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06.3290 · Mozione · 2006-06-21

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a concludere un accordo quadro con l'Unione europea (UE) concernente le operazioni di pace, e a illustrare in quali settori e in quali ambiti prioritari egli intende rafforzare la cooperazione in materia di politica di pace e di sicurezza della Svizzera con i Paesi europei e con l'UE. Tale rafforzamento della politica di pace e di sicurezza della Svizzera dovrà inoltre compensare la sempre minore importanza della cooperazione in seno all'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Begründung

La politica di pace e di sicurezza europea fornisce contributi sempre più importanti alla sicurezza e alla stabilità delle popolazioni in Europa e oltre. Tale politica è strutturata essenzialmente sotto forma di cooperazione interstatale. La Svizzera ha la possibilità di strutturare efficacemente i propri contributi alla stabilità internazionale, se in questo ambito essa ricerca la cooperazione con Paesi che condividono i suoi orientamenti. L'Europa costituisce per la Svizzera non soltanto il contesto geografico in cui è situata, ma anche una comunità di valori di cui fa parte. È pertanto necessario mirare a un rafforzamento della collaborazione con i Paesi europei e con l'UE nel settore della politica di pace e di sicurezza. In questo contesto, per gli impieghi con truppe armate, sono fatti salvi la precondizione dell'esistenza di un mandato dell'ONU o dell'OSCE come pure gli sforzi della Svizzera per la politica di pace e di sicurezza internazionale, i quali hanno luogo in via autonoma rispetto all'UE.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Anche il Consiglio federale reputa che l'UE, e la sua politica europea di sicurezza e difesa (PESD), costituisca un elemento la cui importanza è in aumento nel settore della promozione internazionale della pace, tanto più che l'ONU tende in misura sempre maggiore ad affidare le operazioni di pace a organizzazioni regionali. Per la Svizzera, l'UE diventa dunque sempre più importante come partner in materia di politica di sicurezza. Attualmente, la sicurezza non può più riguardare un attore soltanto: essa necessita della cooperazione tra partner che condividono le stesse convinzioni.

La Svizzera partecipa già attualmente ad alcune missioni PESD, soprattutto in ambito civile. Esperti civili svizzeri partecipano alla missione di polizia (EUMP) in Bosnia ed Erzegovina e, in Congo, alla missione di sostegno allo Stato di diritto (EUPOL RD Congo). Inoltre, la Svizzera prepara la partecipazione di esperti alla missione EULEX Kosovo, che ha lo scopo di sostenere le autorità kosovare nei settori della polizia, della giustizia e delle dogane.

Nel settore militare, la Svizzera partecipa alla missione di stabilizzazione EUFOR Althea in Bosnia ed Erzegovina.

Finora, per definire le modalità di partecipazione a queste missioni, la Svizzera doveva concludere volta per volta un nuovo accordo con l'UE, ciò che richiedeva un tempo considerevole. Come già menzionato dal Consiglio federale nel suo rapporto Europa 2006, sarebbe dunque pensabile concludere con l'UE un accordo quadro PESD che determini i principi tecnici della partecipazione svizzera alle future operazioni PESD civili e militari (esempi: statuto del personale che partecipa alla missione, trattamento delle informazioni classificate, questioni finanziarie). La firma di un simile accordo quadro interessa anche all'UE, poiché semplificherebbe e, in seguito, accelererebbe le formalità amministrative necessarie per la partecipazione della Svizzera ha una missione PESD.

Un accordo quadro PESD ha carattere tecnico e, di conseguenza, non implica un allineamento unilaterale della Svizzera alla politica di pace dell'UE. Tale accordo quadro non pregiudicherebbe in nessun modo la partecipazione del nostro Paese a nuove missioni europee, civili o militari, di promozione della pace: la Svizzera continuerebbe a decidere, in piena autonomia, se la partecipazione a una data missione PESD corrisponde o no ai suoi interessi di politica estera e di sicurezza. Il processo decisionale rimarrebbe intatto. Soprattutto per le missioni civile, un accordo quadro conferirebbe non soltanto più prontezza alla partecipazione della Svizzera, ma anche una maggior flessibilità alla forma di questa partecipazione.

Gli obiettivi dell'impegno della Svizzera nelle missioni di pace sono in particolare la promozione della coesistenza pacifica delle popolazioni e la partecipazione alla ripartizione internazionale degli oneri (burden sharing) nel campo della promozione della pace. Inoltre le Svizzera può inviare esperti civili (p. es. nei settori dello Stato di diritto, della giustizia, dei diritti umani, del controllo delle frontiere), forze di polizia e militi. Un mandato dell'ONU o dell'OSCE e la non partecipazione a operazioni militari volte a imporre la pace con la forza rimangono condizioni necessarie per il nostro intervento in operazioni militari di promozione della pace.

Il Consiglio federale, nel quadro delle sue decisioni prese il 14 marzo 2008 riguardo alle prossime tappe in materia di politica europea, ha constatato che un accordo quadro nel settore della PESD rientra nei settori prioritari nei quali sia la Svizzera sia l'UE hanno interesse ad approfondire la cooperazione. Di conseguenza, devono essere avviati i lavori preparatori in vista della conclusione di un accordo quadro sulla partecipazione della Svizzera alle operazioni dell'UE per la promozione della pace.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.