06.3640 · Interpellanza · 2006-12-04
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale non ha finora ritenuto necessario prevedere misure d'emergenza nel caso in cui nei prossimi mesi le concentrazioni di polveri fini dovessero superare, come lo scorso inverno, il valore limite per diversi giorni e in varie regioni. In tal modo, accetta che le elevate concentrazioni di polveri fini minaccino la salute della popolazione. Il gruppo dei Verdi chiede al governo quanto segue:
1. Come mai il Consiglio federale non è disposto a elaborare un programma d'emergenza volto a proteggere, anche a breve termine, la popolazione contro i rischi derivati dalle polveri fini?
2. Quali misure concrete intende adottare il Consiglio federale nei prossimi mesi se i valori limite delle polveri fini verranno di nuovo superati per diversi giorni? È disposto a varare misure d'emergenza, quali ad esempio, il blocco temporaneo della circolazione per i veicoli e le macchine diesel senza filtro antiparticolato, un abbassamento generalizzato dei limiti di velocità sulle autostrade ecc.?
3. Quali sono i motivi che spingono il Consiglio federale a decretare, come misura preventiva contro l'influenza aviaria, l'obbligo di detenzione per volatili in certe zone, senza tuttavia adottare al contempo misure altrettanto tempestive contro le polveri fini? (Ogni anno alcune migliaia di persone muoiono e diverse decine di migliaia si ammalano a causa dell'inquinamento di polveri fini, mentre finora l'influenza aviaria non ha provocato in Svizzera né morti né ammalati.)
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è ben consapevole del problema rappresentato dalle polveri fini e ritiene che sia indispensabile agire in difesa sia della salute pubblica che dell'ambiente. Nel caso delle polveri fini il problema deriva in particolare dall'esposizione eccessiva (cronica) sull'arco di tutto l'anno, con picchi molto elevati in alcuni periodi invernali durante i quali si verifica un ristagno delle masse d'aria. Per tale ragione è necessario attuare misure permanenti per la riduzione dei carichi inquinanti durante tutto l'anno e non soltanto per qualche giorno.
1. Negli scorsi decenni, la Confederazione, i cantoni e i comuni hanno già attuato un numero considerevole di misure contro le emissioni inquinanti e stanno proseguendo nei loro sforzi. Le emissioni responsabili delle concentrazioni eccessive di polveri fini devono tuttavia essere ridotte ancora della metà. A tal fine, il DATEC ha elaborato un piano d'azione che mira ad abbattere nel lungo periodo, e non soltanto per qualche giorno, le polveri fini, in special modo la fuliggine da diesel. Secondo detto piano d'azione, tutte le fonti responsabili devono contribuire a ridurre le emissioni di polveri fini. Queste misure, sommate alle misure generali di riduzione dell'inquinamento atmosferico, dovrebbero migliorare la situazione nel corso dei prossimi anni.
2. Per completare il piano d'azione adottato dal Consiglio federale nel giugno del 2006, la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente (DCPA) ha varato, il 21 settembre 2006, un piano di interventi differenziati in funzione del carico inquinante e delle regioni interessate. Questo piano costituisce la base della lotta contro le concentrazioni eccessive di PM10 durante i periodi in cui i livelli di particolato fine sono eccezionalmente elevati.
3. In Svizzera, il caso isolato di un paziente che ha contratto il virus dell'influenza aviaria non costituisce un rischio per la collettività e non renderebbe nemmeno necessaria l'adozione di misure urgenti di ampia portata a livello federale. Il paziente in questione verrebbe infatti isolato, curato e sorvegliato, mentre i familiari, o comunque le persone a lui più vicine, sarebbero sottoposti a profilassi e monitorati.
L'influenza aviaria potrebbe tuttavia causare gravi danni e, in particolare, comporta un duplice rischio. Da un lato, infatti, questo virus preoccupa gli esperti in quanto una mutazione genetica potrebbe trasformarlo nel virus pandemico dell'influenza. Una simile pandemia costituisce un enorme pericolo per la popolazione mondiale, ed è per questo che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha esortato tutti i Paesi a elaborare misure adeguate per arginare gli effetti di un'eventuale catastrofe di questo tipo. Il piano pandemico svizzero 2006 indica gli scenari a cui la Svizzera si prepara e illustra le misure che sarebbero adottate in caso di pandemia per proteggere la popolazione. L'altro rischio, ancora presente, è quello che si sviluppi una grande epizoozia, con conseguenti gravi ripercussioni anche sull'economia. Per far fronte a questo problema, il Consiglio federale ha introdotto, come misura preventiva urgente al fine di proteggere pollame, il divieto di detenzione all'aperto.
In caso di smog invernale è anche possibile, come ricordato nella risposta alla domanda 2, adottare misure urgenti a livello regionale per migliorare temporaneamente la situazione. Questa riduzione dell'inquinamento va a completare i risultati raggiunti con le misure previste nel piano d'azione del Consiglio federale contro le polveri fini.
Risposta del Consiglio federale.