Rapporto strategico in materia di politica di sicurezza della Svizzera
06.447 · Iniziativa parlamentare · 2006-06-23
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, il gruppo dell'Unione democratica di Centro presenta l'iniziativa parlamentare seguente:
Durante ciascun periodo di legislatura, il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale un rapporto strategico in materia di politica di sicurezza.
Tale rapporto poggia su una completa valutazione della situazione che serve poi da base per un'analisi delle minacce a livello nazionale e per un'analisi dei rischi, in Svizzera, per gli impianti, le installazioni, le posizioni esposte e via dicendo. Il rapporto strategico deve quindi determinare quali sono i bisogni per garantire l'indipendenza, la libertà e la neutralità del Paese.
Su tale base si deve poi formulare la dottrina d'impiego dell'esercito svizzero, da cui dedurre le esigenze in materia di formazione, equipaggiamento e addestramento.
Il rapporto deve essere sottoposto al Parlamento per approvazione.
Begründung
Dopo la caduta del muro di Berlino, ai vertici dell'esercito svizzero è prevalsa l'opinione che con il superamento della guerra fredda, l'esercito non avesse più bisogno di una dottrina d'impiego, data l'evoluzione della politica mondiale che ci si poteva allora aspettare.
Questa rinuncia a una dottrina d'impiego ha causato una diffusa insicurezza circa i futuri compiti dell'esercito. A questo fatto si devono ascrivere i tagli superiori alla media che ha dovuto subire il budget della difesa in favore di altri compiti della Confederazione, magari anche di importanza secondaria.
La ricerca di nuove finalità d'impiego dell'esercito, per esempio l'impiego a titolo sussidiario nell'ambito di manifestazioni sportive o di altro genere a livello nazionale e interregionale, non è riuscito a porre fine a questa tendenza, come pure il propagarsi dello slogan "Sicurezza attraverso la cooperazione", che agli occhi di molti faceva apparire troppo vaga la futura missione dell'esercito nell'ambito di una cooperazione così sommariamente definita.
L'esclusione di una discussione strategica orientata ai bisogni della Svizzera in materia di sicurezza e la rinuncia alla formulazione di una dottrina dell'esercito hanno influito in maniera sempre più negativa sulla preparazione militare della popolazione. L'assenza di una strategia di sicurezza svizzera coerente è apparsa in maniera flagrante nell'ambito della "discussione sulla crescita" che doveva scaturire dalla prevista fase di sviluppo 2008-2011. Un documento riformista che propone effettivamente una ricca lista di possibilità in materia di politica di sicurezza e cita, per ciascuna di esse, il fabbisogno di uomini, materiale e formazione in vista della crescita da realizzare ma non è in grado di ponderare tra gli scenari tratteggiati non può fornire una base accettabile per un esercito del futuro che goda di un vasto sostegno presso la popolazione.
Dati gli sviluppi della politica mondiale, che non lasciano certo intravedere una situazione internazionale stabile, questa situazione non è più accettabile. Per riconquistare la fiducia della popolazione svizzera nella nostra politica di sicurezza è urgente una discussione strategica di vasta portata. Tale discussione deve essere avviata allorché il Consiglio federale presenta al Parlamento il rapporto strategico in ogni periodo di legislatura.