06.3478 · Interpellanza · 2006-10-03
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
I giovani provenienti dalla Svizzera romanda e dalla Svizzera italiana sembrano essere nettamente sfavoriti nella ricerca di posti di tirocinio presso l'amministrazione federale. Secondo un'inchiesta pubblicata il 6 settembre dall'Agenzia telegrafica svizzera, l'amministrazione federale ha assunto, nel corso dell'anno 2005/2006, 921 apprendisti, fra cui soltanto 153 Romandi (16,6 per cento) e 17 Ticinesi (1,8 per cento). Da un'analisi più dettagliata emerge che i giovani Romandi sono pressoché boicottati nei principali settori di tirocinio della Confederazione:
- su 284 impiegati di commercio in formazione, i Romandi erano soltanto il 6,7 per cento;
- su 117 informatici in formazione, i Romandi erano soltanto il 3,4 per cento.
Bisogna tuttavia riconoscere che nelle professioni di meccanico di automobili e polimeccanico, la percentuale di apprendisti romandi è nettamente maggiore. Infatti, i meccanici di automobili e i polimeccanici sono formati soprattutto in seno al DDPS, che dispone di numerose sedi nella Svizzera romanda (Sion, Payerne, Yverdon, Romont, Bière).
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Conferma le succitate cifre?
2a. I giovani Romandi sono massicciamente sottorappresentati nelle formazioni di impiegato di commercio e di informatico. Questa sproporzione dipende dal fatto che questi posti di tirocinio sono principalmente offerti nel canton Berna?
b. Questa sottorappresentanza romanda (per non parlare di quella ticinese) è la conseguenza dell'eccessiva centralizzazione dell'amministrazione federale, della quale il recente ritorno a Berna (Wabern) della sede di Givisiez dell'Ufficio federale della migrazione è un esempio?
3a. Il Consiglio federale intende intervenire affinché i posti di tirocinio proposti in seno all'amministrazione federale siano equamente ripartiti fra i giovani delle diverse regioni linguistiche?
b. Per quanto concerne i posti di tirocinio offerti a Berna e dintorni, non sarebbe possibile e auspicabile proporli anche a giovani francofoni che, dal canto loro, potrebbero facilmente seguire i corsi in francese alle scuole professionali di Bienne o di Friborgo?
c) Nemmeno la formazione, nell'amministrazione federale a Berna, di formatori (maestri di tirocinio) francofoni dovrebbe porre problemi. Il Consiglio federale condivide questa opinione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le succitate cifre sono corrette.
2. È un dato di fatto che la maggior parte dei posti di tirocinio offerti nel luogo di lavoro Berna riguarda il settore informatico e quello commerciale.
2b. La distribuzione geografica dei servizi della Confederazione è stata più volte esaminata. In occasione di questi lavori alcuni importanti Uffici federali (Ufficio federale di statistica, Ufficio federale delle comunicazioni, ufficio federale delle abitazioni) sono stati ad esempio dislocati fuori di Berna. Tuttavia, oltre a motivi di ordine politico, per la scelta dell'ubicazione il governo deve seguire i criteri dell'efficienza e dell'economicità. Quest'ultimo è stato determinante per la decisione di trasferire da Givisiez a Wabern i posti di lavoro dell'Ufficio federale della migrazione.
3a. Il Consiglio federale è consapevole della problematica dell'adeguata rappresentanza delle comunità linguistiche quale presupposto generale per una tale rappresentanza adeguata anche fra gli apprendisti e i praticanti della formazione professionale di base. La volontà del Consiglio federale di aumentare ulteriormente il numero dei posti di tirocinio nell'amministrazione federale addirittura nell'attuale fase di riduzione del personale avrà effetti positivi anche sulle aziende di tirocinio romande e ticinesi. Il 21 dicembre 2005, esso ha formulato per la prima volta valori di riferimento per il controlling strategico del personale nel settore della formazione professionale di base. In base a questi valori, entro la fine del 2011 la quota di apprendisti in seno all'amministrazione federale dovrebbe raggiungere il 4 per cento.
3b. Nel luogo di lavoro Berna i posti di tirocinio sono fondamentalmente accessibili ai giovani di ogni lingua ufficiale che terminano la scuola dell'obbligo. Tutti gli apprendisti devono poter assolvere la scuola professionale nella loro lingua madre. Questa condizione è rispettata nelle scuole professionali di Bienne e Friborgo, le quali formano già oggi apprendisti dell'amministrazione federale. Alla fine decide però la direzione dell'educazione del canton Berna se un apprendista romando debba andare a scuola in un altro cantone (Friburgo, Neuchâtel) oppure nel cantone (Bienne). Di principio gli apprendisti dell'amministrazione federale che lavorano a Berna devono frequentare i corsi nella scuola professionale più vicina, vale a dire nella fattispecie a Berna. La situazione degli apprendisti italofoni è notevolmente più difficile a causa della distanza geografica e la possibilità di frequentare la scuola professionale in Ticino è data soltanto in condizioni molto disagevoli. Il presupposto è in ogni caso la disponibilità dell'apprendista alla mobilità. Non bisogna inoltre dimenticare che la qualità della formazione pratica deve continuamente essere garantita. Gli apprendisti hanno il diritto di essere educati e seguiti in modo competente nella loro lingua madre.
3c. I formatori sono la chiave di una formazione professionale di successo. Essi seguono gli apprendisti dal punto di vista tecnico e da quello umano e devono pertanto disporre di un'ampia gamma di competenze. La loro funzione comporta un doppio carico: da un lato essi devono svolgere i loro consueti compiti e dall'altro devono occuparsi delle esigenze professionali e personali degli apprendisti. Il Consiglio federale si adopera dunque per accrescere la consapevolezza degli effetti positivi che la formazione professionale dispiega a ogni livello e per migliorare la situazione dei formatori di ogni lingua, sia attraverso un sostegno e una consulenza specifici sia attraverso incentivi concreti. L'amministrazione federale ha da sempre dato molta importanza alla formazione dei collaboratori, in generale, e dei formatori in particolare, e questo indipendentemente dall'origine linguistica o dalla regione.
Risposta del Consiglio federale.