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06.3747 · Mozione · 2006-12-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Si invita il Consiglio federale, nel quadro del messaggio sulla promozione della formazione, della ricerca e dell'innovazione negli anni 2008 a 2011, di chiedere al Parlamento lo stanziamento di un credito di 30 milioni di franchi per la ricerca e per il transfer tecnologico nel settore delle pompe di calore, e di accantonare queste risorse nei budget a partire dal 2008. Il relativo progetto dovrà essere concepito come modello di un partenariato pubblico-privato rivolto al futuro, al quale partecipino in misura adeguata il settore elettrico e l'industria addetta alla produzione di tali sistemi.

Begründung

Le pompe di calore sono utilizzate come sistemi per riscaldare gli ambienti e per produrre l'acqua calda ad uso domestico. Per funzionare, necessitano di calore ambientale e di energia elettrica. Dal sottosuolo, dalle falde idriche e dalle acque di scarico degli impianti di depurazione possono essere ricavati, nelle immediate vicinanze dei potenziali utilizzatori, 169 petajoule di energia termica ambientale. Dall'aria possono essere tratti altri 300 petajoule. Complessivamente, si tratta di 469 petajoule che consentirebbero di produrre oltre 1400 petajoule di calore utile, sufficiente a riscaldare cinque volte l'intero patrimonio immobiliare svizzero!

Nel 2005 sono stati installati circa 45 000 impianti di riscaldamento, l'80 per cento dei quali nell'ambito di operazioni di risanamento. Le pompe di calore dominano il mercato degli edifici nuovi, nel quale detengono una quota del 60 per cento. Nel settore dei risanamenti, invece, predomina la caldaia, con circa 30 000 unità a fronte di 2000 pompe di calore. In questo settore vi è quindi un indubbio potenziale di crescita.

Con un'intensificazione e un'accelerazione degli sforzi di ricerca, il potenziale arriverebbe a 400 000 pompe di calore, che andrebbero a sostituire 90 000 riscaldamenti elettrici e 310 000 caldaie ad olio combustibile. Parallelamente, si potrebbero sostituire circa 90 000 caldaie a gas con impianti per la produzione combinata di calore e forza motrice, in modo da produrre l'energia elettrica necessaria ad azionare le pompe di calore in modo neutrale rispetto alle emissioni di CO2.

In questo modo, le emissioni di CO2 di tutta la Svizzera si ridurrebbero di circa il 10 per cento. Nessun'altra tecnologia dispone di un potenziale tanto elevati di riduzione delle emissioni di CO2.

La tecnologia delle pompe di calore è oggi matura e viene applicata con successo sempre maggiore. Anche il potenziale di sviluppo è rilevante. Per sfruttarlo, deve essere intensificata la ricera nei seguenti ambiti: mercato dei risanamenti, produzione di acqua calda, mercato degli edifici nuovi, aria come fonte di energia termica.

I relativi programmi devono essere lanciati nel senso di un progetto di partenariato pubblico-privato (per esempio all'interno della CTI), in modo da contribuire a commercializzare correttamente questa tecnologia anche a livello internazionale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In Svizzera, il settore del riscaldamento e della produzione dell'acqua calda per uso domestico è ad alta intensità di CO2, dal momento che circa l'80 per cento del fabbisogno energetico è coperto da combustibili fossili. Nel nostro Paese, quasi la metà delle emissioni di CO2 è causata da caldaie a gas o a olio combustibile. Il potenziale di sostituzione di questi impianti con pompe di calore è notevole.

La tecnologia delle pompe di calore è oggi matura e viene utilizzata con sempre maggior successo: nel 2006 sono state installate 16 300 caldaie a gas, 15 800 pompe di calore e 13 200 caldaie a olio combustibile. Il grado di efficienza attuale delle pompe di calore può tuttavia ancora essere raddoppiato. In considerazione del fatto che le pompe di calore sono destinate a diventare la tecnica di riscaldamento dominante, un ulteriore incremento dell'efficienza è quindi auspicabile.

In occasione della seduta del 21 febbraio 2007 riguardo alla strategia energetica della Svizzera il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare entro la fine del 2007 dei piani d'azione per migliorare l'efficienza energetica in tutti i settori e promuovere le energie rinnovabili. Alla fine di quest'anno, una volta disponibili i piani, il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al tipo e alla portata delle misure da adottare. Nel quadro della messa a punto dei piani d'azione, il DATEC esaminerà anche le misure proposte nella presente mozione. Poiché le decisioni relative ai singoli provvedimenti non sono ancora state prese, attualmente il Consiglio federale non può prendere impegni al riguardo; per ragioni formali la mozione va pertanto respinta. Nel caso la mozione venisse accolta, il collegio proporrebbe alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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