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06.3397 · Interpellanza · 2006-06-23

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. È al corrente della situazione economica e sociale molto grave e dei continui e ripetuti attacchi ai diritti umani in Algeria?

2. che misure adotta per migliorare sensibilmente le condizioni di vita del popolo algerino qui chiamate in causa?

3. quale contributo pensa di fornire al rispetto e alla promozione dei diritti sindacali in Algeria?

Begründung

In Algeria la situazione economica e sociale è molto grave. Rispetto ai prezzi, i salari ristagnano o scendono a un livello molto basso: in media sotto i 300 franchi svizzeri al mese; la disoccupazione tocca quasi il 30 per cento della popolazione; trovare un alloggio è molto difficile e in media ogni abitazione è occupata da sette persone; il budget per l'educazione e la salute è stato ridotto in quindici anni di diversi punti percentuali del PIL. E tutto ciò avviene a dispetto del flusso continuo di denaro originato dalla vendita del petrolio e del gas, i cui introiti finiscono non si sa dove o, peggio, si teme di sapere dove.

Le violazioni più flagranti sono senza dubbio quelle compiute nel totale disprezzo delle libertà sindacali: a parte il sindacato strettamente legato al partito dominante, l'Unione generale dei lavoratori algerini (UGTA), è quasi impossibile esercitare adeguatamente un'attività di questo genere senza incorrere in provvedimenti come la sospensione o la perdita dell'impiego, il perseguimento giudiziario, l'assegnazione di un luogo di soggiorno, il divieto di viaggio, in particolare nella funzione pubblica.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è a conoscenza di questi problemi. Negli ultimi anni in Algeria sono stati ripetutamente organizzati scioperi, manifestazioni e violente azioni di protesta dovuti a una serie di situazioni problematiche dal punto di vista sociale, economico e politico, che comprendono anche lacune nel settore delle infrastrutture, dell'approvvigionamento idrico, nonché della disponibilità di alloggi e posti di lavoro. I giornalisti e le persone attive nella società civile come i funzionari sindacali sono oggetto di vessazioni e di intimidazioni e corrono sempre il rischio di essere arrestati. Le organizzazioni indipendenti come i gruppi che difendono i diritti dell'uomo e i sindacati liberi si vedono spesso negare l'autorizzazione a svolgere manifestazioni pubbliche. Il DFAE analizza costantemente la situazione relativa ai diritti umani in questo Paese e affronta il tema nell'ambito dei colloqui che si tengono a livello governativo.

2. Le organizzazioni della società civile algerina sono da una parte severamente controllate dal governo oppure costituite su iniziativa dei partiti di opposizione, tutti fattori che le pregiudicano la possibilità di operare direttamente in qualità di partner. Per questi motivi la Svizzera, e segnatamente la Direzione per lo sviluppo e la cooperazione (DSC), hanno deciso di collaborare con il governo algerino al sostegno di una serie di riforme a favore dei diritti dell'uomo e dell'applicazione, da parte dell'Algeria, di convenzioni internazionali che ha già ratificato. Per le politiche riguardanti diversi settori come l'ambiente e l'istruzione, la Svizzera promuove la partecipazione attiva della popolazione. In linea generale il governo algerino ha sviluppato un buon rapporto di fiducia con il nostro Paese e ciò consente alla Svizzera di esercitare un certo influsso nelle problematiche relative ai diritti dell'uomo.

3. L'Algeria è parte contraente del Patto I dell'ONU relativo ai diritti economici sociali e culturali che all'articolo 8 disciplina anche i diritti dei sindacati. La Svizzera fonda la sua politica in materia di diritti dell'uomo sul diritto internazionale. I due Paesi discutono di problematiche relative a vari ambiti durante le consultazioni politiche organizzate ad alto livello e caratterizzate da una solida fiducia reciproca. In questo ambito il Consiglio federale e le autorità elvetiche continueranno a ribadire presso le autorità algerine la necessità di provvedere all'attuazione delle convenzioni ratificate in materia di diritti umani e segnatamente del Patto I dell'ONU.

Risposta del Consiglio federale.