06.3363 · Mozione · 2006-06-23
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di avviare un programma nazionale di ricerca su vantaggi e rischi delle nanoparticelle prodotte artificialmente e delle applicazioni nanotecnologiche.
Begründung
La nanotecnologia promette innovazioni spettacolari e fatturati miliardari in campi quali lo sviluppo dei materiali o la medicina. Ma poco si sa sull'impatto che può avere sull'essere umano e l'ambiente.
La nanotecnologia è considerata la tecnologia chiave del XXI secolo. A livello mondiale vengono investiti miliardi di franchi provenienti da fondi pubblici e privati nella ricerca e nello sviluppo e anche in Svizzera si impiegano mezzi considerevoli per la ricerca sulle applicazioni della nanotecnologia. Così il Fondo nazionale finanzia con 30 milioni di franchi un polo di ricerca con sede a Basilea.
Oltre che dell'enorme potenziale, negli ultimi tempi si parla sempre più frequentemente dei possibili rischi di questa nuova tecnologia. A costituire un problema potrebbero essere giustappunto le proprietà che rendono interessanti i nanomateriali. Nel passaggio da microparticelle a nanoparticelle i corpi infrangono una sorta di barriera del suono. Ridotti alla dimensione di nanoparticelle i materiali possono assumere proprietà totalmente nuove, diventando ad esempio conducibili o estremamente resistenti. Al momento, tuttavia, si sa poco sulle ripercussioni che tutte queste proprietà particolari possono avere sull'essere umano e l'ambiente.
Prime verifiche scientifiche, condotte tra l'altro anche al LPMR di San Gallo, lasciano intuire che il potenziale di rischio dei prodotti trattati nanotecnologicamente potrebbe essere elevato non soltanto per la salute umana, ma anche per l'ambiente. Non sono esclusi effetti cancerogeni analoghi a quelli dell'amianto o delle polveri fini. Il ricercatore svizzero Peter Gehr dell'Università di Berna ha dimostrato che particelle di biossido di titanio con una dimensione di 20 a 30 nanometri possono giungere nel sangue attraverso i polmoni. Per il momento si ignora ancora se queste particelle costituiscono un reale pericolo per l'organismo.
Vi è dunque una forte necessità di condurre ricerche su questi rischi; i primi studi sulle conseguenze per la salute umana e l'ambiente si trovano ancora allo stadio iniziale. Le domande che si pongono sono tante: come si comportano e come si possono misurare le nanoparticelle nell'ambiente? Quali proprietà devono avere per entrare nell'organismo umano e quanto sono dannose? Quali sono i meccanismi che permettono alle nanoparticelle di agire sull'organismo? Possono accumularsi nella catena alimentare? In diversi Paesi sono state avviate ricerche sui rischi per trovare risposte a queste e a molte altre domande. La Svizzera deve fare altrettanto e lanciare urgentemente un programma di ricerca indipendente per analizzare i vantaggi e i rischi delle nanoparticelle prodotte artificialmente e delle applicazioni nanotecnologiche.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il termine "nanotecnologia" designa tutte le applicazioni tecniche utilizzate per produrre strutture di materiale con dimensioni inferiori a 100 nanometri (100 milionesimi di millimetro) o che ne sfruttano le proprietà fisico-chimiche. La nanotecnologia consente tra l'altro di migliorare e rendere più efficienti i processi esistenti (ad es. trattamento di superfici in ambito tessile, edile e industriale). Oltre a ciò apre la via a tutta una serie di nuovi prodotti e nuove applicazioni in svariati settori tecnologici (energia, elettronica, materiali, medicina, industria ecc.). Essendo di dimensioni ridottissime, le nanoparticelle hanno proprietà particolari che le rendono interessanti per applicazioni innovative, ma che possono anche comportare rischi per l'essere umano e l'ambiente. Oggi sussistono importanti lacune scientifiche in materia di metrologia, di esposizione alle nanoparticelle, del loro impatto e del loro comportamento ambientale. Bisognerà attendere che tali lacune siano colmate per valutare i rischi sull'essere umano e sull'ambiente e adottare le misure necessarie, possibilmente già nella fase di sviluppo delle nanotecnologie.
Come spiegato nella risposta alla mozione del gruppo ecologista 06.3210, "Normative legali per le nanotecnologie", la Confederazione sostiene già attività e studi volti a proteggere l'essere umano e l'ambiente da eventuali rischi derivanti dalle nanoparticelle di sintesi e dalle applicazioni nanotecnologiche. L'Ufficio federale della sanità pubblica e l'Ufficio federale dell'ambiente hanno lanciato un progetto per l'elaborazione del piano d'azione "Valutazione e gestione dei rischi legati alle nanoparticelle sintetiche 2006-2009". Lo scopo del progetto, i cui risultati sono attesi per fine 2006/inizio 2007, è di definire le misure da adottare e le necessità d'intervento per proteggere i lavoratori, i consumatori e l'ambiente. Nell'ambito dei lavori si dovranno considerare anche le attività condotte o previste all'estero (ad esempio il piano d'azione dell'UE, del giugno 2005). Inoltre già oggi viene attribuita molta importanza al dialogo con la collettività. A tale riguardo, il centro per le scelte tecnologiche organizza dall'autunno di quest'anno cicli di discussione (Publifocus) sulle opportunità e i rischi delle nanotecnologie.
Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale dà la sua disponibilità a considerare l'oggetto della mozione nel quadro della prossima procedura di valutazione per il lancio di nuovi programmi nazionali di ricerca. Ritiene tuttavia opportuno aspettare i risultati del progetto di valutazione e gestione dei rischi legati alle nanoparticelle di sintesi, previsti per fine 2006/inizio 2007.
Il Consiglio federale propone di non dare seguito alla richiesta vincolante ai sensi della presente mozione. Qualora la Camera prioritaria la approvasse, il Consiglio federale chiederà alla seconda Camera di trasformare la mozione in mandato d'esame.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.