06.3831 · Postulato · 2006-12-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di verificare se, a titolo di prevenzione sanitaria, le tariffe della telefonia mobile andrebbero calcolate sulla base di un sistema di scatti a intervalli ravvicinati in modo da dissuadere gli utenti dal fare lunghe chiamate.
Begründung
Negli ultimi tempi le tariffe di telefonia mobile proposte dagli operatori di telecomunicazioni sono sempre meno calcolate sulla base di scatti al minuto o al secondo. Non essendo più preoccupati dai costi, gli utenti usano quindi i telefoni cellulari per fare chiamate anche molto lunghe. L'uso del telefonino è particolarmente diffuso tra i giovani, anche sotto i dodici anni.
Sappiamo ancora troppo poco sui rischi che possono derivare da un utilizzo quotidiano dei telefoni cellulari, ma è ovvio che più lunghe sono le chiamate, maggiore è il pericolo di ripercussioni sulla salute, come è già stato dimostrato per le emicranie. Secondo un rapporto dell'Ufficio federale dell'ambiente, delle foreste e del paesaggio UFAFP, infatti, il nesso causale tra un uso frequente di telefoni cellulari e l'insorgere di emicranie è emerso anche da un sondaggio condotto in Scandinavia tra circa 17 000 utenti. Il disturbo aumentava in modo statisticamente rilevante proporzionalmente sia al tempo di utilizzo quotidiano sia al numero di conversazioni telefoniche ("Hochfrequente Strahlung und Gesundheit", UFAFP 2003).
Allettati dalle offerte a forfait (un'ora di chiamata a prezzo fisso), i clienti sono incoraggiati a fare telefonate più lunghe. Il Consiglio federale è quindi incaricato di verificare l'opportunità di misure preventive per regolare i piani tariffari della telefonia mobile.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La telefonia mobile, oltre ad incontestati vantaggi, comporta anche potenziali rischi per la salute dell'uomo. Il Consiglio federale prende sul serio questo problema. La protezione dell'uomo, tra l'altro dalle radiazioni delle stazioni di base per i sistemi di telefonia mobile, è disciplinata dall'ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (RS 814.710). I valori limite d'immissione stabiliti dall'ordinanza, severi nel confronto europeo, si basano sullo stato di conoscenza attuale e tutelano in modo adeguato e sicuro da pericoli per la salute dimostrati scientificamente. In applicazione del principio della prevenzione, sono inoltre considerati anche i rischi potenziali. In questo caso specifico, si cerca innanzitutto di limitare un'esposizione prolungata.
La protezione della salute nell'ambito di apparecchi e impianti mobili (settore della sicurezza dei prodotti) è garantita migliorando la prevenzione, la protezione e l'informazione nonché aumentando il coordinamento a livello nazionale e internazionale. Nell'aprile 2006, un gruppo di lavoro interdipartimentale, sotto l'egida dell'Ufficio federale della sanità pubblica, ha elaborato il rapporto "Radiazioni non ionizzanti e tutela della salute in Svizzera", come richiesto nel postulato Sommaruga Simonetta 00.3565. Attualmente, si procede all'attuazione delle relative raccomandazioni.
Per quanto concerne l'esposizione alle radiazioni durante una chiamata con il telefonino, oltre alla durata è determinante anche il tipo di telefonino. In questo contesto, il Consiglio federale punta su un'informazione obiettiva in merito alle radiazioni emesse e sull'iniziativa degli utenti. Esso è favorevole in particolare alla dichiarazione volontaria delle radiazioni (valori SAR) da parte dei produttori, appellando alla responsabilità autonoma degli utenti. Quest'informazione è fornita già oggi. In questo modo si riesce probabilmente a raggiungere un effetto preventivo maggiore rispetto alle tariffe calcolate sulla base di un sistema di scatti a intervalli ravvicinati, visto che nella maggior parte dei casi il prezzo non influisce in modo determinante sulla durata della chiamata.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.