07.3244 · Interpellanza · 2007-03-23
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In questi ultimi giorni e settimane le discariche di rifiuti chimici di Novartis, Ciba, Syngenta, Roche, Clariant, Rohner e SF-Chem si sono ritrovate per l'ennesima volta al centro della discussione pubblica. Da un lato per il fatto che il consorzio Interessengemeinschaft Deponiesicherheit Region Basel (IGDRB), istituito dall'industria chimica, sembra aver avviato nella vicina Alsazia, in seguito al ritrovamento di residui chimici da parte di un agricoltore che stava arando il proprio campo, i lavori di scavo volti a bonificare l'area da 650 tonnellate di detti residui. Dall'altro destano scalpore le cifre ora pubblicate dalla IGDRB sulle quantità di rifiuti chimici depositate nelle discariche della regione di Basilea. Secondo le stime più recenti effettuate dal settore chimico, le quantità di residui chimici depositate in discarica superano ampiamente quelle sinora note al pubblico.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
In merito ai lavori di risanamento eseguiti a Le Letten (F):
1. È anch'esso del parere che l'intervento in questione possa essere equiparato al risanamento parziale di una discarica, dato che vengono smaltite circa 650 tonnellate di materiale contaminato proveniente dalla discarica di Letten, su un totale di rifiuti chimici depositato di almeno 3200 tonnellate?
2. Come giudica il modo di procedere adottato dall'IGDRB, che sembra aver aperto la discarica senza disporre di alcun progetto di risanamento precedentemente autorizzato?
3. Come valuta la qualità dei lavori di scavo da parte dell'IGDRB nell'ottica della protezione dei lavoratori, della popolazione e dell'ambiente, dal momento che i lavori di risanamento sono stati dapprima avviati senza prevedere alcuna protezione per i lavoratori e senza alcuna misura di protezione ambientale. E ciò nonostante le probabili emissioni nell'aria e nelle acque?
4. Che giudizio dà dei timori avanzati da periti indipendenti, secondo cui, in caso di precipitazioni persistenti, gli inquinanti potrebbero essere dilavati dalla discarica a cielo aperto e infiltrarsi nelle acque sotterranee?
5. Quali misure sono state adottate, sia da parte francese che da parte svizzera, per rilevare e porre fine alle emissioni nell'aria e ai possibili danni arrecati alle acque sotterranee e all'acqua potabile?
6. Le autorità francesi hanno informato quelle svizzere sulle operazioni in corso presso la discarica di Letten? In caso di risposta affermativa: in quale forma e con quali contenuti? In caso di risposta negativa: perché no? E come è possibile garantire sia uno scambio di informazioni che l'informazione dell'opinione pubblica stessa?
7. Come reagirebbe se dette operazioni fossero state effettuate da un'azienda straniera, ma la discarica fosse ubicata su suolo svizzero?
Per quanto riguarda le nuove quantità di rifiuti chimici:
8. Come valuta le nuove cifre pubblicate sulle quantità di rifiuti chimici presenti nelle discariche della regione di Basilea?
9. Il governo era informato sulle quantità conferite in discarica? In caso di risposta negativa: per quale ragione le aziende chimiche non hanno informato le autorità svizzere e l'opinione pubblica?
10. La discarica di Hirschacker a Grenzach (D), ubicata di fronte all'area svizzera di approvvigionamento di acqua potabile Hard, dalla quale più di 200 000 persone attingono acqua potabile, con oltre 109 000 tonnellate di rifiuti chimici speciali ha quasi raggiunto le dimensioni della discarica di rifiuti speciali di Bonfol (nel canton Giura). Quali sono i metodi applicati dalle autorità svizzere per controllare se gli inquinanti dilavati dalla discarica di Hirschacker hanno un impatto sulle captazioni di acqua potabile svizzere?
Stellungnahme des Bundesrates
Le discariche di Le Letten (in Francia) e Hirschacker (in Germania) sottostanno rispettivamente alla legislazione francese e a quella tedesca. Pertanto, il Consiglio federale può basarsi esclusivamente sulle informazioni disponibili fornite dalle autorità di Francia e Germania competenti in materia di ambiente.
