06.3319 · Interpellanza · 2006-06-22
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Nelle Filippine, il deputato del partito di opposizione "Anakpawis", Crispin Beltran di 73 anni, è stato arrestato il 25 febbraio 2006 a causa delle sue idee politiche. Questa situazione che minaccia la democrazia è inquietante e chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
- Il Consiglio federale non ritiene che di fronte a questa grave violazione dei principi della democrazia e dei diritti dell'uomo sia assolutamente necessaria un'azione diplomatica, eventualmente sotto forma di domanda di liberazione?
- Non ritiene che uno Stato democratico come la Svizzera debba adoperarsi, d'intesa con gli altri Paesi e in seno alle organizzazioni internazionali come il nuovo Consiglio dei diritti dell'uomo, affinché la situazione del deputato Crispin Beltran migliori il più rapidamente possibile e le Filippine rispettino i diritti democratici dei loro parlamentari in particolare e della popolazione in generale?
Begründung
L'arresto del signor Beltran si basa ufficialmente su un mandato di cattura che risale a 21 anni fa e quindi spiccato nell'epoca Marcos. Tuttavia, il suo caso è stato risolto con un'amnistia nel 1998 dall'allora presidente Aquino, poiché questo mandato era giustificato unicamente da ragioni politiche di lotta contro i dissidenti. Di fronte all'inconsistenza degli argomenti, il governo filippino ha ora aggiunto accuse che si basano su prove vaghe e giuridicamente contestabili. A quanto pare, il signor Beltran è ben lungi dall'uscire presto di prigione. Eppure, non ha mai incitato ad atti di violenza contro la presidente Arroyo, ma ha semplicemente chiesto le sue dimissioni per brogli durante l'elezione 2004 e gravi violazioni dei diritti dell'uomo.
L'arresto del signor Beltran trasgredisce palesemente la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite. Il deputato stesso ha denunciato questa situazione al gruppo di lavoro dell'ONU sulla detenzione arbitraria a New York e all'Unione interparlamentare di Ginevra.
La detenzione del signor Beltran fa parte di altre misure contrarie ai diritti democratici: messa in residenza sorvegliata di altri parlamentari dell'opposizione, minacce ripetute, per non parlare poi di assassinio.
In qualità di Stato difensore dei diritti dell'uomo e del sistema democratico, la Svizzera deve impegnarsi concretamente a favore di queste cause. Se, da una parte, numerosi parlamentari di tutto il mondo hanno espresso le loro preoccupazioni con lettere indirizzate al governo filippino, dall'altra, una reazione ufficiale di uno o più Stati è necessaria per dimostrare che questi fatti sono inaccettabili. In questo caso, il governo filippino non lede soltanto le libertà civili e i diritti dell'uomo, ma anche i principi della democrazia rappresentativa. Impedisce infatti ai parlamentari eletti legalmente dal popolo filippino di svolgere il loro lavoro e le loro funzioni di rappresentanti del popolo, situazione tanto più scioccante se si pensa che i politici coinvolti sono attivi nella difesa delle minoranze, già minacciate dal governo filippino.
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'arresto del deputato filippino Crispin Beltran, il 25 febbraio 2006, è avvenuto in conseguenza di accuse che risalgono in parte a due decenni prima nonché di nuove rimostranze in relazione con lo stato d'emergenza che la presidente Arroyo ha imposto dal 24 febbraio al 3 marzo 2006 a causa di un presunto pericolo di colpo di Stato. Su ordine giudiziario e dietro propria richiesta, il deputato Beltran è stato trasferito al centro di cardiologia delle Filippine il 25 aprile 2006. Da allora è comparso a più riprese dinnanzi al giudice civile. Benché si trovi tutt'ora in carcere preventivo, il signor Beltran si esprime spesso sul sito Internet del suo partito (Anakpawis) in merito alla sua situazione o ad avvenimenti politici
Nei giorni in cui è stato decretato lo stato d'emergenza gli uffici svizzeri competenti hanno esaminato la possibilità di un intervento presso le autorità filippine unitamente agli Stati animati dalle stesse preoccupazioni. Tale intervento avrebbe avuto lo scopo di rammentare alle autorità filippine i loro obblighi in materia di diritti umani. A causa della rapida fine dello stato d'emergenza si era però rinunciato a questa misura. Da allora gli uffici svizzeri competenti osservano tuttavia con attenzione l'evoluzione della situazione in materia di diritti umani. Qualora i rapporti sulle violazioni dei diritti umani dovessero trovare conferma, ad esempio nel quadro della procedura contro il deputato Beltran o mediante misure assunte nei confronti di altri parlamentari, i nostri rappresentanti non esiterebbero a ricercare il dialogo con le autorità filippine nella forma appropriata.
2. Nell'ambito della politica esterna la Svizzera s'impegna costantemente anche nelle Filippine ai fini del promovimento dei diritti umani. Negli ultimi anni ha esortato a più riprese le autorità filippine a sopprimere la pena di morte - misura attuata dal governo filippino il 24 giugno 2006. La Svizzera sostiene inoltre gli sforzi volti a prevenire la tortura nelle Filippine. Ultimamente ha fornito mezzi finanziari in favore di un seminario su questa tematica. Ha preso atto con soddisfazione che, a sole due settimane dal termine del seminario, nel quadro della candidatura per il nuovo Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU, le autorità filippine hanno espresso la loro volontà di promuovere il protocollo facoltativo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.
Permane tuttavia la preoccupazione da parte della Svizzera riguardo a numerosi aspetti in materia di diritti umani nelle Filippine. È segnatamente il caso delle numerose esecuzioni extragiudiziarie registrate negli ultimi tempi, i cui retroscena restano per la maggior parte nell'ombra. Gli uffici svizzeri competenti intrattengono regolarmente contatti con i rappresentanti di altri Stati animati dalle stesse preoccupazioni; in tali occasioni sono discusse anche le possibilità d'intervento. Inoltre la Svizzera s'impegna all'interno del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU affinché l'esame periodico universale della situazione dei diritti umani sia realizzato al più presto e concerna in primo luogo gli Stati membri del Consiglio che, al pari delle Filippine, sono eletti soltanto per un anno.
Risposta del Consiglio federale.