06.3455 · Interpellanza · 2006-09-28
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale è a conoscenza delle ulteriori misure di repressione in Tibet e come valuta le relative attività di Zhang Qingli?
2. È disposto a tematizzare la repressione nei confronti della popolazione tibetana fra gli oggetti di discussione nell'ambito del dialogo sui diritti dell'uomo con la Cina o in seno a organismi internazionali come il Consiglio dei diritti dell'uomo?
3. Quali altri provvedimenti ha avviato il Consiglio federale per attirare finalmente maggiore attenzione sui diritti dell'uomo in Tibet?
4. Cosa ha intrapreso per avviare il dialogo auspicato da molto tempo dal governo tibetano in esilio con il governo cinese?
Begründung
Nominato nel maggio 2006, il nuovo segretario del partito comunista per il Tibet, Zhang Qingli, uomo di fiducia del presidente del partito Hu Jintao, ha nettamente inasprito il tono delle sue parole contro i tibetani e in particolare contro il Dalai Lama. Appena entrato in funzione, ha istruito i dirigenti del partito in Tibet affinché conducano una "lotta di vita e di morte" contro il Dalai Lama, formulazione utilizzata in questi termini per l'ultima volta all'inizio degli anni Novanta. Zhang Qingli ha inoltre adottato una serie di misure repressive contro la popolazione tibetana:
- i tibetani con statuto di impiegati statali non possono più partecipare a cerimonie religiose e frequentare luoghi di culto;
- l' "educazione patriottica" nei monasteri è stata maggiormente intensificata.
- i tibetani che ricoprono cariche ufficiali a Lhasa e dintorni devono scrivere critiche contro il Dalai Lama. Questo vale per anche i tibetani in pensione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale ha preso atto dei rapporti sulle misure di repressione supplementari in Tibet. I servizi svizzeri competenti, in particolare l'ambasciata svizzera sul posto, osservano con particolare attenzione l'evoluzione della situazione in Tibet. Secondo il Consiglio federale che valuta le dichiarazioni e le attività delle autorità in Tibet alla luce delle norme internazionali in materia di diritti dell'uomo, i rapporti citati destano ulteriori preoccupazioni.
2. I diritti delle persone che appartengono a una minoranza e la libertà di religione sono temi prioritari del dialogo sui diritti dell'uomo svolto con la Cina. In questo ambito, il Consiglio federale accorda un'attenzione particolare alla situazione in Tibet e affronta regolarmente, in base a tutte le informazioni disponibili, la situazione dei diritti dell'uomo sul posto, esprimendo apertamente la sua preoccupazione. Inoltre, nell'ambito del nuovo Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, il Consiglio federale si impegna affinché l'esame periodico universale della situazione dei diritti dell'uomo in tutti gli Stati diventi uno strumento efficace che permetta di tematizzare e di eliminare le violazioni dei diritti dell'uomo.
3. Oltre al dialogo sui diritti dell'uomo e agli sforzi in seno al Consiglio dei diritti dell'uomo, il Consiglio federale affronta regolarmente la situazione dei diritti dell'uomo in Tibet nell'ambito dei contatti bilaterali. Al riguardo, accorda una grande importanza al diritto della minoranza tibetana alla non discriminazione, alla protezione e alla promozione della sua identità e della sua partecipazione al processo decisionale che la concerne, nonché al diritto di praticare liberamente la propria religione. Il Consiglio federale interviene in particolare a favore dei prigionieri per motivi di opinione.
4. Il Consiglio federale accoglie favorevolmente i colloqui in corso tra la Cina e i rappresentanti del Dalai Lama. Incoraggia le due parti ad adoperarsi affinché questi colloqui favoriscano un dialogo diretto tra le autorità cinesi e il Dalai Lama, portino a un miglioramento concreto della situazione dei diritti dell'uomo in Tibet e permettano di trovare una soluzione pacifica e durevole alla questione tibetana.
Risposta del Consiglio federale.