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06.3440 · Interpellanza · 2006-09-21

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

È in corso il decennio di integrazione dei Rom (2005-2015), un'iniziativa di Bulgaria, Croazia, Macedonia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovacchia, Repubblica ceca e Ungheria, che è sostenuta dalla comunità internazionale. A tal proposito chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Come valuta la situazione dei Rom in Europa? Ravvisa correlazioni specifiche con la situazione in Svizzera?

2. Nel decennio dei Rom vi sono elementi che il Consiglio federale ritiene di poter considerare nei propri obiettivi di politica estera?

3. Il Consiglio federale ritiene che vi siano possibilità di contribuire al decennio dei Rom?

4. Quali misure specifiche intende attuare la Svizzera per concretizzare la sua volontà di sostenere gli interessi dei Rom?

Begründung

Il decennio dei Rom è uno strumento politico che dovrebbe permettere di rafforzare l'aiuto sociale ed economico di cui i Rom d'Europa hanno urgente bisogno. L'educazione, l'alloggio, il lavoro e la salute sono gli elementi centrali di questa iniziativa.

Per vari aspetti, la Svizzera intrattiene un particolare rapporto con i Rom, in particolare con quelli del Kosovo: oltre a sostenere finanziariamente le attività svolte dall'UNMIK nella regione, essa si impegna pure nell'ambito delle discussioni sullo statuto del Kosovo. Il nostro Paese ha inoltre lo status di osservatore nel quadro del patto di stabilità per l'Europa dell'Est, che si prefigge tra l'altro di proteggere le minoranze. Fino alla fine del 1999 la Svizzera ha pure copresieduto la "Tavola di lavoro sulla democratizzazione e i diritti dell'uomo", per la quale il ritorno dei rifugiati (soprattutto i Rom e gli Ashkali) è fondamentale per la stabilità della regione.

Nel suo ultimo rapporto sulla politica estera svizzera dei diritti dell'uomo, il Consiglio federale dichiara che la Svizzera, "comunità multiculturale, s'impegna in modo particolare a favore delle minoranze" (p. 24). Nello stesso rapporto si afferma, a proposito dell'Europa dell'Est, che "la promozione dei diritti dell'uomo costituisce da sempre una componente considerevole dei programmi che la Svizzera dedica ai Paesi dell'Europa centrale e dell'Est" (p. 31). In sede di conclusione, il Consiglio federale scrive che intende "migliorare ulteriormente la protezione dei gruppi particolarmente vulnerabili, quali i membri delle minoranze" (p. 43). Tanto il suo impegno per la stabilità nell'Europa dell'Est, quanto il suo rapporto sui diritti dell'uomo attestano quindi il fatto che la Svizzera considera urgente l'adozione di concrete misure di aiuto per i Rom.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale risponde come segue alle domande che gli sono state poste.

1. L'impegno del Consiglio federale in favore delle minoranze rientra fra le attività svizzere di promozione dei diritti umani, che si fondano sulla legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell'uomo (RS 193.9). Come ha ribadito il Consiglio federale nel suo rapporto del 31 maggio 2006 sulla politica estera svizzera dei diritti dell'uomo (2003-2007), la Svizzera, comunità multiculturale, si impegna in modo particolare affinché i diritti delle minoranze siano rispettati in tutto il mondo. In tal senso, la Svizzera accorda particolare attenzione alla situazione dei Rom, la più numerosa minoranza in Europa, che implica l'adozione nell'intero continente di un'ampia politica in materia di minoranze. I Rom sono una delle comunità toccate più duramente dal processo di transizione che ha interessato l'Europa dell'Est dopo il 1989; necessitano quindi di un sostegno particolare, ad esempio nell'ambito della formazione. Si stima infatti che 600 000 bambini rom non beneficiano di alcuna forma di scolarizzazione nell'Europa centrale e dell'Est. Il Consiglio federale fa in modo che altri Paesi possano beneficiare della vasta esperienza acquisita dalla Svizzera nei rapporti con le minoranze.

