, la qualità dell'aria interna dei locali pubblici e privati è disciplinata nell'articolo 29 della legge sui prodotti chimici (LPChim; RS 813.1). Tale articolo dà all'Ufficio federale della sanità pubblica il diritto d'informare o di formulare raccomandazioni, ma non fornisce alcuna base legale per stabilire valori limite. Nel corso dei dibattiti sul disegno della LPChim, nel 2000, il Parlamento aveva respinto la proposta d'introdurre una base legale per fissare i valori limite dell'aria all'interno degli edifici.

D'altro canto, la Società svizzera degli ingegneri termici e climatici ha emanato nel 2004 una norma riguardante la qualità dell'aria delle piscine coperte, nella quale sono precisate le disposizioni in materia di tecnica di costruzione e i parametri da tenere sotto controllo durante la manutenzione; non vi è però alcun riferimento al problema delle sostanze chimiche presenti nell'aria ambiente delle piscine.

3. Sono i cantoni a sorvegliare le piscine pubbliche. Numerosi sono i testi e i regolamenti che dovrebbero permettere di raggiungere una qualità ottimale dell'acqua balneabile. Per quanto concerne i prodotti di disinfezione, sono già in vigore disposizioni in materia:

- nella norma SIA 385/1 (versione 2000) sono definiti i valori limite per i prodotti clorati nell'acqua balneabile. Tale norma, pur non avendo un carattere obbligatorio, è riconosciuta nell'ambito tecnico e corrisponde a una regola importante da seguire per la clorazione dell'acqua delle piscine. Numerosi cantoni hanno emanato ordinanze in cui sono fissati valori limite che non superano le concentrazioni massime autorizzate dalla norma SIA 385/1;

- l'ordinanza del Dipartimento federale dell'interno (DFI) concernente l'autorizzazione speciale per la disinfezione dell'acqua nelle piscine collettive (RS 814.812.31) è in vigore dal 1° agosto 2005. Essa disciplina la formazione dei maestri di nuoto relativamente alla disinfezione dell'acqua nelle piscine collettive; le conoscenze devono comprendere la capacità di determinare tossicità e dosaggi, nonché i metodi di detezione, nell'acqua e nell'aria ambiente, dei disinfettanti (p. es. cloro, ozono) e dei loro derivati (p. es. cloramine).

4. L'utilizzo di un disinfettante nelle piscine è necessario per inibire la trasmissione di malattie fra i bagnanti. Valori elevati di cloramina sono l'espressione di malfunzionamenti o di controlli superficiali che concorrono ad aumentare gli effetti di tossicità sui bagnanti. L'utilizzo di sostanze alternative come il bromo o l'ozono genera altre sostanze potenzialmente tossiche per l'essere umano.

La succitata ordinanza del DFI permette di adeguare l'istruzione dei maestri di nuoto all'evoluzione delle conoscenze. Tuttavia, a parte l'applicazione di questa ordinanza, la Confederazione non intende emanare e applicare una nuova legislazione.

Risposta del Consiglio federale.