07.3567 · Interpellanza · 2007-09-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In seguito all'adozione della legge federale del 6 ottobre 2006 sulla politica regionale, sono state messe in consultazione alcune ordinanze, in particolare il progetto del Consiglio federale riguardante le agevolazioni fiscali in favore delle aziende nelle zone di rilancio economico e il progetto di ordinanza del Dipartimento federale dell'economia concernente la determinazione delle zone di rilancio economico. Il termine di consultazione è fissato alla fine di questo mese. Occorre come minimo sottolineare che le proposte della Confederazione suscitano la collera di un certo numero di cantoni, di regioni e di comuni che giudicano eccessivamente limitato il perimetro previsto. Inoltre, i criteri scelti si basano su uno studio di Credit Suisse e ciò suscita grande stupore da parte delle amministrazioni pubbliche. Partendo da tali considerazioni, pongo al Consiglio federale le seguenti domande:
1. È pronto a ridiscutere rapidamente con i cantoni la questione molto sensibile di un'estensione delle zone previste al fine di mantenere la situazione attuale?
2. Dato che esistono numerosi istituti di ricerca e università, potrebbe spiegarci perché ha chiesto al servizio economico di una grande banca di proporgli la lista delle zone di rilancio economico?
Begründung
Nella Svizzera romanda, non dovrebbero essere più considerate zone di rilancio economico il cantone di Vaud e una parte di quello di Friburgo, la parte meridionale del cantone di Neuchâtel, il Basso Vallese e la regione biennese. Tali zone non dovrebbero più beneficiare delle agevolazioni fiscali destinate a sostenere progetti di aziende che sono innovative e che creano nuovi posti di lavoro.
Inoltre, in rapporto al decreto Bonny vigente, le zone previste non rappresenterebbero più del 10 per cento della popolazione del nostro Paese mentre attualmente il decreto in questione interessa il 27 per cento degli abitanti. Per giunta, il fatto di dividere in due il cantone di Neuchâtel e di trattare diversamente le regioni che formano l'Arco giurassiano ci pare controproducente. In tal modo si separerebbero i centri dalle regioni rurali e si produrrebbero delle differenze di trattamento rischiose per la loro collaborazione futura.
Invece che basarsi sullo studio di Credit Suisse, il Consiglio federale dovrebbe trarre utili spunti dal pregevole studio di BAK Basel Economics, che propone di rafforzare centri urbani come Neuchâtel, La Chaux-de-Fonds, Delémont, Bienne e Yverdon-les-Bains e di attenuare la frammentazione causata dalle politiche pubbliche.
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'indagine conoscitiva aperta dal Dipartimento federale dell'economia (DFE) all'inizio di luglio ha permesso ai cantoni di pronunciarsi fino al 28 settembre 2007 sulle ordinanze menzionate dall'autore dell'interpellanza. Come previsto dall'articolo 2 capoverso 2 dell'ordinanza sull'aiuto in favore delle zone di rilancio economico (RS 951.931), "il dipartimento determina le zone di rilancio economico dopo aver sentito i cantoni". Questa stretta partecipazione dei cantoni è peraltro ripresa dall'articolo 12 capoverso 3 della legge sulla politica regionale (RS 901.0), che sostituirà la legge attuale all'inizio del 2008. È dunque previsto che il DFE esamini le proposte dei cantoni prima di determinarsi. Il DFE farà un bilancio della consultazione considerando le risposte di tutti i cantoni e farà una proposta al Consiglio federale per l'ordinanza concernente le agevolazioni fiscali in favore delle imprese nelle zone di rilancio economico, in modo che tali disposizioni possano entrare in vigore il 1° gennaio 2008. Quest'anno, la delimitazione delle zone beneficiarie sarà adattata ancora nel quadro del diritto attuale.
Nella prospettiva dell'entrata in vigore della nuova politica regionale, il DFE ha ritenuto necessario rivedere la delimitazione di queste zone beneficiarie. I cantoni stessi, riuniti in seno alla Conferenza dei direttori cantonali dell'economia pubblica della Svizzera romanda, hanno peraltro proposto di effettuare delle modifiche del perimetro. In tale contesto, non era possibile escludere determinate zone beneficiarie senza procedere a un esame complessivo per garantire la parità di trattamento.
2. Il Credit Suisse Economic Research è un istituto di ricerca privato riconosciuto, così come il BAK Basel Economics, di cui l'autore dell'interpellanza ha citato uno degli studi commissionati dalla Confederazione. Nel quadro del bando di gara, sono state contattate altre due istituzioni pubbliche. L'offerta presentata dal Credit Suisse Economic Research era di qualità elevata e poteva basarsi sull'esperienza e sui dati accumulati nella realizzazione di numerosi studi sullo sviluppo e sul potenziale di diversi cantoni e regioni. Non vi erano dunque motivi per rinunciare a tale collaborazione per preparare la proposta fatta ai cantoni.
Risposta del Consiglio federale.