2. Nella sua politica estera il Consiglio federale attribuisce molta importanza ai diritti umani e ai diritti delle minoranze. L'impegno della Svizzera è particolarmente intenso nell'Europa centrale e dell'Est: in questa regione i principi della democrazia e dello stato di diritto sono stati introdotti solo all'inizio degli anni Novanta, e quindi le esperienze delle istituzioni locali nell'ambito dei diritti umani sono assai limitate. Gli sforzi profusi dal Consiglio federale per lottare contro la povertà, l'esclusione e la discriminazione dei Rom concordano con l'obiettivo supremo del decennio di integrazione dei Rom.

La politica estera svolta dal Consiglio federale nei Paesi dell'Europa sudorientale è imperniata sui seguenti quattro obiettivi:

a. stabilizzazione della regione;

b. miglioramento della sicurezza;

c. promozione delle relazioni economiche; e

d. rafforzamento della cooperazione nelle questioni concernenti la migrazione.

La stabilizzazione della regione comporta il rispetto sistematico dei diritti umani. Nel settore della cooperazione in materia di migrazione, la Svizzera si impegna in vista dell'instaurazione di condizioni quadro adeguate al ritorno in Kosovo delle minoranze etniche.

Sul piano multilaterale, la Svizzera partecipa attivamente ai progetti sviluppati nel quadro del patto di stabilità per l'Europa sudorientale, in particolare dando importanti impulsi a livello di rapporti con le minoranze. Il patto di stabilità sostiene la cooperazione regionale, in particolare nei settori dei diritti umani e della democrazia.

3./4. Considerati i complessi problemi cui sono confrontate le minoranze rom, l'impegno della Svizzera in favore di queste popolazioni si esplica tanto sul piano bilaterale quanto su quello multilaterale e internazionale.

Per quanto concerne le attività bilaterali, il sostegno della Svizzera si traduce in numerosi progetti che riguardano soprattutto la formazione scolastica e professionale nei Balcani occidentali. Nel 2006 il nostro Paese ha destinato quasi un milione di franchi per quattro progetti in favore dei Rom di Serbia. Nel Kosovo, tra il 2000 e il 2006 ha finanziato vari progetti per il miglioramento delle condizioni di vita della minoranza rom per un totale di 7 milioni di franchi. Il Consiglio federale sostiene inoltre la promozione del dialogo fra dirigenti politici kosovo-albanesi e attivisti rom kosovari nel quadro del progetto "Confidence Building Measures in Kosovo". La Svizzera è inoltre a capo di diversi progetti nel settore dell'istruzione in Ucraina e in Albania, Paesi che non figurano fra i partner del decennio dei Rom, ma nei quali la presenza di queste minoranze è importante. Il Consiglio federale prevede inoltre di sostenere, nell'ambito della campagna di sensibilizzazione al decennio dei Rom, l'esposizione itinerante dedicata alla situazione dei Rom negli Stati dei Balcani occidentali; sarà inaugurata a Skopje l'8 aprile 2007 (giornata mondiale dei Rom).

Sul piano multilaterale la Svizzera sostiene il "Roma Education Fund" (REF, fondo per l'istruzione di bambini rom), strumento principale per l'attuazione del decennio dei Rom, che dal 2005 è una fondazione svizzera. Il REF si prefigge d'innalzare il livello d'istruzione dei bambini rom. In tal senso ha beneficiato, fra il dicembre 2004 e il dicembre 2006, di un sostegno federale di 620 000 franchi. La seconda tappa di questo progetto prevede un ulteriore contributo di 600 000 franchi.

Infine, sul piano internazionale la Svizzera contribuisce al sostegno dei Rom attraverso vari interventi a favore della protezione delle minoranze in seno all'OSCE e al Consiglio d'Europa.

Risposta del Consiglio federale.