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06.466 · Iniziativa parlamentare · 2006-10-06

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:

Occorre raggruppare le disposizioni concernenti le prestazioni nel settore architettura e costruzioni contenute nel Codice delle obbligazioni (CO) sotto un nuovo titolo, riformularle in modo adeguato ai tempi e integrarle come illustrato qui di seguito.

1. I termini di reclamo, garanzia e la durata durante la quale si applica la responsabilità devono essere disciplinati dalla legge in modo preciso. Occorre semplificare l'attuale procedura, piuttosto complicata, di interruzione del termine di prescrizione se un difetto annunciato per tempo non è stato riparato.

2. I requisiti da soddisfare nell'ambito di un contratto di appalto generale e di contratti che prevedono un prezzo fisso o forfetario, comprendenti cioè servizi differenti, devono essere definiti chiaramente. È opportuno stabilire in particolare che, in simili casi, l'offerente è responsabile anche dopo l'esecuzione dei lavori se viene constatato un difetto.

3. Le prestazioni degli architetti vanno assoggettate, analogamente alle prestazioni fornite nell'ambito di un contratto di appalto, alla responsabilità causale.

Begründung

Le disposizioni sparse nel diritto in materia di contratto d'appalto e di mandato del Codice delle obbligazioni concernenti le prestazioni nel settore architettura e costruzioni non corrispondono più in alcun modo alla realtà del settore edile. Ne risultano spesso abusi e incertezze che vanno a scapito degli impresari costruttori, come dimostrano le esperienze raccolte nel corso di numerose consulenze per esempio dell'Associazione proprietari di case della Svizzera. Negli ultimi tempi alcuni di questi casi sono stati resi pubblici nei media. Tutta una serie di altri esempi si possono trovare anche nella pubblicazione dell'Associazione CasaNostra dell'aprile 2006 curata da Luzius Theiler ("Baupfusch muss nicht sein").

Quanto il Codice delle obbligazioni in questo settore sia lontano dalla realtà lo si nota per esempio dall'articolo 364 secondo cui l'appaltatore "è tenuto ad eseguire personalmente l'opera od a farla almeno eseguire sotto la sua direzione". Sempre più spesso la costruzione di nuovi immobili e i grossi lavori di trasformazione vengono affidati, sulla base di contratti d'appalto e a un prezzo fisso, a imprese generali, anche se poi queste ultime delegano i lavori di architettura e costruzione a terzi.

Una grave lacuna della legislazione in vigore, alquanto rudimentale, consiste nel fatto che in molti di questi casi l'impresa generale, una volta terminati i lavori, non si assume più nessuna responsabilità se si tratta di ottemperare a una garanzia e di eliminare difetti. Tutti si scaricano a vicenda la responsabilità e i clienti sono impotenti di fronte a questa situazione.

In mancanza di disposizioni legali chiare concernenti le prestazioni di architettura e costruzione oggi si applicano in generale le norme 102 (prestazioni degli architetti) e 118 (contratto d'appalto) della Società svizzera degli ingegneri e architetti (SIA). Il diritto in materia di associazioni di questa organizzazione professionale è diventato quindi di fatto diritto pubblico, una situazione fortemente criticata per esempio dal professor Peter Gauch, grande specialista del settore (cfr. Gauch/Terrier, Das Architektenrecht/Il diritto degli architetti, 3a edizione, Friburgo 1995, pagg. 18 segg.). Che tali disposizioni siano favorevoli soltanto a una delle due parti risulta evidente per esempio dall'articolo 1.9.11 della norma SIA 102 secondo cui l'architetto, contrariamente all'impresario costruttore vincolato in base al contratto d'appalto, risponde soltanto nel caso in cui risulta responsabile degli errori commessi nell'esecuzione del mandato. È tuttavia praticamente impossibile provare una simile responsabilità davanti a un tribunale.

È bene infine ribadire che un disciplinamento giuridico che migliori la posizione dei costruttori, nel caso in cui si constatino difetti di costruzione, si ripercuote positivamente anche su artigiani, architetti e imprese generali che mantengono un comportamento corretto verso i loro mandanti. Se la legge permette di procedere contro le pecore nere, la reputazione del settore migliora e si consolida.

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