1.-4. Secondo i dati forniti dall'autorità francese competente in campo ambientale (DRIRE Alsace), i lavori di scavo effettuati a Hagenthal-le-Bas sono stati un "intervento mirato e limitato non legato al risanamento della discarica". La misura sarebbe inoltre stata concordata telefonicamente tra la comunità d'interessi Deponiesicherheit Region Basel (IGDRB), la DRIRE Alsace e l'amministrazione comunale di Hagenthal-le-Bas. In base alla legislazione francese, i lavori all'interno di simili scavi di fondazione devono essere eseguiti indossando apposite mascherine. Al di fuori di tali scavi, invece, secondo la DRIRE Alsace non c'è mai stato alcun rischio per le persone o per l'ambiente. Inoltre, durante i lavori sono state adottate diverse misure volte a impedire l'ulteriore infiltrazione di inquinanti nelle acque sotterranee, e, in ogni caso, la DRIRE Alsace ritiene che la quantità di acqua piovana infiltratasi durante le due settimane in cui si sono svolti i lavori non sia minimamente comparabile a quella percolata attraverso i rifiuti dal momento dell'apertura della discarica, cinquant'anni fa, ad oggi. Secondo il Consiglio federale, le dichiarazioni e le considerazioni della DRIRE Alsace sono condivisibili.
5. Secondo la DRIRE Alsace, le acque sotterranee vengono monitorate già dal 2001 in 16 punti dislocati attorno alla discarica, e nel marzo scorso è stata allestita un'altra stazione di osservazione. Gli ultimi campionamenti dettagliati sono stati eseguiti alla fine del 2006 e nell'aprile del 2007. Inoltre, durante i lavori sono state effettuate delle misurazioni atmosferiche.
6. Il 23 marzo 2003, con il "Rapport de l'inspection des installations classées", la DRIRE Alsace ha informato in modo esaustivo e dettagliato l'ufficio per la protezione dell'ambiente e l'energia del cantone di Basilea Campagna sulla situazione attuale e sui risultati delle due ispezioni del 14 e del 16 marzo 2007. Spetta all'autorità cantonale, se necessario, rendere pubbliche tali informazioni. Inoltre, l'IGDRB fornisce regolarmente informazioni, tramite il proprio sito Internet, su fatti importanti relativi alle discariche della regione di Basilea.
7. Anche in Svizzera, come in Francia, l'applicazione delle prescrizioni ambientali rilevanti è di competenza degli uffici locali responsabili in materia di ambiente.
8./9. Nelle discariche costruite diversi decenni fa e nelle quali non è mai stato effettuato il controllo in entrata, come quelle presenti nella regione di Basilea, è praticamente impossibile determinare a posteriori la quantità esatta delle singole frazioni di rifiuti. Le cifre pubblicate di recente dall'industria chimica basilese (BCI) si basano su documenti interni e, pertanto, riguardano solo i rifiuti prodotti da tale settore. Nei rapporti relativi alle indagini storiche, invece, sono state stimate e incluse nei conteggi anche le quantità di rifiuti provenienti da altre attività industriali e artigianali. Tutti questi dati, come pure il loro significato, sono comunque noti già da tempo alle autorità, in quanto erano già stati pubblicati in rapporti ufficiali.
10. Secondo la documentazione della BCI, nella discarica di Hirschacker sono depositate solo poche migliaia di rifiuti provenienti dall'industria chimica basilese. Accanto ai rifiuti della BCI, tuttavia, anche in questa discarica, come nelle altre discariche della regione, sono presenti rifiuti di altre attività industriali e artigianali, i quali sono stati inclusi nei dati approssimativi sulla quantità forniti dalle autorità tedesche. Un confronto con la discarica di Bonfol è pertanto impossibile.
In base al diritto svizzero, le aziende che erogano acqua potabile sono responsabili della qualità dell'acqua fornita, che deve essere ineccepibile, e quindi anche del relativo monitoraggio. Spetta al cantone valutare se i controlli effettuati dalla Hardwasser AG sono sufficienti o meno per determinare la presenza di un eventuale rischio. La Confederazione esegue esclusivamente controlli in acque sotterranee d'interesse nazionale.
Risposta del Consiglio federale.