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07.3197 · Mozione · 2007-03-23

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di prendere tutte le misure necessarie per incitare i cantoni alla rapida introduzione del voto elettronico e per facilitare loro il compito. A tal proposito occorre prendere in considerazione in particolare gli interessi degli Svizzeri all'estero alla partecipazione alla discussione politica. Ai cantoni deve pertanto essere concesso il permesso di includere gli Svizzeri all'estero nelle prossime prove pilota.

Begründung

Già da alcuni anni si parla di voto elettronico e del suo potenziale per la democrazia diretta. Per consentire l'introduzione di questa nuova procedura di voto nei cantoni il Parlamento ha licenziato il rapporto sul progetto pilota del voto elettronico e sulle modifiche legislative in materia di diritti politici. Durante i dibattiti i parlamentari si sono espressi a favore del voto elettronico e della rapida attuazione del progetto. Questa volontà di accelerare il progetto contrasta tuttavia con la posizione del Consiglio federale, il quale - sia nel suo rapporto sia durante i dibattiti - si è mostrato piuttosto reticente in merito a una rapida introduzione del voto elettronico. Anche se l'introduzione di questo nuovo modo di votare è chiaramente di competenza dei cantoni, la Confederazione non può giustificare la lentezza della procedura chiamando in causa il federalismo. Essa dovrebbe invece assumere un chiaro ruolo direttivo e invitare attivamente i cantoni a impegnarsi per questo promettente progetto, al fine di accelerare l'introduzione del voto elettronico nel nostro Paese.Esiste un gruppo di cittadini che attende con estrema impazienza l'introduzione del voto elettronico; si tratta degli oltre 110 000 Svizzeri all'estero che fanno uso del loro diritto di voto e che partecipano attivamente alla vita politica in patria. Succede sempre più spesso che l'esercizio del loro diritto di voto è ostacolato dai ritardi ascrivibili ai servizi postali. I progetti pilota hanno mostrato che il voto elettronico non è soltanto fattibile, ma è anche sicuro. Il cantone di Ginevra oggi sarebbe per esempio in grado di realizzare votazioni per via elettronica alle quali potrebbero partecipare anche gli aventi diritto di voto all'estero. Poiché il voto elettronico andrebbe maggiormente a beneficio di questi ultimi, appare assolutamente logico includerli nei progetti pilota.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si sta impegnando per consentire il prima possibile la partecipazione degli Svizzeri all'estero alle prove di votazioni mediante il voto elettronico. Non bisogna tuttavia correre rischi che comprometterebbero seriamente la corretta espressione della volontà popolare. Una simile procedura di voto, per essere efficace ed effettiva, necessita di una revisione sistematica e totale delle necessarie infrastrutture. Per questa ragione, nel suo messaggio del 31 maggio 2006 (FF 2006 5343), il Consiglio federale ha proposto che il catalogo elettorale degli Svizzeri all'estero venga tenuto dai cantoni in modo centralizzato. I cantoni si doteranno del supporto informatico indispensabile per lo svolgimento del voto elettronico a una sola condizione, ossia solo dopo aver raggiunto una certa massa critica sia per quanto concerne il numero di Svizzeri all'estero iscritti nei loro cataloghi elettorali sia per quanto concerne la dimensione delle amministrazioni comunali. Ora, degli attuali 2700 comuni, ben quattro quinti sono comuni di piccole dimensioni. Attualmente le amministrazioni con un solo impiegato sarebbero difficilmente in grado di offrire un sistema funzionante per il voto elettronico. Il 23 marzo il Parlamento ha adottato una modifica di legge (FF 2007 2093) che obbliga i cantoni a stabilire se il catalogo elettorale degli Svizzeri all'estero è tenuto centralmente dall'amministrazione cantonale o dall'amministrazione del capoluogo cantonale. La maggior parte dei cantoni dovrà pertanto modificare la legislazione e sottoporre le modifiche al voto del popolo entro la metà del 2009. I cantoni dovranno in seguito procedere all'attuazione della nuova legislazione. L'abolizione del registro elettorale degli Svizzeri all'estero nei piccoli comuni può essere effettuata in tempi brevi; per l'assegnazione di risorse alle grandi amministrazioni che riprenderanno tali cataloghi nonché per il corretto trasferimento dei dati da cataloghi di tipo diverso verso un nuovo catalogo comune ci vorrà invece molto più tempo. Il federalismo non è un pretesto, ma una realtà pura e semplice: è la costituzione di ogni cantone - peraltro approvata dall'Assemblea federale - che stabilisce se una modifica del diritto cantonale deve essere accettata dalla Landsgemeinde annuale, se sottostà al referendum facoltativo o a quello obbligatorio oppure se non sottostà a referendum. È pertanto impossibile, caso per caso, decidere di ignorare queste condizioni quadro cantonali per risparmiare tempo. I cantoni che autorizzano il voto degli Svizzeri all'estero su oggetti cantonali (BE, SZ, FR, SO, BL, GR, TI, NE, GE e JU) o comunali (BL, NE) hanno un riferimento diverso riguardo a tale questione.Sinora il diritto federale ha costruito i diritti politici scaturiti dalla nostra democrazia diretta fondandosi su procedure secolari applicate dai cantoni per il bene degli aventi diritto di voto (cfr. art. 10 cpv. 2, 12 cpv. 2, 38 cpv. 4, 49 cpv. 2 e 83 della legge federale sui diritti politici). Per abbandonare questa ripartizione dei compiti ben rodata e consolidata sarebbero necessari decenni, si dovrebbe istituire un costoso sistema parallelo (p. es. istituzione di un catalogo federale accanto ai cataloghi comunali esistenti) oppure si dovrebbero appianare le disparità cantonali se non fosse possibile attendersi che gli aventi diritto di voto si esprimano su oggetti comunali e cantonali secondo regole diverse da quelle vigenti per oggetti federali loro sottoposti lo stesso giorno.Le facilitazioni che un sistema elettronico centralizzato può offrire agli Svizzeri all'estero sono state istituite (spiegazioni ufficiali, liste da firmare, informazioni contestuali pubblicate nella "Gazzetta Svizzera"). In proposito il Consiglio federale intende autorizzare prossimamente alcuni cantoni e comuni che vi sono pronti a svolgere prove di voto elettronico comprensive anche degli Svizzeri all'estero. Non sarebbe tuttavia corretto promettere l'estensione di queste prove a livello nazionale già nel corso della prossima legislatura. È noto che la sicurezza in ambito informatico non è mai raggiunta a titolo definitivo, ma deve essere aggiornata e sviluppata in permanenza; questo aspetto ci obbliga a procedere con prudenza, in stretta collaborazione con i cantoni e i comuni.Per questo il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Se il Consiglio nazionale dovesse invece adottarla contro il parere del Consiglio federale, quest'ultimo chiederà alla commissione della seconda Camera di trasmettere l'oggetto quale mandato di esame.