06.3623 · Interpellanza · 2006-10-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
- Come si spiega che, alla luce della situazione illustrata nella motivazione, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) abbia concesso l'assistenza giudiziaria alla Russia nel caso Yukos senza mai ritenere necessario pretendere una qualunque assicurazione in merito al rispetto dei diritti dell'uomo, prima della condanna a Mosca di Khodorkovsky, Lebedev e Krainov?
- Quali misure intende adottare il Consiglio federale per porre immediatamente fine a tale situazione già a livello di MPC (e non soltanto mediante un eventuale controllo da parte del Tribunale federale)?
- In che modo il Consiglio federale può migliorare il coordinamento tra gli uffici interessati?
Begründung
Una dichiarazione bilaterale di cooperazione risalente al 1998 menzionava già, come obiettivo principale, "la promozione e il rafforzamento dello Stato di diritto e dei diritti dell'uomo (nella Federazione russa)". Sono anni che la Corte europea dei diritti dell'uomo condanna sistematicamente la Russia. Ma anche se le illegalità sono state accertate definitivamente, la Russia non fa nulla per rimuoverle. Diverse nuove decisioni del Consiglio d'Europa esprimono seri dubbi quanto alla certezza del diritto in Russia. Anche il rapporto del Consiglio federale del 31 maggio 2006 sulla politica estera svizzera dei diritti dell'uomo (2003-2007) cita il "ruolo chiave di quest'organizzazione (ossia il Consiglio d'Europa) in materia di rispetto dei diritti dell'uomo" e sottolinea gli sforzi profusi dal Consiglio federale per aumentare la visibilità di tale organizzazione. Nelle conclusioni di tale rapporto, il Consiglio federale dichiara di voler migliorare ulteriormente la protezione dei gruppi particolarmente vulnerabili, quali i detenuti.
Negli ultimi due anni, praticamente tutte le organizzazioni per i diritti umani importanti a livello mondiale e molti organi internazionali hanno segnalato massicce e ripetute violazioni dei diritti dell'uomo da parte della Russia nel cosiddetto caso Yukos. Persino il Tribunale federale ha rilevato, nell'aprile 2005, che il retroscena del caso Yukos è manifestamente di natura politica. Recentemente la Corte europea dei diritti dell'uomo ha deciso, in tale contesto, di occuparsi di un ricorso individuale di Platon Lebedev in relazione con la sua incarcerazione. Altri Stati, in particolare Olanda, Inghilterra, Cipro e gli Stati Uniti, si rifiutano di cooperare con la Russia in tale ambito.
La leggerezza con cui il MPC, nella sua prassi in materia di assistenza giudiziaria, ignora gli sforzi profusi in politica estera dalla Svizzera rischia di compromettere la credibilità di quest'ultima e di mettere in dubbio la coerenza della posizione svizzera.
Stellungnahme des Bundesrates
La tutela dei diritti dell'uomo costituisce un criterio importante per la cooperazione internazionale in materia penale. Infatti, conformemente all'articolo 2 lettera a della legge federale sull'assistenza giudiziaria in materia penale (AIMP), la domanda di cooperazione in materia penale è irricevibile se vi è motivo di credere che il procedimento all'estero non corrisponda ai principi procedurali della Convenzione dei diritti dell'uomo o del Patto internazionale sui diritti civili e politici.
Il Tribunale federale è particolarmente attento alla problematica dei diritti dell'uomo. Tuttavia, nella pratica è molto raro che rifiuti l'assistenza giudiziaria per tale motivo. Questo vale ancor più per le domande provenienti da Paesi membri del Consiglio d'Europa, che sono sottoposti alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, come nel caso della Russia.
Nel caso Yukos, dopo aver ricevuto la domanda da parte della Russia, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha inoltre chiesto, fondandosi sull'articolo 80p AIMP, e ottenuto garanzie relative al rispetto dei diritti dell'uomo.
Nel giugno 2004, durante la procedura di assistenza giudiziaria relativa al caso Yukos, il Tribunale federale ha revocato parzialmente il blocco di conti importanti deciso dal MPC, senza tuttavia fondare la sua motivazione su problemi in materia di diritti umani.
Nel gennaio 2006 il Tribunale federale ha accolto alcuni ricorsi contro decisioni finali del MPC nel caso Yukos e ha rinviato il caso al MPC per riesame, senza tuttavia negare l'assistenza giudiziaria. Il Tribunale federale ha considerato piuttosto la fattispecie molto complessa, le elevate somme di denaro e la questione del rispetto dei diritti umani ed è giunto alla conclusione che prima di vedersi accordare un'eventuale assistenza giudiziaria la Russia doveva fornire informazioni più dettagliate in merito alla fattispecie. Il Tribunale federale ha tuttavia confermato la prosecuzione del blocco dei conti dichiarando che la concessione dell'assistenza giudiziaria non era esclusa una volta pervenute le informazioni supplementari richieste.
Secondo il Consiglio federale, queste decisioni del Tribunale federale mostrano che non vi sono abusi nell'ambito dell'assistenza giudiziaria e che il coordinamento tra le autorità coinvolte nella procedura di assistenza giudiziaria funziona.
Per quanto concerne il ricorso di Platon Lebedev alla Corte europea dei diritti dell'uomo, occorre osservare che quest'ultima, con decisione del 25 novembre 2004 e del 18 maggio 2006, ha dichiarato irricevibile gran parte del ricorso. Essa sta attualmente esaminando gli unici punti dichiarati ricevibili. La sentenza non è ancora stata emanata.
Più accordi internazionali obbligano la Svizzera a concedere l'assistenza giudiziaria alla Russia. Alla luce di tale situazione, il MPC è tenuto a trattare il caso Yukos con la massima cura e tenendo conto di tutti gli elementi, e questo a prescindere da una valutazione negativa preconcetta nella stampa o nell'opinione pubblica. Infatti, se nella fattispecie il problema dei diritti umani avesse effettivamente rappresentato un ostacolo insormontabile, il Tribunale federale avrebbe negato definitivamente l'assistenza giudiziaria già nel gennaio 2006.
Risposta del Consiglio federale.