06.3706 · Mozione · 2006-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato:
a. di presentare un progetto di modifica legislativa affinché l'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), nonché le delegate alla parità dei dipartimenti e i servizi analoghi adempiano meglio ai loro compiti; ciò allo scopo di migliorare la situazione delle donne straniere o naturalizzate di recente e insufficientemente o per nulla integrate, in particolare per quanto concerne l'apprendimento della lingua, i contatti con le autorità svizzere, la trasmissione di conoscenze sulla vita quotidiana svizzera (usi e costumi, diritti e doveri ecc.);
b. di proporre, se del caso, nel quadro del preventivo 2008 che le risorse liberate grazie alla modifica legislativa menzionata alla lettera a siano destinate all'integrazione ai sensi dell'articolo 53 e seguenti della legge federale sugli stranieri (LStr).
Begründung
La posizione delle donne è un fattore essenziale e decisivo per la buona convivenza in una società. Per le donne svizzere le condizioni generali sono buone. Per loro la parità di trattamento è realizzata de iure e, in ampia misura, anche de facto. Diversa è invece la situazione di numerose donne straniere. La loro rapida e completa integrazione è di notevole interesse per la società svizzera, soprattutto se si considera l'importante ruolo che svolgono ai fini dell'integrazione delle loro famiglie, del sostegno ai figli in ambito scolastico, della socializzazione delle straniere e degli stranieri in Svizzera ecc. Per realizzare questi obiettivi è pertanto necessario perseguire una politica delle pari opportunità mirata a questo gruppo di donne.
L'attività dell'UFU va rimessa in discussione. Gli interventi nei settori che, secondo la visione tradizionale dell'eguaglianza, richiederebbero ancora provvedimenti (p.es. assunzione di donne nei posti federali a livello di quadri, ampliamento dell'offerta di strutture d'accoglienza per bambini, creazione di posti di lavoro a tempo parziale qualificati, conciliabilità fra professione e famiglia per gli uomini) risultano inefficaci. Manifestamente non è (più) compito dell'amministrazione statale, bensì dei tribunali e, in particolare, della società civile promuovere le istanze tradizionali di parità.
Per contro l'UFU non ha ancora veramente capito l'importanza che assume la parità delle donne straniere in Svizzera. Anzitutto per le stesse donne, a livello personale e nella loro concreta situazione di vita, ma anche da un profilo sociale generale. La parità della donna rappresenta un'importante premessa per l'integrazione della popolazione straniera. Proprio per questo bisogna intervenire. Occorre impedire che si creino società parallele e che la dignità della donna sia definita non in modo libero e autodeterminato dalla donna stessa, ma in funzione di una società maschile tradizionale. Devono essere queste le priorità dell'UFU e dei servizi analoghi. I loro compiti vanno perciò ridefiniti ed è necessario garantire un impiego mirato dei mezzi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'integrazione delle donne e degli uomini stranieri residenti in Svizzera riveste un'importanza incontestabile per l'intera società svizzera. La ridefinizione dei settori d'intervento prioritari dell'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo (UFU), richiesta dall'autore della mozione, non permette tuttavia di raggiungere questo obiettivo.
Come si evince dal rapporto dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) sui problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera (luglio 2006), la promozione dell'integrazione è un compito trasversale che richiede l'azione congiunta di diverse autorità di settori come la formazione, la sanità, la sicurezza sociale e la lotta al razzismo. Alla luce delle risultanze di questo rapporto, il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti e gli uffici interessati di sottoporgli entro il mese di luglio 2007 proposte per un pacchetto di misure armonizzate.
La nuova legge federale sugli stranieri sottolinea che l'integrazione è un compito che le autorità federali, cantonali e comunali, le parti sociali, le organizzazioni non governative e le associazioni di stranieri devono svolgere in comune (art. 52 cpv. 4 LStr). La Confederazione, i cantoni e i comuni tengono conto delle esigenze particolari dell'integrazione delle donne (art. 53 cpv. 4 LStr). L'UFM coordina i provvedimenti dei servizi federali per l'integrazione degli stranieri, segnatamente nei settori dell'assicurazione contro la disoccupazione, della formazione professionale e della sanità pubblica (art. 56 LStr).
L'Ufficio federale della sanità pubblica, ad esempio, ha lanciato in collaborazione con l'UFM e la Commissione federale degli stranieri una strategia nazionale "Migrazione e salute" che tiene conto delle esigenze specifiche delle donne migranti. Da parte sua, l'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) sostiene alcuni progetti a favore dell'integrazione professionale delle donne e degli uomini migranti in Svizzera. Si può menzionare, ad esempio, il progetto "16+" realizzato dalla Conferenza svizzera delle delegate alla parità tra donne e uomini che, tra l'altro, prevede misure di sostegno ai giovani migranti nelle loro scelte professionali.
L'UFU presta attenzione da diversi anni alla situazione particolarmente difficile in cui si trovano le donne migranti in Svizzera. Dei 278 progetti sostenuti dall'UFU tra il 1996 e il 2005 mediante gli aiuti finanziari previsti dalla legge sulla parità dei sessi, il 10 per cento verteva sulle migranti, mentre il 27 per cento era rivolto alle donne poco qualificate tra le quali vi sono numerose migranti. Questi progetti permettono alle donne di migliorare la loro situazione professionale ma anche di aumentare la loro influenza nella società.
Il rapporto del Consiglio federale relativo alla valutazione della legge sulla parità dei sessi se da un lato riconosce i numerosi progressi compiuti sulla via delle pari opportunità fra donna e uomo, d'altra parte rileva che l'UFU deve continuare la sua opera per concretizzare la parità nella vita quotidiana, in particolare in ambito professionale. Il Consiglio federale non ritiene necessaria al momento una revisione della legge sulla parità dei sessi.
Per quanto riguarda le delegate alla parità nei dipartimenti, il loro compito non è quello di occuparsi dell'integrazione nella società in generale, ma quello di promuovere le pari opportunità all'interno dell'amministrazione federale.
Poiché l'integrazione è una problematica trasversale, è necessario che si mobilitino diversi attori e che siano stanziate risorse appropriate. La soluzione proposta dall'autore della mozione risulta pertanto inadeguata.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.