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07.3557 · Mozione · 2007-08-30

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica dell'articolo 89 della Costituzione federale che attribuisca alla Confederazione la competenza di emanare a titolo sussidiario regolamentazioni materiali nel settore degli edifici, in particolare per gli standard minimi.

Begründung

La commissione ha constatato che nell'ambito del consumo energetico degli edifici sussiste un importante potenziale di riduzione dei consumi. Questi risparmi energetici devono essere attuati il più velocemente possibile sul piano nazionale.

La Confederazione è già oggi competente per l'emanazione di prescrizioni dettagliate sul consumo energetico degli apparecchi utilizzati negli edifici (art. 89 cpv. 3 Cost.) e in principio può obbligare i cantoni ad adottare determinate prescrizioni nel settore degli edifici (vedi ad es. il nuovo art. 9 cpv. 3 della legge sull'energia; RU 2007 3425, 3443).

L'auspicata modifica dell'articolo 89 della Costituzione federale dovrebbe pure permettere di emanare atti legislativi materiali per il settore del consumo energetico degli edifici. In questo modo, s'intende dare un segnale anche ai cantoni affinché adottino in tempi brevi misure atte a ridurre il consumo energetico, come ad esempio quelle previste nelle prescrizioni tipo cantonali nel settore degli edifici. Con la modifica proposta, la Confederazione interverrebbe solo se le misure adottate dai cantoni sono insufficienti (principio di sussidiarietà) o se occorrono norme federali unitarie (standard minimi).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Attualmente, appena la metà del consumo svizzero di energia primaria è imputabile agli edifici (riscaldamento, aria condizionata, acqua calda, elettricità, costruzione, manutenzione). Dal punto di vista tecnologico, in questo settore, una riduzione del consumo di energia del 50 per cento è un obiettivo assolutamente raggiungibile. Pertanto, le misure nel settore edifici assumono un'importanza fondamentale per la Svizzera al fine di raggiungere gli obiettivi in materia di energia e clima.

In base alla Costituzione federale (art. 89 cpv. 4), le misure concernenti il consumo di energia negli edifici competono in primo luogo ai cantoni. Dal canto suo la Confederazione non può né definire regolamentazioni materiali complete né obbligare i cantoni ad armonizzare le norme in materia.

In passato i cantoni si sono pienamente assunti le proprie competenze in questo settore e per il futuro intendono mantenerle. Al riguardo si possono citare i seguenti esempi:

- prescrizioni tipo cantonali nel settore energetico, edizione 2000;

- modello d'incentivazione armonizzato dei cantoni 2003 (revisione 2007);

- strategia in materia di politica energetica dei cantoni - strategia settoriale "edifici" per la seconda parte del programma Svizzera Energia (2006- 2011);

- decisione del 23 marzo 2007 della Conferenza dei direttori cantonali dell'energia, in base alla quale le nuove costruzioni e i risanamenti completi di edifici esistenti dovranno rispettare un valore corrispondente a quello delle costruzioni Minergie. Il proprietario potrà però scegliere liberamente con quali misure intende raggiungere l'obiettivo. Nella primavera del 2008, le prescrizioni tipo saranno sottoposte alla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia per la decisione finale. In seguito, le leggi cantonali sull'energia verranno adeguate di conseguenza.

- Alla Conferenza dei direttori cantonali dell'energia del 31 agosto 2007, i cantoni hanno espresso chiaramente la volontà di mantenere il loro ruolo guida, opponendosi a nuove competenze federali nel settore degli edifici.

In passato, le prescrizioni tipo cantonali nel settore energetico hanno contribuito notevolmente a un'armonizzazione tra i cantoni. Malgrado ciò, nelle leggi cantonali in materia vi sono ancora parziali differenze (deroghe, entrata in vigore di nuove regolamentazioni, obbligo di autorizzazione per impianti). Le imprese attive in più cantoni sono perciò obbligate a conoscere tutte le prescrizioni cantonali vigenti, con conseguenti costi supplementari per l'azienda.

In un'ottica nazionale, l'emanazione a titolo sussidiario da parte della Confederazione di standard minimi e altre disposizioni quadro nel settore degli edifici (relative, ad esempio, a un certificato energetico svizzero per gli edifici o a un calcolo dei costi di riscaldamento commisurato ai consumi) è senz'altro sensata. La Confederazione potrebbe così definire per tutto il territorio i medesimi requisiti minimi, sostenere i cantoni nel loro processo legislativo e agevolare i lavori delle ditte presenti in più cantoni. Al riguardo occorre però osservare che le prescrizioni nazionali possono essere introdotte ed applicate solo in stretta collaborazione con i cantoni e che il forte impegno dei cantoni in materia di politica energetica (esecuzione, formazione e perfezionamento, programmi d'incentivazione) non deve essere ostacolato.

In occasione della seduta del 21 febbraio 2007 riguardo alla strategia energetica della Svizzera il Consiglio federale ha definito nuovi principi in materia di politica energetica. La strategia poggia su quattro pilastri: misure di efficienza energetica, promovimento delle energie rinnovabili, politica estera in materia energetica e impianti di grande potenza. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di elaborare entro la fine del 2007 dei piani d'azione per migliorare l'efficienza energetica soprattutto nei settori traffico, apparecchi ed edifici e promuovere le energie rinnovabili. Alla fine di quest'anno, una volta disponibili i piani, il Consiglio federale prenderà una decisione in merito al tipo e alla portata delle misure da adottare. Nel quadro della messa a punto dei piani d'azione, il DATEC esaminerà anche le misure relative al settore degli edifici. Poiché le decisioni relative ai singoli provvedimenti non sono ancora state prese, attualmente il Consiglio federale non può prendere impegni al riguardo; per ragioni formali la mozione va pertanto respinta. Nel caso la mozione venisse accolta, il collegio proporrebbe alla seconda Camera di trasformare l'intervento in un mandato di esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.